Producono energia e allo stesso tempo eliminano la CO₂ dall’atmosfera: ecco come nasce il carburante dalle alghe

Le alghe assorbono anidride carbonica e la trasformano in biocarburanti: una tecnologia emergente che potrebbe assumere un ruolo chiave nella costruzione dei sistemi energetici del futuro

Fotobioreattore per la coltivazione di microalghe: un sistema controllato in cui luce, acqua e nutrienti permettono la crescita dei microrganismi vegetali utilizzati per la produzione di biocarburanti
Fotobioreattore per la coltivazione di microalghe: un sistema controllato in cui luce, acqua e nutrienti permettono la crescita dei microrganismi vegetali utilizzati per la produzione di biocarburanti

La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la sua rimozione dall’atmosfera rappresentano una delle principali sfide ambientali del nostro tempo. Le strategie attualmente adottate includono la transizione alle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la cattura e stoccaggio della CO₂ e la riforestazione. Tra i sistemi naturali, il più efficiente nella sottrazione di CO₂ rimane la fotosintesi clorofilliana delle piante, che converte l’anidride carbonica in biomassa utilizzando la luce solare come fonte di energia.

Le alghe come “fabbriche biologiche” di energia

In questo contesto si inseriscono le alghe, organismi fotosintetici acquatici capaci di crescere rapidamente e di assorbire grandi quantità di CO₂. Non si tratta di un’unica categoria, ma di un insieme eterogeneo che include microalghe unicellulari come Chlorella, Spirulina e Nannochloropsis, spesso utilizzate nei processi industriali.

L’elevata efficienza fotosintetica e la capacità di accumulare lipidi (cioè grassi) rendono questi microrganismi vegetali particolarmente interessanti nella filiera dei biocarburanti.

Come nasce il carburante dalle alghe

Il processo industriale avviene in impianti controllati chiamati fotobioreattori, oppure in vasche aperte. Le alghe vengono coltivate in acqua, esposte a luce solare o artificiale e alimentate con nutrienti e anidride carbonica, spesso proveniente da emissioni industriali.

Microalghe al microscopio: la loro elevata efficienza fotosintetica e capacità di accumulare lipidi le rende particolarmente interessanti nella filiera dei biocarburanti
Microalghe al microscopio: la loro elevata efficienza fotosintetica e capacità di accumulare lipidi le rende particolarmente interessanti nella filiera dei biocarburanti

Durante la crescita, le alghe assorbono CO₂ e producono biomassa. Una volta raggiunta la maturazione, vengono raccolte e sottoposte a processi di estrazione per ricavare oli vegetali. Questi oli vengono poi trasformati in biodiesel attraverso reazioni chimiche di raffinazione.

La tecnologia è ancora in fase di sviluppo: Stati Uniti e Cina, insieme a diversi centri di ricerca europei e internazionali, hanno investito in progetti pilota e impianti dimostrativi, ma la produzione su larga scala non è ancora competitiva rispetto ai combustibili fossili.

Vantaggi, limiti e prospettive future

I biocarburanti da alghe presentano vantaggi significativi: non competono direttamente con le colture alimentari, possono essere prodotti in ambienti non agricoli e contribuiscono alla riduzione della CO₂ atmosferica durante la crescita.

Tuttavia, esistono ancora limiti importanti: i costi di produzione sono elevati, il rendimento energetico non è sempre stabile e la gestione degli impianti richiede un notevole apporto tecnologico.

Tra vantaggi e limiti, i biocarburanti da microalghe rappresentano una tecnologia promettente ma ancora in fase di sviluppo: elevato potenziale ambientale, ma sfide tecniche ed economiche da superare per l’applicazione su larga scala
Tra vantaggi e limiti, i biocarburanti da microalghe rappresentano una tecnologia promettente ma ancora in fase di sviluppo: elevato potenziale ambientale, ma sfide tecniche ed economiche da superare per l’applicazione su larga scala

Rispetto ai combustibili fossili, le alghe offrono un ciclo potenzialmente più sostenibile, ma non ancora sufficiente a sostituire completamente le fonti energetiche tradizionali.

Una tecnologia tra ricerca e transizione energetica

Il futuro dei biocarburanti algali dipenderà dalla capacità di migliorare l’efficienza dei processi e ridurre i costi industriali. In questo scenario, le alghe rappresentano una delle possibili soluzioni integrate per affrontare la crisi climatica, insieme a strategie di mitigazione, adattamento e sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili.

Più che una risposta definitiva, si configurano come un tassello di una transizione più ampia, in cui innovazione scientifica e gestione ambientale dovranno procedere insieme per costruire sistemi energetici più resilienti e meno impattanti.

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