Ondate di calore sempre più intense: il tempo per vivere e lavorare all’aperto in sicurezza continua a ridursi

Le ondate di calore sono dannose da molti punti di vista. Una ricerca dimostra come si sta riducendo sempre di più il tempo da trascorrere all'aperto in estate. Il trend è in crescita a livello globale e anche l'Italia è coinvolta

Il caldo estremo limita le attività quotidiane, sia lavorative che di svago
Il caldo estremo limita le attività quotidiane, sia lavorative che di svago

Umidità e ondate di calore sempre più intense stanno riducendo progressivamente il tempo in cui è sicuro praticare attività all’aperto, anche se fisicamente poco impegnative.

Nelle giornate estive più calde anche solo passeggiare per strada può essere dannoso per la salute di un adulto, ma ancora di più per quella delle persone anziane.

I ricercatori dell’Università di Tempe, in Arizona, hanno fatto una stima della media globale del numero di ore in cui il caldo estremo rende rischiose le banali attività quotidiane.

L'evoluzione del rischio climatico negli anni

La complessa ricerca degli studiosi ha preso in esame i dati su caldo e umidità dal 1950 al 2024, integrandoli con simulazioni sulla capacità di adulti sani di regolare la temperatura corporea all'ombra.

Osservando le condizioni climatiche di quasi duecento paesi, è stato possibile calcolare quanto tempo stiamo sottraendo alla vita all'aria aperta in estate, includendo un interessante confronto con la situazione di alcuni decenni fa.

I risultati riguardano le medie mondiali ma i picchi più estremi si registrano nel sud-est asiatico. L’Italia non è immune, pur essendo colpita in misura minore come il resto dell'Europa.

Estati poco sicure per adulti e anziani

Negli ultimi anni l’afa che sembra in costante crescita ha tra i vari effetti spiacevoli quello di rendere dannose le attività all’aperto per 50 ore all’anno, per la popolazione adulta compresa tra i 18 e i 40 anni.

Temperature troppo alte in estate sono un rischio reale per la salute degli anziani
Temperature troppo alte in estate sono un rischio reale per la salute degli anziani

Potrebbero sembrare un numero di ore insignificante nell'arco di dodici mesi, ma il dato preoccupante è che rispetto al periodo compreso tra il 1950 e il 1979, questo valore è raddoppiato: allora erano solo 25 le ore all’anno in cui il caldo era così forte da costituire un pericolo effettivo per la salute.

I numeri, ad ogni modo, sono molto diversi nel caso della popolazione over 65. Gli anziani dovrebbero evitare di uscire per 900 ore, vale a dire per il 10% di un intero anno. Anche in questo caso il valore è molto maggiore rispetto a quello di cinquant’anni fa, quando era sconsigliabile per gli anziani stare all’aperto per “sole” 600 ore.

Le aree ad alto rischio

Il problema non è di poco conto, a maggior ragione se si pensa che è alto il numero delle persone anziane che in tutto il mondo vivono in zone ad alto rischio a causa delle temperature estreme.

Tra queste, l’80% si trova in Asia sud-orientale e in Medio Oriente.

Oggi gli anziani della Thailandia devono sopravvivere a quasi 2.200 ore di caldo estremo contro le 1.600 che si registravano cinquant’anni fa.

Va ancora peggio alla popolazione del Qatar, dove gli over 65 devono fare fronte a 2.820 ore di caldo proibitivo all'anno, rispetto alle 2.270 ore degli anni compresi tra il 1950 e il 1979.

Il caldo che cambia le abitudini quotidiane

A differenza degli indicatori tradizionali che riguardano ad esempio i malori dovuti al caldo e all’innalzamento delle temperature, questo studio mette in evidenza un problema più subdolo ma forse anche più preoccupante.

Il caldo estremo sta forzando la popolazione mondiale a modificare le abitudini di vita sia per quanto riguarda il tempo libero che il lavoro.

In estate, quando si dovrebbe approfittare per uscire di più, il tempo utile per svolgere le normali attività fuori casa sembra invece ridursi sempre di più. Questo non riguarda solo i momenti di svago, ma anche varie attività lavorative con la conseguenza di importanti danni economici.

Il danno economico per l'Italia

La perdita economica collegata all'aumento delle temperature è alta e colpisce soprattutto le aree del mondo dove lo sviluppo è ridotto e la popolazione è più vulnerabile.

In Italia il settore apparentemente più colpito è quello delle costruzioni, con i cantieri che per legge devono essere chiusi nelle ore centrali della giornata. Tuttavia, dal turismo all’agricoltura, all’igiene urbana, sono tanti i settori messi in crisi dalle ondate di calore.

Più volte gli studi statistici hanno dato la dimensione del fenomeno. Quello realizzato da INAIL e CNR è tra i più completi ma anche tra i più allarmanti.

Sono oltre quattromila gli infortuni annui sul lavoro legati al caldo estremo, mentre la riduzione della produttività può arrivare fino all'80% per quanto riguarda i settori che comportano un elevato sforzo fisico.

Sul piano globale l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che entro il 2030 a causa del caldo andrà perso il 2,2% delle ore lavorative globali, che equivarrebbero a ottanta milioni di posti di lavoro a tempo pieno.

Riferimento della notizia

Nikk Ogasa. (2026). Extreme heat is cutting the time people can safely be active outdoors.