Queste due piante molto simili sono pronte a fiorire: scopri le differenze tra dipladenia e mandevilla
Spesso confuse perché molto simili, dipladenia e mandevilla hanno caratteristiche diverse per crescita, portamento e coltivazione: ecco come riconoscerle e quale scegliere

Con l’arrivo della bella stagione, dipladenia e mandevilla tornano protagoniste di balconi e giardini con le loro fioriture generose e dai colori accesi. Originarie delle regioni tropicali del Sud America, queste piante sono apprezzate per la lunga fioritura e per l’aspetto rigoglioso ma al contempo ordinato.
I loro fiori a trombetta, in tonalità che spaziano dal bianco al rosa, dal rosso al cremisi, evocano atmosfere esotiche e rendono queste piante ideali per chi desidera un effetto scenografico con cure tutto sommato contenute. Sono inoltre specie versatili: possono vivere in vaso, su balconi assolati, ma anche valorizzare pergolati e piccoli spazi verdi.
Aspetti botanici
Dipladenia e mandevilla appartengono allo stesso gruppo botanico e per questo vengono spesso confuse. Presentano foglie lucide, coriacee e persistenti, portamento elegante e una produzione continua di fiori durante i mesi caldi.

La dipladenia ha generalmente crescita più compatta e cespugliosa, con fusti meno vigorosi e foglie spesso più piccole. È molto usata in vasi e balconiere, dove crea masse fiorite ordinate e ricadenti.
La mandevilla, invece, mostra una natura più rampicante e vigorosa, con fusti lunghi che richiedono sostegni e possono coprire grigliati o ringhiere. I fiori sono spesso leggermente più grandi e appariscenti.
Esigenze di coltivazione
Entrambe prediligono esposizioni molto luminose e soleggiate, purché riparate dal vento. Più luce ricevono, più abbondante sarà la fioritura; nelle aree molto calde può però essere utile proteggerle dal sole diretto nelle ore centrali della giornata.

Il substrato deve essere fertile e ben drenante; in vaso, irrigazioni regolari favoriscono una fioritura continua, lasciando asciugare leggermente il terriccio tra un apporto e l’altro. Brevi periodi di siccità sono tollerati, ma spesso riducono la produzione di fiori.
Nei climi miti queste piante possono restare all’aperto a lungo, ma temono il freddo: al di sotto di 8-10°C è necessario proteggerle.
In inverno, le piante in vaso facilmente trasportabili possono essere ricoverate in ambienti luminosi e non riscaldati, riducendo drasticamente l'irrigazione; nel caso, invece, di esemplari rampicanti è consigliabile utilizzare teli termici traspiranti in cui avvolgere la pianta.

La potatura, da eseguire a fine inverno o alla ripresa vegetativa, favorisce nuovi rami fioriferi; nella mandevilla, inoltre, i fusti possono essere guidati su sostegni per valorizzarne il portamento rampicante.
Dipladenia o mandevilla: quale scegliere?
Pur essendo spesso considerate quasi sinonimi, la scelta tra le due piante dipende soprattutto dallo spazio e dall’effetto desiderato.
La dipladenia è adatta a chi cerca una pianta gestibile, compatta e generosa, ideale per vasi, terrazzi e piccoli balconi. Richiede meno sostegni ed è spesso più semplice da mantenere ordinata.

La mandevilla è invece indicata per chi vuole sfruttare uno sviluppo verticale, rivestire strutture o creare vere cascate fiorite. Offre un effetto più scenografico, ma richiede spazio e qualche attenzione in più.
In contesti ventosi o molto esposti, la dipladenia può risultare spesso più pratica; in giardini o pergolati, la mandevilla esprime al meglio il proprio potenziale ornamentale.
Due piante diverse, lo stesso effetto sorprendente
Che si scelga la forma compatta della dipladenia o l’eleganza rampicante della mandevilla, entrambe sanno trasformare uno spazio esterno in un angolo ricco di colore e suggestioni tropicali. Queste piante soddisfano pienamente sia chi muove i primi passi nel giardinaggio sia gli appassionati più esperti, grazie a una fioritura estiva che sembra non finire mai.
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