Usare i temporali come dei sismografi: cosa sono i "thunderquakes" e cosa ci dicono del sottosuolo

Dal cielo, al sottosuolo, allo spazio: i temporali possono offrire utili informazioni in una grande varietà di ambiti, grazie alle deboli onde d'urto generate dai tuoni. La scoperta si basa su una tecnologia economica e poco invasiva

Durante i temporali i tuoni generano dei micro-terremoti che possono fornire dati interessanti sul sottosuolo, e non solo
Durante i temporali i tuoni generano dei micro-terremoti che possono fornire dati interessanti sul sottosuolo, e non solo

Pioggia, lampi e tuoni: i temporali si manifestano in maniera decisamente evidente, ma quando si scatena un acquazzone c’è anche una componente non immediatamente percettibile.

I tuoni generano delle piccole vibrazioni, ma queste sono troppo deboli perché le persone possano avvertirle. Ci sono però strumenti che riescono a rilevarle, misurarle e valutarle per trasformarle in informazioni preziose per studiare il suolo e prevenire alcuni rischi.

Cosa sono i thunderquakes

Uno studio guidato dal geofisico Nolan Roth e pubblicato il 21 agosto 2026 sulla rivista Science Advances ha dimostrato che una parte dell’energia sprigionata dai tuoni si trasferisce al suolo, generando onde d’urto simili a piccolissimi terremoti.

I fulmini infatti producono calore fino a 25.000 °C e onde d'urto che sono i comuni tuoni. Quando questa energia raggiunge il suolo terrestre si trasforma in parte in piccole onde sismiche.

Questi movimenti sono stati denominate thunderquakes, un termine che si può tradurre letteralmente con “terremoti di tuono”.

Fibre ottiche e terremoti

Essendo molto deboli, i minuscoli terremoti prodotti dai tuoni non sono facili da misurare. La loro esistenza era in effetti già nota ma difficile da interpretare proprio a causa della mancanza di una strumentazione adeguata.

La novità è che le fibre ottiche, invece, essendo estremamente sensibili riescono a monitorare i thunderquakes e a trasformare i dati in informazioni misurabili e utilizzabili.

La rete interrata reagisce infatti alla vibrazione del suolo allungandosi leggermente e quindi aumentando il tempo di percorrenza della luce lungo i propri cavi. In questo modo la fibra ottica può essere utilizzata anche come un vero e proprio sismografo.

La rete invisibile che ascolta i tuoni

L’intuizione di utilizzare le fibre ottiche durante i temporali è stata degli scienziati dell’università americana della Pennsylvania.

Le fibre ottiche sono particolarmente sensibili e possono essere usate per misurare le piccole vibrazioni del suolo
Le fibre ottiche sono particolarmente sensibili e possono essere usate per misurare le piccole vibrazioni del suolo

Il sistema è economico e poco invasivo per l’ambiente, dal momento che si basa su una rete di chilometri e chilometri di cavi già precedentemente installati per le telecomunicazioni, praticamente in ogni città.

L’idea di utilizzare in questo modo le vibrazioni dei tuoni ha anche un altro vantaggio: consente infatti di mappare zone molto più vaste di quanto si possa fare con le normali indagini sismiche, visto che i temporali coprono aree di svariati di chilometri quadrati.

Come usare le informazioni ricavate dai tuoni

I dati ottenuti tramite tuoni e fibre ottiche servono innanzitutto a creare mappe del sottosuolo che possono arrivare fino a cento metri di profondità. Queste possono essere integrate ai dati ricavati tramite satelliti e perforazioni del suolo per rilevare nuove cavità, fratture e zone di debolezza.

Un altro vantaggio di questo tipo di tecnologia è la possibilità di visualizzare ad alta risoluzione il passaggio dell’energia dall’atmosfera al suolo.

Le informazioni ottenute dai thunderquakes permettono quindi di rilevare camere sotterranee nascoste sotto le città che potrebbero collassare e formare voragini in caso di forti piogge, lavori o veri terremoti.

I thunderquakes e l’esplorazione dello spazio

Un’altra applicazione molto affascinante di questa tecnologia riguarda l’esplorazione di altri pianeti e satelliti, o almeno di quelli dotati di un’atmosfera tale da generare temporali.

Titano, ad esempio, la maggiore delle lune di Saturno, è un ottimo candidato. Il satellite è noto per essere uno dei pochi corpi celesti del Sistema Solare dove, come avviene sulla Terra, sono presenti nuvole e forti temporali, che durano a lungo e si estendono su aree vastissime.

In futuro, l’invio di sonde dotate di sismografi potrebbe essere utile a sfruttare questo fenomeno naturale per “radiografare” il sottosuolo dei corpi celesti e rilevare ad esempio la presenza di falde d’acqua sotterranee.

Riferimento della notizia

Carolyn Gramling. (2026). I "terremoti con tuono" non si limitano a scuotere il terreno, ma lo mappano..