I modelli meteo confermano: lunedì 11 maggio rischio supercelle su Veneto e Friuli

Secondo le proiezioni più recenti, da domenica 10 maggio è atteso l’arrivo di nuovi temporali sul Nord Italia. Ecco le aree da monitorare per il rischio di supercelle.
Dopo i segnali emersi nei giorni scorsi, gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici confermano una situazione di instabilità che interesserà il Nord Italia nel prossimo fine settimana e all’inizio della prossima settimana.
Pur mantenendo la necessaria prudenza tipica delle previsioni a medio termine, da oggi emerge un quadro più definito, riguardo il peggioramento atteso da domenica 10 maggio 2026.
Dopo la tregua di domani nuovi temporali domenica
Secondo le proiezioni più recenti, da domenica 10 maggio è atteso l’arrivo di nuovi temporali sul Nord Italia, legati al passaggio di un fronte perturbato, seguito da una moderata avvezione di aria fredda, d’estrazione polare marittima, in media troposfera.
Questi fenomeni porteranno soprattutto piogge rovesci e temporali sparsi, localmente anche di moderata intensità che interesseranno soprattutto le aree a nord del corso del fiume Po. Non si potrà escludere qualche locale grandinata.
Attenzione alla giornata di lunedì 11 maggio
Nella giornata di lunedì 11 maggio 2026 l’instabilità interesserà gran parte del Nord, con piogge e temporali in trasferimento da Ovest verso Est. Durante le ore pomeridiane dei temporali più organizzati si vedranno soprattutto fra l’est della Lombardia, il Veneto e il Friuli.
Si tratterà comunque di fenomeni isolati e non diffusi, secondo il nuovo aggiornamenti dei modelli matematici. Inoltre, non è prevista un’organizzazione estesa o un rischio generalizzato su tutta la Val Padana.

Le supercelle, laddove si formassero, sarebbero poche e circoscritte, con possibili effetti localizzati quali grandine di medie dimensioni, raffiche di vento forti e, in casi molto rari e limitati, anche dei possibili fenomeni vorticosi.
Alcune considerazioni da fare
Quindi al momento il rischio di qualche supercella, anche con caratteristiche tornadiche, c’è, ma rimane localizzato e non riguarda un evento diffuso o di grande scala. Il modello GFS continua a mostrare questo segnale, con un buon supporto da parte di altri modelli europei nelle ultime emissioni, anche se con intensità e localizzazione ancora variabili.
Siamo ancora a tre giorni di distanza e i dettagli (posizione esatta, timing e intensità) potranno ancora modificarsi sensibilmente, anche in modo importante.
Tuttavia, la stragrande maggioranza dei temporali resta di ordinaria amministrazione per il periodo.
Da non sottovalutare i prossimi aggiornamenti
Nei prossimi giorni (soprattutto domani e domenica) sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti dei modelli ad alta risoluzione ad area limitata, e i bollettini ufficiali della Protezione Civile. Solo avvicinandosi all’evento si potrà avere maggiore chiarezza sulla reale evoluzione.
L’evoluzione resta sotto stretto monitoraggio. Ulteriori aggiornamenti saranno necessari nelle prossime 48 ore per definire con maggiore precisione le aree a maggior rischio. Ma il quadro che si sta prefigurando tende ad escludere delle situazioni particolarmente estreme, come già più volte osservato in passato sull’area Padana.
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