Più inquinanti del carbone? Perché i caminetti a legna non sono così "ecologici" come sembrano

I caminetti a legna possono sembrare ecologici, ma in realtà emettono più CO₂ e particelle nocive rispetto al carbone o al gas: tutto questo è dannoso per la salute e per l'ambiente.

I caminetti sono una grande attrazione in inverno, ma ogni cosa ha i suoi pericoli.

Le stufe e i camini a legna evocano immagini di serate accoglienti davanti al fuoco, con il profumo della legna che arde. Tuttavia, quel comfort che sembra innocuo non lo è affatto, e la scienza rivela un panorama molto meno romantico quando si parla di emissioni di carbonio e particelle nocive: la legna può essere persino peggiore dei combustibili fossili come il carbone o il gas naturale.

Il lato oscuro della legna

Contrariamente all’intuizione comune, bruciare legna non è una soluzione “verde” immediata per il riscaldamento, perché secondo diverse ricerche, la legna emette 2,5 volte più CO₂ del gas naturale e il 30% in più del carbone per la stessa quantità di calore.

Inoltre, genera particelle fini che si depositano nei polmoni e negli organi, con effetti molto più dannosi per la salute rispetto alla maggior parte dei combustibili fossili.

Il problema non si esaurisce con la combustione, poiché l’abbattimento dei boschi per ottenere legna o pellet contribuisce a liberare carbonio che altrimenti rimarrebbe immagazzinato negli alberi.

Come spiega Tim Searchinger, ricercatore di Princeton: “tagliare alberi vivi per ottenere combustibile trasforma quello che sarebbe un pozzo di carbonio in una grande fonte di CO₂”.

Anche nel caso di alberi morti o ramaglie, l’efficienza termica della legna rimane bassa, poiché la densità energetica e il contenuto di umidità fanno sì che gran parte del calore venga disperso, lasciando disponibile solo una frazione del potenziale energetico.

Esiste un’alternativa più sostenibile?

L’unico scenario che può apportare un beneficio climatico immediato, seppur limitato, è l’uso di residui forestali o sottoprodotti del legno, come rami, ramaglie o segatura in eccesso.

Questi materiali, che altrimenti verrebbero scartati, possono essere bruciati con un impatto minore rispetto agli alberi vivi. Un’altra opzione è migliorare la efficienza della combustione in questo modo.

  • Inserti per camini: strutture in acciaio o ghisa con porta in vetro che catturano gran parte del calore che altrimenti andrebbe disperso.

  • Stufe moderne certificate EPA: possono raggiungere un’efficienza tra il 70 e l’80%, contro meno del 30% dei camini aperti tradizionali.

  • Pellet e tronchetti progettati: i pellet di legno compresso e i tronchi di segatura e cera (come Duraflame) bruciano più pulito, anche se la neutralità del carbonio dipende dalla loro origine.

  • Caminetti a bioetanolo: producono fiamme reali con emissioni minime di fumo e particelle, anche se emettono comunque CO₂ e richiedono ventilazione.

Quindi, devo rinunciare alle serate davanti al camino?

Bruciare alberi vivi per il riscaldamento non è solo inefficiente, ma può essere più dannoso per il clima e la salute rispetto al carbone o al gas. La chiave sta nel usare materiali di scarto, migliorare l’efficienza delle stufe e valutare alternative elettriche, come le pompe di calore.

Tutto questo non significa rinunciare al piacere di un camino in inverno: con scelte intelligenti su cosa e come bruciare, è ancora possibile godersi una fiamma calda senza far schizzare alle stelle le proprie emissioni di CO₂.