Nel Pacifico potrebbe formarsi un “mostro” tropicale con valori di pressione verso il record storico
La tempesta tropicale Bavi ha ricevuto un nome, formandosi sul Pacifico tropicale. Le previsioni dei modelli numerici indicano un’intensità tra le più estreme, almeno per il mese di luglio, potenzialmente storica: un supertifone di grandi dimensioni.

Le acque del Pacifico tropicale sono molto calde e, durante un episodio di El Niño, il bacino del Pacifico occidentale può generare i cicloni più potenti che possano esistere sulla Terra: supertifoni di grandi dimensioni e intensità.
Il possibile supertifone Bavi
Si è formata una nuova tempesta tropicale chiamata Bavi su acque aperte e molto calde, che potrebbe intensificarsi in modo significativo e «senza limiti», raggiungere grandi dimensioni e valori di pressione minima molto bassi.

Secondo il Centro congiunto di allerta sui tifoni (JTWC), si prevede che attraversi le Marianne come supertifone di categoria 4-5 tra circa 4 giorni a partire da ora.
Alcuni modelli indicano che la tempesta tropicale Bavi si intensificherà fino a diventare un supertifone di categoria 5 secondo la scala statunitense entro il 5-6 luglio 2026, a causa di una possibile fase di intensificazione rapida (RI) che potrebbe iniziare nelle prossime 24 ore.

Si prevede che il sistema raggiunga una velocità massima di almeno 220 km/h e potrebbe addirittura arrivare a 260 km/h entro il periodo di previsione di cinque giorni, in prossimità delle Isole Marianne. In queste condizioni, potrebbe diventare il tifone di luglio più forte ad aver attraversato direttamente la zona dall’inizio delle registrazioni affidabili.
Il modello ECMWF prevedeva che Bavi avrebbe raggiunto gli 870 hPa con un rapido intensificarsi. Ora, l’ultima previsione potrebbe arrivare a 881 hPa. Altri modelli sono più cauti e indicano minimi dell’ordine dei 900 hPa.
Sarà difficile che Bavi scenda a pressioni dell’ordine di 870 hPa e metta in ombra Tip, ma rischia di raggiungere valori molto bassi per il mese di luglio. Sta di fatto che nei prossimi giorni bisognerà monitorare con grande attenzione la traiettoria di questo sistema, per capire se potrà interessare da vicino arcipelaghi densamente abitati, in un'area molto vasta, come quella del Pacifico.