La Svezia sta trasformando le sue coste in gigantesche coltivazioni di alghe per produrre nuovi materiali sostenibili

Dalla Svezia sono in arrivo biomateriali per gli usi più svariati, derivati dalle alghe marine. Ecco il progetto che protegge l’ambiente e che già interessa i colossi dell’industria

L'alga da cui si possono ricavare materiali per l'industria ha foglie lunghe e strette, dai bordi ondulati
L'alga da cui si possono ricavare materiali per l'industria ha foglie lunghe e strette, dai bordi ondulati

Plastica, fertilizzanti, cosmetici, ma anche carta, carburanti, materiali isolanti e prodotti per l’odontoiatria. La Svezia sta lavorando ad un progetto che può trasformare comuni alghe di mare in una lunga serie di materiali per l’industria.

Il progetto si chiama Seaweed Materials Initiative e punta alla realizzazione di materiali derivati da fonti rinnovabili e prodotti localmente. Le alghe infatti non sono un materiale nuovo per questi scopi, ma nella maggior parte dei casi provengono dall’Asia, l’Europa quindi dipende quasi interamente dall’importazione.

L’alga da cui si possono ricavare così tanti prodotti cresce invece sui fondali svedesi, ma anche greci e spagnoli, e ha un infinito potenziale.

Dalle alghe di mare, i materiali del futuro

Il kelp dolce è un’alga marina nota con tanti nomi diversi. Kombu dolce, alga zuccherina, saccarina latissima e kombu reale sono tra questi. Il riferimento alla sua “dolcezza” si deve alla presenza di mannitolo, già abbondantemente usato nell’industria alimentare e anche in quella cosmetica.

Quest’alga dalle grandi foglie marroni ondulate lungo i bordi vive bene nelle acque ad alta salinità della costa svedese ed ha altri vantaggi tra cui una crescita rapida che le permette di raggiungere anche diversi metri di lunghezza in qualche mese, e non necessita di fertilizzanti.

È anche molto versatile e si presta a tanti utilizzi diversi.

Attraverso un processo che si basa sulla somministrazione controllata del calore, le diverse componenti a livello cellulare possono essere separate per ottenere alginato, cellulosa, proteine e minerali.

In questo modo da essa si possono ottenere ad esempio carta ma anche isolanti termici e biocarburanti, zuccheri per la produzione di bioplastiche e altri componenti utili in cucina ma anche in odontoiatria o cosmetica.

I rifiuti organici possono invece essere riciclati come fertilizzanti oppure come biogas e altre fonti di energia.

Un’alga dalle infinite proprietà

Il progetto di Seaweed Materials Initiative ha già attirato l’attenzione di colossi svedesi come Volvo e Ikea che collaborano attivamente al progetto, perché consentirebbe l’uso di materiali sostenibili in sostituzione della plastica, e di produzione locale, con in più emissioni molto ridotte.

I primi risultati concreti dovrebbero arrivare già nel 2028.

Le alghe marine vengono lasciate essiccare al sole per poi essere usate in mille modi diversi
Le alghe marine vengono lasciate essiccare al sole per poi essere usate in mille modi diversi

L’alga ha anche altre proprietà particolarmente interessanti, come la capacità di assorbire anidride carbonica e altre sostanze presenti nell’acqua, tra cui fosforo e azoto. Non sarebbe quindi solo un materiale ecosostenibile, ma contribuirebbe attivamente alla salute degli ecosistemi costieri.

A differenza di altri materiali di origine vegetale impiegati nell’industria, come la canna da zucchero, il klep dolce non sottrae nemmeno terreni all’agricoltura e non comporta consumo di acqua dolce. Germoglia grazie a delle spore e viene coltivata per uso industriale su grosse corde tese.

Gli altri progetti svedesi per un futuro sostenibile

Sembra proprio che la Svezia si stia avviando a diventare un paese leader per quanto riguarda i materiali del futuro e l’ecosostenibilità.

Oltre a quello che coinvolge le alghe marine, infatti, ci sono altri interessanti progetti già avviati nel paese scandinavo.

Tra i più innovativi c’è quello che riguarda l’utilizzo delle ostriche, considerate una specie invasiva lungo le coste svedesi. Anche dai loro gusci, infatti, si potranno ricavare materiali innovativi.

Un altro ancora che prevede la raccolta della canna palustre, che cresce in abbondanza lungo le coste baltiche e che potrebbe essere raccolta nel totale rispetto degli ecosistemi, per svariati utilizzi.

Anche nel campo del riciclaggio la Svezia è molto attiva, con una particolare attenzione ad esempio ai pannelli solari, di cui quasi tutte le parti potrebbero essere riutilizzate, ma questo al momento non avviene quasi mai.

Lo stesso si può dire dei mobili. La produzione del solo mobilio per ufficio causa emissioni annuali di 170.000 tonnellate di anidride carbonica e in Svezia ci sarebbe la legge che consente agli enti pubblici di comprarli usati, ma al momento viene applicata solo nell’1% dei casi. Ci sono quindi diverse iniziative per invertire questa tendenza.

Fonte della notizia:

Blanca Martìn Huerta - Suecia ya cultiva bosques de macroalgas en sus costas buscando crear materiales del futuro. La Razòn (Maggio 2026)

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