Le teleconnessioni estive e l’Europa: perché contano poco e la variabilità interna comanda
Ecco perchè durante l'estate si parla tanto di indici teleconnettivi, non sapendo che proprio in estate a dominare è la variabilità interna che influenza direttamente il tempo alle nostre latitudini.

In meteorologia e climatologia si parla spesso di teleconnessioni come se fossero il Santo Graal della previsione stagionale. El Niño, NAO, East Atlantic pattern, nomi suggestivi che danno l’impressione di un sistema climatico ordinato e prevedibile. In inverno questo ha un fondo di verità. Ma in estate sull’Europa, però, è perlopiù illusione.
I blocchi anticiclonici, le onde di Rossby quasi-stazionarie e le interazioni locali (suolo-atmosfera, aria-mare) pesano molto di più delle teleconnessioni tropicali o extratropicali remote. Le teleconnessioni estive esistono, ma sono deboli, non stazionarie e spiegano solo una frazione modesta della variabilità osservata.
Perché in estate è diverso rispetto all’inverno?
In inverno il getto polare è forte, stretto e agisce da eccellente “guida d’onda” per le onde di Rossby generate nei tropici (ad esempio da El Niño). In estate il gradiente termico si riduce, il getto si indebolisce e si spezza più facilmente. Le onde di Rossby diventano più dispersive e meno efficienti nel propagare segnali da lontano.
ENSO ha un impatto statisticamente appena rilevabile sull’Europa in estate (ad esempio su precipitazioni o temperature in alcune zone), ma il segnale è piccolo rispetto al rumore atmosferico.

Molti studi mostrano correlazioni deboli o non stazionarie (cambiano da decennio a decennio). Le teleconnessioni estive da Pacifico o Indo-Pacifico arrivano filtrate e attenuate.
La variabilità interna rimane il driver principale
I blocchi atmosferici, soprattutto European Blocking e Scandinavian Blocking. sono i veri protagonisti delle ondate di calore estive. Una volta che si instaura un promontorio persistente, il sistema si auto-mantiene grazie all’intensa radiazione solare, al feedback suolo-atmosfera (suoli che si asciugano amplificano il calore) e al ridotto trasporto di aria fresca dall’oceano.
Questi meccanismi sono intrinsecamente caotici e poco prevedibili oltre le 1-2 settimane. La previsione stagionale perde proprio perché la componente “interna” domina sulla componente forzata, ossia i segnali teleconnettivi.
Evidenze scientifiche
Gli studi sulla prevedibilità delle onde di calore europee mostrano che le configurazioni di blocco sono la causa principale degli estremi, ma la loro formazione è largamente stocastica.

Diversi studi recenti confermano che la variabilità dinamica interna spiega gran parte degli estremi estivi, anche nel futuro. Le teleconnessioni estive hanno legami causali deboli o non stazionari con la circolazione europea. Spesso i modelli climatici faticano persino a riprodurli correttamente.
Cosa significa in pratica?
Quando un meteorologo ti dice che sta monitorando AAM, El Niño o indicatori teleconnettivi per capire se finirà il caldo eccezionale in Europa, sta sostanzialmente ammettendo che non ha un segnale forte. Sta guardando dei contesti possibili, non delle cause dominanti.
Queste depressioni, nel cuore dell'Atlantico, hanno attivato questo robusto richiamo caldo da Sud, verso Spagna, Francia, accumulando aria molto calda fino in media troposfera, creando moti discendenti (subsidenze) che hanno scaldato ulteriormente l'aria. A ciò hanno contribuito pure i suoli già secchi in primavera.
Le teleconnessioni sono uno strumento utile, soprattutto in inverno. In estate sull’Europa sono sopravvalutate. La circolazione è dominata dalla variabilità interna, dalle onde di Rossby, blocchi e feedback locali. Questo spiega perché le previsioni stagionali estive sull’Europa hanno skill modesta e perché le ondate di calore possono durare a lungo anche senza un colpevole tropicale chiaro.