Super El Niño in arrivo: estate di caldo estremo in Italia? Ecco cosa dicono davvero i modelli climatici
Preoccupanti proiezioni dei modelli specializzati nella previsione de El Niño: potrebbe arrivare entro l’estate boreale e diventare “super”. Analizziamo in dettaglio gli scenari previsti, veramente avremo un’estate estrema in Italia?

Cresce l’attenzione sul possibile arrivo di una fase de El Niño nei prossimi mesi, che potrebbe evolvere nella sua versione “super” ovvero con anomalie di temperature superficiali del mare nella fascia dell’Oceano Pacifico appositamente monitorata anche di 2,+3°C o perfino oltre secondo alcune simulazioni modellistiche.
Vari media internazionali hanno ripreso la notizia lanciando l’allarme sui suoi potenziali impatti in tutto il continente americano. Preoccupazione anche in Australia, dove El Niño potrebbe arrivare proprio in vista della primavera ed estate australe.
Se ne parla anche in Italia, cominciano come al solito a circolare notizie secondo cui la prossima estate potrebbe essere calda estrema proprio a causa de El Niño. Vediamo come stanno veramente le cose in base alle proiezioni ECMWF e NOAA.
Ripasso: cosa sono El Niño e La Niña
El Niño e La Niña sono processi di riscaldamento e di raffreddamento ciclici della fascia tropicale dell'Oceano Pacifico. Si verificano ogni 4-5 anni e possono avere effetti notevoli sulla circolazione generale dell’atmosfera, specie per quanto riguarda il continente americano, l’Oceania e l’Asia orientale. Più incerto il suo effetto sull’Europa e sull’Italia.
Nel caso di El Niño, possono aumentare inondazioni e siccità in diverse parti dell'Africa, aumentare le tempeste invernali nella costa occidentale degli Stati Uniti e portare a un aumento delle ondate di calore estreme a livello globale. Con le fasi de El Niño le temperature globali sono solitamente più alte, inducendo ad anni record il global warming.
Durante El Niño si riscontrano acque insolitamente calde lungo l'Oceano Pacifico tropicale equatoriale e una serie di cambiamenti nei venti, gli alisei atlantici si indeboliscono, e nelle precipitazioni. L’ultimo episodio di El Niño si è verificato nel 2023-2024, con condizioni di anomalia moderate ma sufficiente a causare il superamento per la prima volta della soglia di +1.5°C nelle temperature globali.
Cos’è un super El Niño
WMO e NOAA in genere dichiarano la presenza de El Niño quando l’anomalia superficiale di una apposita zona dell’oceano pacifico supera di 0.5°C le condizioni normali per un periodo sufficientemente lungo, tipicamente tre mesi.
L’ultimo super El Niño avvenne nel 2015/16, con anomalie di +2.5/+2.6°C, con conseguenze pesanti come piogge torrenziali e alluvioni in varie zone dell’America e del Pacifico e siccità e ondate di calore in altre come Australia, Africa, Sud-Est asiatico.
Cosa dicono i modelli per i prossimi mesi
Il modello ECMWF nell’apposito prodotto col plume ensemble de El Niño non lascia dubbi: il fenomeno inizierà fra maggio e giugno, in luglio i modelli indicano l’anomalia fra +1 e +2°C, a settembre la maggior parte dei membri indica fra +2 e +3°C l’anomalia della SST oceanica, con qualche cluster più prudente ma comunque su +1.2°C e qualcuno drammatico a +4°C.

La proiezione dell’IRI CPC International Research Institute for Climate and Society Columbia University appare un po’ più prudente, con un episodio El Niño molto probabile ma non da entrare in “super”. La NOAA indica fra il 63% e l’85% la probabilità del verificarsi del fenomeno.
Estate rovente in Italia?
Al momento l’effetto dell’eventuale El Niño per l’Italia e in genere per Mediterraneo ed Europa sulla prossima estate sarebbe, in ogni caso, marginale e non influenze sull’andamento dell’estate 2026.
Premesso che comunque le correlazioni con l’andamento meteo in Italia con El Niño è molto incerto, soprattutto per l’estate, la prevista fase calda del Pacifico inizierebbe ad estate in corso e quindi non avrebbe influenza diretta. Il sistema terrestre infatti ha una certa inerzia e l’eventuale effetto in Italia si avrebbe, eventualmente, dall’autunno e sul prossimo inverno.

Per l’estate dunque al momento gli annunci di estate rovente a causa de El Niño non sono fondati. Detto ciò, anche senza questo fenomeno le ultime estati sono spesso state molto calde, e i prodotti stagionali ECMWF indicano molto probabile un’estate mediamente più calda di +1,+2°C rispetto alla climatologia.
Cosa succederà globalmente?
Globalmente il discorso è diverso. Come detto c’è grande preoccupazione in tutta America e in Australia. Probabile un calo degli uragani nell’area atlantico caraibica, mentre aumenterebbero nell’oceano pacifico e indiano.
Al di là degli impatti diretti sotto forma di opposte zone colpite da piogge torrenziali e siccità, le temperature globali a fine 2026 e buona parte del 2027 ne risentiranno. Probabile che si verifichino nuovi record nel global warming, con superamento anche di diversi decimi di grado della soglia di +1.5°C prevista dall’accordo di Parigi sul clima, fino a sfiorare addirittura i 2°C.
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