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Perché sentiamo freddo quando c'è vento?

Quando inizia il freddo, sciarpe e cappotti non sono mai abbastanza nelle giornate ventose. Questo ha una spiegazione scientifica: la sensazione termica o wind-chill. Ti spieghiamo le cause.

Juan José Villena Juan José Villena Natalia Cristiano 16 Nov 2017 - 10:46 UTC
Quando soffia il vento qualsiasi cappotto  sembra poco per camminare sotto la bufera.

Le giornate ventose sono di solito quelle che più si ricordano quando il freddo ci fa tremare.  Questo non si deve solo al fastidio di dover mantenere la sciarpa al collo, ma ha una spiegazione più scientifica. Quando soffia il vento del nord lnon ci possiamo fidare del barometro per scegliere che vestiti indossare. Oltre ala temperatura dell'aria esterna exterior, ci sono altri parametri meteorologici che influiscono sulla nostra "sensazione di freddo", come il vento, la radiazione e l'umidità relativa. 

Il concetto di sensazione termica si adottò in meteorologia per esprimere in modo più affidabile la temperatura che percepiamo, che in molti casi si differenzia da quella che segna il barometro.  Questo va unito alla capacità di perdita o acquisizione del calore del corpo umano su cui influiscono d' estate l'umidità e d'inverno il vento.

Quando arriva questo periodo dell'anno, le conversazioni negli ascensori si riempiono di frasi del tipo “questo freddo non è normale” o “prima nevicava di più”. Tra i grandi topici, ce n`é uno che ha il suo posto nella scienza: “il problema non è il freddo, è il vento”, e a questo si da il nome di wind-chill.

L'indice di raffreddamento da vento, o wind-chill,  si adottò nel 2001 nel Nord America. La scala nacque da una serie di prove in un tunnel del vento e da allora i servizi meteorologici lo utilizzano per parlare della sensazione di freddo. Prima si basavano su una tabella disegnata nel 1939 in pieno Antartide dove una spedizione creò una lista con la temperatura che percepivano sulla pelle del viso a seconda del vento che tirava.

Sensación de frío o wind-chill
Tavola della sensazione del freddo secondo l'intensità del vento. Forza aerea argentina

La perdita di calore dell'organismo è maggiore quanto maggiore è la differenza tra la temperatura della pelle (32º ) e quella dell'ambiente. Il contraste più grande si genera in uno strato d'aria che circonda il corpo di pochi millimetri, chiamata strato limite.  Lo spessore di questo strato varia a seconda dell'intensità del vento: quanto più vento soffia, minore è il suo spessore e quindi maggiore e la perdita di calore.  

Per esempio, un vento di 24km/h con una temperatura di 0ºC, lascerebbe una sensazione di -10ºC. Invece, con raffiche di 64km/h il nostro corpo noterebbe -20ºC. In casi più estremi,  con -10ºC nel barometro e raffiche di 40km/h il rischio di congelamento sarebbe molto elevato nelle zone del corpo esposte in appena 1 minuto. Sarebbe equivalente a -30ºC!

In Canadá si calcola che d'inverno più dell'80% della popolazione utilizza questi indici per sapere come vestirsi prima di uscire e addirittura si emettono allerte quando la sensazione scende a -45ºC. 

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