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Meteostoria: la tormenta di neve di Santa Lucia del 2001. A quando il bis?

Il 13 dicembre 2001 una violenta tormenta di neve paralizzò molte città del nord Italia. Ecco la cronaca e l’analisi di quell’evento storico. Cos’è il blizzard e potrebbe arrivare nelle prossime settimane?

Milano sotto una tormenta di neve. A volte nevicate non abbondanti ma in condizioni particolari come questa e nelle ore di punta creano più disagi di abbondanti nevicate che durano ore o giorni.

Correva l’anno 2001, a inizio del XXI secolo. Internet inizia a diffondersi sempre più e i siti di maggior successo già allora erano quelli meteo. Non esistevano ancora i social network, ma siti meteo internet e i gruppi di discussione allora in voga ai primi di dicembre iniziarono a seguire con attenzione una situazione particolare. Un nocciolo di aria gelida e perturbata si delineava per il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre del 2001. Ecco la storia di allora.

Evoluzione sinottica

Partiamo dal giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre 2001. L’anticiclone russo era in forma più che mai, con massimo oltre 1040 hPa verso la Scandinavia ed esteso dalle steppe siberiane fino all’Italia. L’isoterma di -5°C a 850 hPa attraversava l’Italia da nord a sud e già sull’Adriatico si sentiva la gelida bora. I modelli iniziavano a delineare sempre più un movimento retrogrado di un vortice gelido atteso per il 13 dicembre.

Tanta però era l’incertezza, l’affidabilità era notevolmente inferiore a oggi, i modelli globali avevano risoluzioni di 100-200 km, i locali di 20 km, meno dettagliata dei moderni global model. Le ipotesi andavano da neve abbondante su tutto il nord a un ingresso freddo ma secco al nord con neve al centro sud versante Adriatico, ipotesi che sembrava prevalere.

Il giorno 13 invece il vortice entrò diretto sul nord Italia, con isoterma di quasi -40°C a 500 hPa, nonché fra -10 e -15°C sul nord a 850 hPa.

Gli effetti: blizzard al nord!

La giornata del 13/12/2001 iniziò fredda ma senza fenomeni, con spazi di sole al nord fra nebbie, nulla lasciava presagire quello che stava per succedere.

Gli allerta meteo non erano ancora attivi come oggi, e anche le previsioni pur diffondendosi sempre più erano meno considerate da molti. Così, gli effetti furono di “nevicata paralizzante, proprio nell’ora di punta di un giovedì pre natalizio.

Verso le 16-17 insoliti banchi di nebbia avvettiva si formarono in Valpadana, mentre a Trieste e Venezia la bora raggiungeva 80-100 km/h. La prima città a per così dire capitolare per la bufera fu Padova, poca neve ma gelida con folate di vento paralizzò il traffico.

Poi fu preso il Veneto occidentale, l’Emilia Romagna e la Lombardia orientale. Bologna e Modena in particolare furono investite dal blizzard, con neve a -2,-4°C e vento a 80 km/h, localmente con fulmini e tuoni. Era l’ora dell’uscita dagli uffici e dello shopping, alcuni clienti di un grande centro commerciale rimasero bloccati per la notte e costretti a dormire nei corridoio, con materiale offerto dai reparti camping.

Verso sera la tormenta arrivò anche a Milano e in parte del Piemonte, poca neve come quantità, ma la modalità anche in queste zone causò grossi disagi alla circolazione e anche blackout elettrici.

Le polemiche

Il giorno dopo si scatenarono le polemiche, quasi nessuna città, complice un periodo, negli anni 1990, di scarse nevicate, attivò i piani neve. L’evento fu previsto quasi meglio dal mondo meteoamatoriale e da piccoli centri meteo che dai servizi meteo ufficiali, gli allerta meteo erano quasi inesistenti.

Il tempo comunque si ristabilì in fretta, e i giorni seguenti furono molto freddi ma stabili, con paesaggio invernale come non si vedeva da anni anche per la formazione di nebbia brinosa con galaverna. A Bologna la minima scese a -6°C il giorno 17, a Milano Linate -8.2°C il 15 dicembre.

Fu veramente blizzard?

La definizione di Blizzard dice “tempesta di neve con venti sostenuti o raffiche frequenti maggiori o uguali a 56 km/h con neve che soffia o va alla deriva che riduce la visibilità a 400 metri o meno e deve durare per un periodo di tempo prolungato, in genere tre o più ore”. In molte zone del nord queste condizioni sono effettivamente state toccate. Se vogliamo però essere linguisticamente corretti in italiano si chiama tormenta. Blizzard è infatti un nome originario dell’America settentrionale e Canada proprio per indicare forti tempeste di neve.

Ci sarà il bis?

Tormente di quel tipo sono rare in pianura. Qualche episodio in Italia interessa appunto prevalentemente il nord, per esempio avvenne un episodio di blizzard o meglio di tormenta di neve durante il gelido febbraio 2012. In parte si ripeté, ma con condizioni meno estreme, a fine febbraio e inizio marzo 2018.

Guardando alla situazione attuale, non sembrano proprio esserci i presupposti, nei prossimi giorni, per evoluzioni sinottiche simili al 2001 o per irruzioni tali da portare a tormente di neve nelle pianure del nord.

E per il resto dell’inverno? Per ora non ci sono elementi ne per prevederlo ne per escluderlo. Come al solito, seguiteci e se ci sono spiragli per un evento di blizzard vi avviseremo subito!