Ciclone, uragano o tornado?

Il termine uragano, così come ciclone e tornado, è spesso usato impropriamente anche per fenomeni che avvengono in Italia. Quali sono le differenze fra questi fenomeni?

Spettacolare fotografia dalla ISS Stazione Spaziale Internazionale dell'Uragano Isabel, settembre 2004.

Siamo in piena stagione degli uragani nell’oceano Atlantico e nei Caraibi, ma anche nel Mediterraneo sentiamo spesso parlare di “ciclone” e, in occasione di fenomeni temporaleschi intensi di tromba d’aria e tornado. Cerchiamo di fare un po’ chiarezza su cosa sono e come si differenziano questi termini.

Cos'è un ciclone

Qualsiasi zona di bassa pressione chiusa, anche alle medie latitudini, è un ciclone. Più in dettaglio, alle nostre latitudini normalmente si tratta di “cicloni extratropicali”. Il più noto è la “depressione islandese”, figura barica semi-permanente attiva in particolare in autunno e inverno, foriera di perturbazioni atlantiche.

Anche nel Mediterraneo i cicloni sono frequenti, tanto da essere studiati, scientificamente, come “cicloni mediterranei”, pensiamo alle frequenti ciclogenesi sul golfo di Genova o ai cicloni che si formano in prossimità delle Isole Baleari. La formazione dei cicloni extratropicali è dovuta principalmente ai contrasti fra le masse d’aria polari e subtropicali, che generano poi i fronti freddi e fronti caldi tipici della nostra meteoclimatologia.

Uragano

L’Uragano, così come tifone, e il curioso “Willy Willy” in uso in Australia di derivazione della cultura aborigena non sono altro che “cicloni tropicali”. Sono grandi sistemi di bassa pressione tipici delle zone tropicali, molto profondi e talora distruttivi. Si formano su mari molto caldi, almeno 27°C di temperatura superficiale e fino a 50 m di profondità su vaste aree, solo ai tropici in quanto condizione necessaria è bassa influenza della forza di Coriolis dovuta alla rotazione terrestre. Tutto inizia da zone temporalesche che si aggregano iniziando a ruotare su se stessi e acquistano energia per il calore “latente” sprigionato nel processo di condensazione.

Quando il vento medio su un minuto raggiunge i 63 km/h si definisce “tempesta tropicale” e viene denominato secondo un elenco prefissato che alterna nomi maschili e femminili. Quando il vento supera i 119 km/h, si definisce “ciclone tropicale” o, ai Caraibi, appunto uragano.

Sono fenomeni molto estesi, centinaia o anche migliaia di chilometri di diametro, abbastanza ben prevedibili nella loro evoluzione e traiettoria. Gli uragani non si possono verificare nel Mar Mediterraneo, ma in certi casi si sono osservati sistemi con caratteristiche simil tropicali, detti Medicane.

Tornado

Tornado, o tromba d’aria che indica lo stesso fenomeno, è un fenomeno vorticoso molto intenso, ma di piccole dimensioni, poche centinaia di metri, o anche meno. Al loro interno il vento supera spesso i 100 km/h o anche molto di più, fino a oltre 300 km/h nei tornado più violenti.

Nota, anche per i cacciatori di tornado, la “tornado Alley”, una fascia nelle grandi pianura USA dove i tornado sono frequenti e spesso violenti, i tornado si verificano anche in Italia; sono poco frequenti, ma non poi così rari come si potrebbe pensare. Tornado dal punto di vista dei glossari scientifici è sinonimo di tromba d’aria. Si può parlare di tornado o tromba d’aria solo quando, appunto, è presente un cono o i danni corrispondono a questo tipo di fenomeno. Spesso i temporali infatti causano danni non a causa di tornado o tromba d’aria, ma di venti discendenti di downburst.