Tuffo di Capodanno: coraggio o follia? Gli effetti sul tuo corpo quando inizi l'anno sott'acqua

Tradizione divertente e benaugurante, quella del tuffo di Capodanno è un’usanza molto diffusa in Italia e non solo. Ma cosa succede al corpo quando ci si tuffa in acque gelide?

Tuffo di Capodanno
Nemmeno la neve può fermare gli appassionati di tuffi infernali

Non un vero e proprio “polar plunge”, il tuffo di Capodanno in Italia, in quanto le temperature dell’acqua non sono mai così basse da essere comparabili a quelle dei mari polari, ma di certo anche il Mar Mediterraneo a gennaio è una sfida per chi decide di inaugurare il nuovo anno con una nuotata.

La tradizione è ormai diffusa ovunque, dalle spiagge di Rimini e Forte dei Marmi, a quelle di Brindisi e della Sicilia, passando per i fiumi come l’Arno e il Tevere.

Anche all’estero questa usanza richiama ogni Capodanno decine di appassionati, sulle coste dell’Olanda ad esempio, come su quelle di New York e sulle spiagge del Canada.

In ogni caso ci vuole un po’ di coraggio e un pizzico di follia per compiere questo piccolo rituale che a quanto pare esiste da secoli.

Il tempo, un fattore fondamentale

Tuffarsi in acque molto fredde, ad una temperatura che non supera i 10°C al massimo, provoca uno shock termico nel corpo, trascurabile o meno a seconda dei casi.

Molti dei possibili effetti collaterali dipendono infatti dal tempo di permanenza in acqua, che è quello che fa davvero la differenza tra un momento di svago e un rischio reale.

Una persona in buona salute e magari anche allenata può nuotare nell’acqua a 10°C anche fino a mezz’ora senza andare in ipotermia. Il tempo si riduce drasticamente, a un massimo di dieci minuti se la temperatura dell’acqua è di 5°C.

Invece, per temperature prossime agli 0°C la permanenza in acqua dovrebbe essere il più breve possibile e non superare in ogni caso i due o tre minuti.

Gli effetti dell'acqua gelata sul corpo

Al primo impatto con l’acqua fredda la reazione immediata del corpo è tentare di conservare la temperatura interna. Questa reazione si manifesta con iperventilazione, tachicardia e vasocostrizione in forme lievi se la temperatura non è eccessivamente bassa, via via più gravi se l'acqua è molto fredda o si rimane immersi per troppo tempo.

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Una piccola folla radunata in spiaggia, pronta per il Tuffo di Capodanno

Lo shock termico però non ha soltanto effetti negativi in quanto il corpo in quei momenti rilascia anche endorfine e adrenalina, causando uno stato quasi euforico mentre aumenta il metabolismo, perché nel tentativo di riscaldarsi il corpo consuma più calorie.

I benefici del tuffo di Capodanno

Il tuffo di Capodanno, secondo la tradizione, dovrebbe portare buona fortuna per l’anno nuovo ma se questo effetto benefico non è scientificamente provabile, quello che si sa per certo è che questa pratica può portare un miglioramento della circolazione sanguigna.

Tra gli altri benefici noti ci sono un miglioramento della prontezza di riflessi e dell’umore che risente degli effetti positivi fino a dodici ore. Studi non ancora confermati sostengono che anche il sistema immunitario trarrebbe giovamento da un bagno ghiacciato.

Secondo qualcuno, inoltre, immergersi in acqua molto fredda apporterebbe vantaggi al ritmo sonno veglia, ma anche in questo caso non c’è ancora una conferma definitiva.

Un tuffo in sicurezza

Tuffarsi in acque fredde piò avere anche effetti negativi, potenzialmente anche molto pericolosi ed è quindi bene tenerli presente. Il primo e il più ovvio è l'ipotermia.

In acqua il corpo perde calore molto rapidamente, fino a venticinque volte più in fretta di quando è esposto all’aria fredda. Questo porta a perdita di coordinazione, confusione mentale, difficoltà respiratorie, e nei casi più estremi all’arresto cardiaco.

Per divertirsi in sicurezza con il tuffo di Capodanno la regola fondamentale è non restare troppo a lungo in acqua, ma è ugualmente importante non tuffarsi mai se si è da soli e avere indumenti caldi a portata di mano.

Considerati i possibili effetti negativi sul cuore, la pratica è naturalmente da evitare in presenza di cardiopatie, problemi respiratori e pressione alta.