Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta
Un numero crescente di studi dimostra che le particelle di plastica circolano nell'atmosfera prima che le precipitazioni le riportino sulla terraferma e nell'acqua.

Minuscoli frammenti di plastica stanno ora attraversando l’atmosfera e tornando sulla Terra con la pioggia: studi sui microplastici presenti nell’aria suggeriscono che queste particelle possano percorrere lunghe distanze prima che le precipitazioni le depositino sugli ecosistemi.
Le evidenze indicano un cambiamento più ampio nel modo in cui gli scienziati comprendono l’inquinamento da plastica: invece di rimanere confinati negli oceani o nei suoli, le microplastiche sembrano far parte di un ciclo atmosferico globale.
Una volta rilasciate, alcune particelle restano sospese nell’aria, dove i venti possono trasportarle attraverso continenti e oceani.

Gli scienziati hanno rilevato sempre più spesso microplastiche aerodisperse in ambienti remoti, tra cui catene montuose, regioni polari e acque oceaniche aperte. La loro presenza nell’acqua piovana suggerisce che le precipitazioni svolgano un ruolo fondamentale nella rimozione di queste particelle dall’atmosfera.
Come le particelle di plastica entrano nell’atmosfera
Le microplastiche possono entrare nell’aria attraverso diversi processi. L’abrasione meccanica degli pneumatici rilascia frammenti microscopici sulle strade, mentre il vento può sollevare fibre e particelle leggere da suoli, discariche e superfici urbane.
Anche l’attività industriale e la polvere urbana contribuiscono a immettere frammenti plastici nell’atmosfera. Una volta in sospensione, la turbolenza e i sistemi meteorologici su larga scala possono trasportarli lontano dalle loro fonti originarie.

Studi di campionamento atmosferico e modellizzazione indicano che le microplastiche possono rimanere sospese per giorni o addirittura settimane. In questo periodo, i venti possono trasportarle per centinaia o migliaia di chilometri.
Alla fine, le precipitazioni rimuovono molte di queste particelle dall’aria. Mentre gocce di pioggia e fiocchi di neve si formano e cadono, catturano le particelle sospese e le riportano sulla superficie attraverso un processo noto come deposizione umida.
Pioggia e neve ridistribuiscono le microplastiche nel mondo
Le precipitazioni sembrano essere uno dei principali meccanismi che ridistribuiscono le microplastiche aerodisperse su scala globale.
I ricercatori hanno rilevato particelle di plastica nell’acqua piovana raccolta sia in città sia in paesaggi remoti, lontani dalle principali fonti di inquinamento. In alcuni casi, il trasporto atmosferico ha portato queste particelle da regioni densamente popolate fino a ecosistemi protetti e parchi nazionali.
Questo schema suggerisce che l’inquinamento da plastica possa comportarsi in modo simile ad altri contaminanti atmosferici, come la polvere minerale o gli aerosol industriali. Una volta nell’atmosfera, le particelle possono percorrere lunghe distanze prima di essere rimosse dalle precipitazioni.
Di conseguenza, regioni con poca produzione diretta di plastica possono comunque ricevere depositi di microplastiche trasportate dal vento da fonti lontane.

Gli scienziati stanno ancora cercando di determinare con quale frequenza le microplastiche cadano dall’atmosfera e quanta materia entri negli ecosistemi attraverso questo meccanismo.
Incertezze sull’impatto ambientale
La scoperta delle microplastiche nelle precipitazioni solleva nuove domande sui loro effetti ambientali e sulla salute.
Una volta depositate, queste particelle possono accumularsi nei suoli, nei sistemi di acqua dolce e negli oceani. Alcune ricerche suggeriscono che le microplastiche possano anche fungere da superfici che ospitano inquinanti chimici o microrganismi. I ricercatori stanno inoltre studiando se le microplastiche aerodisperse possano influenzare la formazione delle nuvole o la chimica atmosferica, anche se questi processi restano ancora poco compresi.
I futuri sforzi di monitoraggio mirano a quantificare meglio come le particelle plastiche si muovano nell’atmosfera e come le precipitazioni le ridistribuiscano a livello globale. Comprendere questo ciclo potrebbe essere fondamentale per valutare la portata complessiva dell’inquinamento da plastica sulla Terra.