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Temporali: regole base di autoprotezione

I temporali sono un vero e proprio tormentone estivo. Per un motivo o per l’altro nei mesi estivi non c’è quasi giorno senza temporali. Con questi fenomeni dobbiamo insomma imparare a convivere. Vediamo come evitarli e come proteggerci nella vita quotidiana.

Luca Lombroso Luca Lombroso 22 Giu 2018 - 10:04 UTC
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Un consiglio: mai ripararsi sotto un albero o starci nei pressi durante un temporale!

Il primo rischio, sempre presente per definizione stessa di temporale, sono i fulmini. Negli Stati Uniti, informa il NWS della NOAA, i fulmini sono il fenomeno atmosferico che causa il maggior numero di vittime, più di tornado, uragani e alluvioni. Poi, in qualsiasi temporale possono essere presenti vento forte, pioggia intensa o grandine, repentini sbalzi di temperatura.

Una pericolosa conseguenza dei temporali intensi sono le alluvioni lampo e le alluvioni urbane. Torrenti secchi, o nelle città strade, vicoli o perfino scalinate si possono trasformare improvvisamente in torrenti impetuosi. Infine, tornado, trombe d’aria e marine, argomento che approfondiremo poi a parte.

I rischi prima dell'arrivo di un temporale

Due i fronti di azione prima del temporale. Organizzare un proprio “piano di emergenza”, in casa, al lavoro e quando ci spostiamo e seguire attentamente le previsioni meteo. Ricordandoci di due cose. La prima, che i temporali sono difficilmente prevedibili nel dettaglio. La seconda, che dobbiamo predisporci, mentalmente, per cambiare i nostri ritmi di vita abituali; in un attimo potremmo trovarci a dover passare dalla routine quotidiana all'emergenza. Non dobbiamo ritenere un disagio, ma una questione di sicurezza o addirittura di sopravvivenza, il rinunciare preventivamente ad una attività pianificata (shopping, palestra, gita o scampagnata, ma anche attività professionali) o sospenderle se le abbiamo in corso.

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Fulmini, tornado, vento forte, pioggia torrenziale, repentini sbalzi termici sono i principali rischi dei temporali

Impariamo poi, a osservare il cielo e a cogliere i segni premonitore del temporale, come sviluppo di nubi cumuliformi fin dal mattino o l’avvinarsi di nubi minacciose a incudine, marcate “virghe di precipitazioni” in avvicinamento e forma e colore minaccioso delle nubi. Uno strumento fondamentale e a disposizione in varie regioni d'Italia in tempo reale, è il radar meteorologico. Abituiamoci a consultarlo.

Cosa fare durante il temporale

Le regole sono tante e le svilupperemo poi in dettaglio per i singoli aspetti e attività, come fulmini e tornado, montagna e mare. Pensando alla vita quotidiana, per esempio nelle città, è necessario se colti o si vede imminente il temporale fermarsi e andare al riparo.

Evitare assolutamente di guidare in zone allagate e massima prudenza verso i sottopassi, perché bastano poche decine di centimetri per bloccarci e l’acqua può salire in modo improvviso. Altra zona a rischio sono i parchi, i viali alberati, i giardini e simili. Sia per i fulmini, sia per i colpi di vento che possono abbattere rami e sradicare anche alberi ad alto fusto. Da qui, bisogna allontanarsi al più presto, e mai usare l’albero come riparo.

In casa, si è in genere più al sicuro, ma ricordarsi di non stare nei pressi delle finestre ad ammirare magari un tornado o un downburst, e di non usare il telefono fisso, elettrodomestici ed anche impianti idrici, incluso fare la doccia, perché possono condurre la scarica dei fulmini. Se possibile ai primi sintomi di temporale staccare l’antenna TV (ma non farlo mentre scoccano fulmini!), il telefono e la linea internet e staccare la corrente dai principali apparecchi elettronici ed elettrodomestici.

La “regola 30/30”

Una semplice regola, valida non solo per i rischi da fulmini, è la regola “30/30”: vai al riparo se passano meno di 30 secondi fra fulmine e tuono, e restaci fino a 30 minuti dopo l’ultimo fulmine. Passato il temporale, se non ci sono danni o cose da sistemare, ammira il cielo e… cerca e fotografa l’arcobaleno!

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