Come è nato il gelato: storia di una prelibatezza tutta italiana, con l'aggiunta di un "ingrediente" americano

Passeggiare mangiando un gelato è un'abitudine così consolidata che sembra esistere da sempre, ma in realtà fino a tempi abbastanza recenti realizzare il gelato non era così facile. Ecco quando è arrivata la svolta

Il gelato artigianale, l'alimento irrinunciabile dell'estate, ma non solo - Foto di ENESFİLM - Pexels
Il gelato artigianale, l'alimento irrinunciabile dell'estate, ma non solo - Foto di ENESFİLM - Pexels

Tra le tante prelibatezze della cucina italiana, il gelato è sicuramente una delle più apprezzate dai locali e dai turisti. Non è solo il cibo dell’estate, visto che la maggior parte delle gelaterie in Italia sono aperte tutto l’anno e sono sempre frequentate. Il gelato infatti quasi non conosce bassa stagione, specialmente al sud dove anche gli inverni sono miti.

Oggi se ne trovano mille varietà diverse, dai grandi classici ai gusti più pionieristici ma anche se in versioni più semplici, si potrebbe dire che il gelato in Italia sia sempre esistito.

Nella sua versione contemporanea, invece, e come vero e proprio fenomeno di costume, il suo sviluppo si deve al genio di piccoli imprenditori del secondo dopoguerra. Ad esso si aggiunse anche un tocco di tecnologia statunitense, o almeno ciò che ne era rimasto dopo la seconda guerra mondiale.

Il limiti tecnici dei primi gelati moderni

L’abitudine di mangiare il classico cono gelato mentre si passeggia è qualcosa che oggi tutti considerano così normale da non farci nemmeno caso, ma non sarebbe stato possibile farlo fino alla metà del secolo scorso.

Allora il gelato esisteva già, sia in Italia che in America, anche se preparato secondo ricette diverse, ma una serie di problemi tecnici rendeva il gelato italiano un prodotto dalla preparazione complicata e costosa.

Mangiarlo passeggiando, poi, sarebbe stato impossibile visto che si scioglieva in fretta.

Il gelato italiano, inoltre, più povero di grassi rispetto a quello americano ma denso e cremoso, non poteva nemmeno essere trasportato: era un prodotto destinato al consumo davvero locale, visto che anche portarlo da un quartiere all’altro sarebbe stato quasi impossibile.

La svolta arrivò nel 1946, in una Empoli ancora distrutta dalle bombe.

La nascita del gelato moderno

Empoli, in Toscana, è la città della famiglia Bagnoli che subito dopo la guerra rilevò una piccola latteria per trasformarla in bar dove si preparava anche il gelato, ma sporadicamente e in piccole quantità.

La famiglia allora acquistò due congelatori militari lasciati indietro dall’esercito statunitense. Recuperò poi da una discarica delle macchine per fare il gelato che modificò in modo da poter produrre e soprattutto congelare grandi quantità di gelato, in modo continuativo e mantenendo intatta la qualità del prodotto.


In questo modo e con qualche variazione alla ricetta, il gelato della famiglia Bagnoli non solo conservava la sua consistenza soffice e vellutata senza formare fastidiosi cristalli di ghiaccio, ma poteva essere anche trasportato.

Il gelato nella vita di tutti i giorni

Negli anni '40 del 900 non esistevano ancora i camion per il trasporto dei surgelati, la famiglia Bagnoli allora ovviò anche a questo problema con contenitori di metallo riempiti di ghiaccio e sale da mettere in casse di legno piene di paglia.

Ancora oggi il gelato si conserva in contenitori termici di acciaio, evoluzione dei primi barattoli per conservare il freddo - Foto di Anusree GS-Pexels
Ancora oggi il gelato si conserva in contenitori termici di acciaio, evoluzione dei primi barattoli per conservare il freddo - Foto di Anusree GS-Pexels

In questo modo nacque una sorta di prima produzione industriale e il gelato finalmente potè essere “esportato” in tutta la regione e non solo.

Molto presto il gelato si diffuse in tutta l'Italia e diventò una vera e propria industria, ma senza nulla togliere a quello artigianale, che anzi si trasformò e migliorò.

In ogni caso il gelato è entrato in breve a fare parte della vita quotidiana di tutti e di sicuro, per fortuna, non scomparirà molto presto.

Gli antenati del gelato

Il gelato italiano moderno, artigianale o industriale che sia, vanta antenati molto indietro nel tempo.

I romani gustavano sorbetti preparati con vino dolce a cui si aggiungevano miele e sciroppi di frutta, da refrigerare con la neve delle montagne.

In modo simile, in Sicilia nel Medioevo nasceva l’iconica granita già nel IX secolo. Alla neve dell’Etna si aggiungevano vari aromi come gli agrumi, l’acqua di rose e il gelsomino.

La neve delle Alpi e degli Appennini aiutava invece i maestri pasticcieri del Rinascimento a raffreddare puree di frutta e creme. Fu il famoso architetto del XVI secolo Bernardo Buontalenti, invece, ad avere l’idea di aggiungere uova e latte alla ricetta, per dare ai composti dolci una consistenza più cremosa, aprendo così la strada alla ricetta del gelato moderno.

Riferimento della notizia

Amy Bizzarri. (2026). https://www.bbc.com/travel/article/20260813-how-us-tech-helped-create-modern-italian-gelato.