Osservare oggi per proteggere domani: perché il 23 marzo è la Giornata Meteorologica Mondiale
Il 23 marzo si celebra la giornata meteorologica mondiale. Tema del 2026 è “Observing Today, Protecting Tomorrow”. In questo giorno ricorre l’istituzione, nel 1950, del WMO Organizzazione Mondiale della Meteorologia. Perché è importante rafforzare le osservazioni?

Ogni anno il 23 marzo, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale celebra con la giornata meteorologica mondiale l'entrata in vigore della Convenzione internazionale che istituisce il WMO, avvenuta il 23 marzo 1950.
Precedentemente, esisteva l’International Meteorological Organization (IMO), fondata nel 1873 a Vienna.
L’IMO però era organizzazione scientifica internazionale, non era un organismo intergovernativo formale. Con la nascita dell’ONU dopo la seconda guerra mondiale si sentì così anche la necessità di istituire una agenzia specializza delle Nazioni Unite allo scopo di promuovere la cooperazione internazionale in materia di meteorologia, climatologia, idrologia.
La giornata mette in luce il contributo fondamentale dei Servizi Meteorologici e Idrologici Nazionali alla sicurezza e al benessere della società e viene celebrata con attività ed eventi in tutto il mondo. I temi scelti per la Giornata Meteorologica Mondiale riflettono le problematiche attuali relative al tempo, al clima o alle risorse idriche.
Il tema 2026: Observing Today, Protecting Tomorrow
Tema della giornata meteorologica mondiale 2026 è Osservare oggi, proteggere il domani. Un tema che vuole sottolineare l’importanza delle osservazioni meteo per proteggere il nostro futuro. Qualsiasi previsione o scenario climatico infatti non può prescindere per essere formulato dalle osservazioni.
Dai satelliti ai palloni sonda, dalle boe oceaniche alle navi che solcano mari e oceani, fino alle stazioni remote in zone polari o tropicali, le osservazioni meteorologiche sono alla base di tutto il sistema meteo previsionale, dalle nostre attività quotidiane alle decisioni che valgono miliardi di dollari.
La Giornata Meteorologica Mondiale 2026 celebra quindi il lavoro della comunità del WMO nell'osservazione della Terra, al fine di proteggere le comunità di oggi e costruire la resilienza per il futuro.
Colmare le lacune nelle reti meteo
Le previsioni meteorologiche dipendono strettamente dalla rete globale di osservazioni, all’interno della quale i dati sono scambiati gratuitamente, senza barriere economiche o politiche.
Celebrate #WorldMetDay with us!
— World Meteorological Organization (@WMO) March 11, 2026
Behind each forecast are millions of observations transmitted through an extraordinary & unique global network coordinated by the WMO.
On 23 March, explore why observations matter for protecting communities today & tomorrow.https://t.co/QVUjlBNzzd pic.twitter.com/xSuxM0zWr0
Tuttavia esistono ancora grandi mancanze di stazioni meteo, soprattutto nei Paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati isola, dove molte stazioni sono mancanti o inattive o trasmettono dati in modo irregolare. Questo riduce l’accuratezza delle previsioni non solo a livello locale ma globale.
Per colmare queste lacune, la WMO promuove il Global Basic Observing Network e appositi programmi di cooperazione, che sostengono finanziariamente e tecnicamente i Paesi più vulnerabili e più poveri. Migliorare le osservazioni potrebbe ridurre gli errori previsionali fino al 30% in Africa e generare importanti benefici economici globali, proteggendo nel contempo la vita umana.
È quindi urgente rafforzare e completare la rete globale di osservazione del sistema Terra.
Proteggere il futuro
Già da diversi anni il WMO, anche nell’ambito delle COP, le Conferenze delle Parti sui cambiamenti climatici, investe e promuove programmi per migliorare gli allerta meteo, soprattutto nella modalità “early waming system”, allertamento precoce.
Le previsioni meteo e i conseguenti allerta hanno un obiettivo ambizioso e importante: proteggere il futuro, delle persone e del pianeta. Per questo lo scambio di dati meteorologici idrologici e climatici accurati e accessibili è fondamentale, perché consente di aumentare la resilienza in un mondo che rischia di superare la soglia di 1,5°C dell’Accordo di Parigi.

Le nuove tecnologie, in particolare intelligenza artificiale e supercalcolo, stanno rivoluzionando anche le previsioni meteoclimatiche e la gestione dei rischi. Tuttavia queste innovazioni devono affiancare, non sostituire, il ruolo dei servizi meteorologici nazionali e richiedono investimenti nella formazione e nel coinvolgimento dei giovani, protagonisti della meteorologia e della climatologia del futuro.
Le grandi crisi mettono a rischio anche la meteorologia
Durante il lockdown COVID-19 sorse un problema di affidabilità delle previsioni meteo, a causa dell’interruzione della maggior parte dei voli di linea commerciali. La mancanza di dati raccolti e inviati dagli aerei influenzò parzialmente l’affidabilità delle previsioni meteo.
Recentemente è sorto il problema dei radiosondaggi, il lancio di palloni sonda è molto costoso, vari Stati ne hanno ridotto o spostato la sede di lancio e i tagli operati dall’Amministrazione Trump hanno portato alla chiusura di diverse stazioni meteo in quota.
Infine attualmente con la guerra fra USA/Israele e IRAN, dalle mappe di disponibilità dei dati spicca la totale mancanza di dati in vaste zone del Medio Oriente, non solo nell’IRAN.
Questi esempi ricordano quanto la meteorologia è una scienza globale, senza confini così come l’atmosfera, che dipende dalla cooperazione e dalla continuità delle osservazioni.
In un mondo sempre più esposto agli eventi estremi, mantenere e rafforzare la rete internazionale di osservazione non è solo una questione scientifica, ma una condizione essenziale per la sicurezza e il benessere delle società.