"In estate ha sempre fatto caldo in Italia", l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: "non così caldo"

Non basta un’ondata di caldo lunga, intensa, persistente e ora anche a livelli record a convincere i più scettici della realtà cambiamento climatico antropico. Ancora si sente il luogo conune “è tutto allarmismo, d’estate deve far caldo”. Cosa dicono veramente le statistiche?
Siamo alle prese con una ondata di caldo storica, ma ancora qualche ostinato negazionista si ostina a non riconoscera la scomoda verità del clima che cambia.
Abbiamo già parlato della teoria del complotto delle mappe di temperatura appositamente colorate di rosso dai meteorologi per creare allarmismo. Un altro tormentone ricorrente degli scettici e critici del global warming antropico e delle ondate di caldo sempre più estreme, è il classico “d’estate ha sempre fatto caldo”.
Ovviamente è vero che ha sempre fatto caldo in Italia d’estate, ma ora non siamo alle prese col caldo, ma con una situazione estrema che rientrerà senz’altro negli outlayer, i punti osservativi fuori statistica.
Vediamo dunque di far chiarezza
"In estate ha sempre fatto caldo." Sì, ma quanto caldo?
I climatologi sanno benissimo che d’estate fa caldo, e che in passato ci sono state varie ondate di calore anche storiche, come quella del luglio 1983.
Un’ondata questa senz’altro importante, si toccarono 39°C a Bolzano e addirittura 43.1°C a Cagliari. Rimase però un episodio breve, e anche se oggigiorno alcuni dei record assoluti di allora ancora resistono, la vera questione da porsi è un'altra.
Con quale frequenza, intensità e durata si verificano le ondate di calore rispetto al passato? È qui che entrano in gioco le statistiche, non i ricordi personali.
Dunque si, d’estate ha sempre fatto caldo, ma ora fa più caldo del passato e più a lungo.
Il caldo giugno del 1976: facciamo chiarezza
Si cita spesso ultimamente il giugno 1976, diciamo subito che quell’ondata fu meno estesa, riguerò infatti parte di Francia e Regno Unito, fu breve, ma soprattutto non interessò l’Italia.

Altri anni vengono spesso citati per smentire l’anomalia e il ripetersi delle ondate di caldo, spesso però si citano fonti giornalistiche e titoli di quotidiani non corrispondenti ai dati reali osservati. Insomma anche in passato i media cercavano il clamore, ma oggi le ondate di calore sono molto più frequenti e spesso anche più durature.
I bias della percezione del clima
Il nostro cervello non è un archivio meteorologico. Tendiamo a ricordare alcuni eventi, ma spesso confusi, magari sbagliando anno o valori, o per sentito dire che so, dai nonni.
Consideriamo normale il clima della nostra giovinezza (shifting baseline syndrome) ma selezioniamo inconsapevolmente solo i ricordi che confermano le nostre convinzioni (confirmation bias). Per questo la climatologia si basa sui dati, non sulla memoria.

A questi aggiungiamo alcuni bias tipici del mondo negazionista, come il Recency Bias. Attribuiamo più perso del dovuto agli ultimi anni, per esempio si sente già dire “beh è già successo nel 2022, 2023, 2015, 2003”, trascurando l'andamento storico. In pratica proprio chi vuol negare mostra così che ultimamente sta cambiando qualcosa.
Infine il Cherry Picking, la raccolta di ciliegie. Ovvero si scelgono solo gli anni, le località o i parametri favorevoli alla propria tesi.
Quanto è eccezionale giugno 2026?
In attesa delle statistiche ufficiali, già ora possiamo dire qualcosa. L’ondata, ancora in corso mentre scriviamo, è una delle più intense e lunghe per l’Europa degli ultimi anni, e anche una delle più estese.
La Francia è tra i Paesi più colpiti, ora anche la Germania, con vari nuovi record per giugno e in qualche caso assoluti. di temperatura media e massima, fino a 44.3°C. Nuovi Record di caldo di giugno anche nel sud Regno Unito con 36,1°C.
Per Italia finora era stata meno estrema della Francia, e limitata al nord e parte del centro, ma la lunga sequenza di massime di 35-39°C e notti tropicali sta portando giugno 2026 a insidiare i primati di giugno 2003.
In dettaglio in molte regioni si registrano anomalie di +4/+6°C e perfino 10°C in più della media climatica, con già 5-6 giorni consecutivi a 35-39°C. In Emilia-Romagna diventerà l’ondata di caldo più intensa e duratura mai osservate.
L'eccezionalità di questa ondata è soprattutto nella lunghezza persistenza del caldo, più che ai singoli picchi di temperatura, ma questo rende gli impatti ambientali e sanitari ancora più marcati.