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Medicane, cosa sono? Facciamo chiarezza

Apprensione e anche curiosità scientifica per la depressione sul Tirreno che potrebbe evolvere in Medicane. Cosa sono e perché si formano i TLC, sistemi simil tropical, nel Mediterraneo?

Luca Lombroso Luca Lombroso 20 Set 2018 - 15:07 UTC
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Cos'è un Medicane? Un po' di chiarezza su questo fenomeno meteo

Meteorologi e scienziati seguono con attenzione l’evoluzione di una depressione mediterranea che si è formata nel medio Mar Tirreno e che, vista da satellite, ha molte somiglianze con sistemi di tipo tropicale. Intanto sulla Sardegna sono già segnalati alcuni nubifragi. Abbiamo a che fare con un uragano? No, ma potrebbe evolvere in un suo parente stretto, il Medicane.

Cosa sono i medicanes

Medicanes deriva da MEDIterranean hurriCANES che significa “uragano mediterraneo”. Noti anche come TLC Tropical Like Cyclone (ciclone simil tropicale), i medicanes sono intensi sistemi di bassa pressione con struttura simile ai cicloni tropicali. Sono caratterizzati da un “occhio del ciclone” al centro, una zona priva di nubi attorno alla quale ruotano bande di nuvolosità convettiva, con temporali e forti venti a circolazione ciclonica, dunque nel nostro emisfero in senso antiorario. Caratteristica fondamentale, difficile da verificare, è la presenza di un “cuore caldo” centrale, all’opposto delle normali basse pressioni delle nostre latitudini che presentano invece “cuore freddo”.

Analogamente ai cicloni tropicali, si muovono sul mare e perdono energia se raggiungono la terraferma, accompagnati da fenomeni intensi e pericolosi sotto forma principalmente di vento impetuoso e di piogge torrenziali.

Come e quando si formano

La dinamica di formazione è diversa dagli uragani veri e propri tipici dei tropici, che traggono energia esclusivamente dal processo di evaporazione e quindi condensazione dell’acqua dell’oceano. Il Mar Mediterraneo non ha l’estensione sufficiente e raramente ha temperature alte come i tropici, oltre i 27°C. Anche quando ciò avviene, il riscaldamento riguarda principalmente la superficie e non uno strato di almeno 50 metri come ai tropici.

La formazione del medicane necessita dunque un contributo dall’afflusso di aria fredda instabile in zone dove è invece presente, sul mare, aria calda e umida, formando una zona di bassa pressione. L’aria instabile genera così nubi convettive che iniziano a ruotare attorno al minimo depressionario, che inizia così ad auto alimentarsi, similmente agli uragani, dal processo di condensazione del vapore, tecnicamente, “calore latente”.

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La situazione sul Mar Tirreno alle 18 del 20 settembre 2018 nei modelli meteo ECMWF

Chiaramente, il mare molto caldo , come avviene in questi giorni, è un fattore che favorisce la genesi del medicanes, ma concorrono anche altri fattori, di dinamica atmosferica e anche di orografia. I medicanes infatti, pur essendo più frequenti proprio a settembre e ottobre, si possono formare tutto l’anno, anche in inverno, come avvenne per esempio il 15 gennaio 1995 sul Mar Jonio.

Sono veri uragani?

I medicanes hanno dimensioni da 70-100 km a non oltre 200-300 km, molto meno degli uragani caraibici proprio per le ridotte dimensione del mar Mediterraneo. Al loro interno la velocità del vento sostenuto, ovvero vento medio su un minuto, può raggiungere la soglia di tempesta tropicale (64 km/h) come avvenne il 7 novembre 2014 nel ciclone “Quesedra”, ma molto raramente la soglia di uragano categoria 1, 119 km/h.

Il loro percorso è meno lineare e molto più corto, non oltre 200-400 km, dei veri uragani tropicali, sempre per le ridotte dimensioni del nostro mare. Insomma, non sono veri uragani ma possono comunque fare molti danni e costituire pericolo per le persone e le cose.

Chi allerta per i medicanes?

Non esiste un “centro degli uragani mediterranei” analogo al noto NOAA-NHC National Hurricanes center. Nemmeno vengono denominati come gli uragani, ma in Europa in genere si fa riferimento ai nomi assegnati dal Dipartimento di Meteorologia dell'Università di Berlino.

Esistono comunque gli avvisi dei servizi meteorologi nazionali che trovate anche sul nostro sito, nonché il sistema di allerta meteo che fa riferimento ai Centri Funzionali regionali della protezione civile. Solo questi organismi ufficiali possono emettere allerta meteo, a questi esclusivamente bisogna fare riferimento.

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