Attenzione all'imminente sfuriata temporalesca: rischio fenomeni violenti tra l'1 e il 2 luglio, con grandine e tornado

Il maltempo rischia di colpire duramente le nostre regioni, con fenomeni temporaleschi, anche localmente estremi. Alto rischio di grandinate su queste aree.

L’anticiclone subtropicale, che ha dominato gran parte della seconda metà di giugno con temperature elevatissime, sta per subire un attacco deciso da ovest. Secondo le ultime elaborazioni dei modelli matematici, nella prima settimana di luglio l’arrivo di diverse onde corte dall’Atlantico e il successivo ingresso di una saccatura determineranno un cambiamento significativo nella dinamica atmosferica sull’Italia.

Il problema è che questa ondulazione penetrerà sopra un ambiente eccezionalmente caldo, con temperature che si sono mantenute largamente sopra le medie del periodo, per giorni e giorni, dopo che questo lungo blocco anticiclonico ha contribuito a comprimere le masse d’aria verso i bassi strati, deumidificandole e scaldandole ulteriormente per “compressione adiabatica“.

Il caldo fino a domani, poi la svolta

Fino a mercoledì 1 luglio il promontorio anticiclonico manterrà ancora il controllo sul Paese, garantendo condizioni stabili e molto calde su gran parte delle regioni. Le temperature resteranno elevate, con massime tra i +33°C e i +37°C +38°C al Centro-Nord e picchi localmente superiori al Sud e in Sardegna. L’afa continuerà a farsi sentire soprattutto sulle pianure e lungo le coste, con notti poco riposanti.

Questa configurazione determinerà un forte maltempo che interesserà l’Italia da Nord a Sud, causando temporali diffusi e organizzati, rischio di eventi grandinigeni di medie e grandi dimensioni, soprattutto al Nord
Questa configurazione determinerà un forte maltempo che interesserà l’Italia da Nord a Sud, causando temporali diffusi e organizzati, rischio di eventi grandinigeni di medie e grandi dimensioni, soprattutto al Nord

Tuttavia, già da mercoledì 1 luglio l’instabilità comincerà ad aumentare, in particolare sui rilievi alpini e prealpini, con i primi temporali pomeridiani che potranno risultare localmente intensi.

Mercoledì l’arrivo della saccatura oceanica

Quella di domani, mercoledì 1 luglio 2026, sarà la giornata della svolta, almeno al Nord, quando una saccatura di origine atlantica, alimentata dal passaggio di onde corte in quota, si approfondirà sul Mediterraneo occidentale e sul Nord Italia per poi estendersi rapidamente verso sud.

Questa configurazione determinerà un forte maltempo che interesserà l’Italia da Nord a Sud, causando temporali diffusi e organizzati, rischio di eventi grandinigeni di medie e grandi dimensioni, soprattutto al Nord e sulle zone interne del Centro, a cui si sommerà la possibilità di rovesci intensi, anche nubifragi, con accumuli localmente abbondanti, rischio di nubifragi e allagamenti rapidi.

Giovedì 2 il maltempo si estenderà alle regioni del Centro-Sud, in particolare alle coste tirreniche, fino alla Calabria e alla Sicilia, con rischio di nubifragi e forti raffiche di vento. Rischio trombe marine sui litorali.

Al passaggio di questi temporali farà seguito un crollo delle temperature generalizzato, anche di -8°C -10°C rispetto ai valori attuali, soprattutto al Nord e al Centro. Al Sud il calo sarà più graduale ma comunque apprezzabile.

Rischio tornado

I temporali che già mercoledì sera interesseranno il Nord potranno evolvere pure in supercelle. Si tratta di celle temporalesche molto persistenti e rotate, capaci di produrre nubifragi e grandinate localizzate, forti raffiche di vento e persino dei locali tornado.

Come sempre in questi casi, va sottolineato che i tornado rappresentano fenomeni alla microscala.

Anche quando le condizioni ambientali sono favorevoli, la loro formazione è tutt’altro che certa e la loro previsione puntuale nello spazio e nel tempo rimane difficile.

Si tratta quindi di un rischio da monitorare attentamente, ma non di un fenomeno che interesserà uniformemente tutta la pianura.

Il ruolo chiave del getto polare

In questo peggioramento un ruolo chiave è quello giocato dalla corrente a getto polare, che proprio in questi giorni andrà a rinforzarsi sensibilmente sopra il Nord Atlantico, a causa dell’inasprimento del gradiente di geopotenziale fra Groenlandia e area delle Azzorre.

Il getto polare, rinforzato sull’Atlantico settentrionale, giocherà un ruolo fondamentale nel pilotare questa saccatura verso l’Europa meridionale, favorendo un temporaneo ritorno a condizioni più dinamiche e fresche per il periodo.

Inoltre, all’interno di questo potente flusso nell’alta troposfera si annideranno dei nuclei di vorticità positiva, pronti a scivolare sull’Italia, instabilizzando la colonna troposferica, con lo sviluppo di fenomeni violenti.

Rischio di un ritorno del caldo entro la fine della prima decade di luglio?

Una volta transitata la saccatura, il quadro meteorologico tenderà a stabilizzarsi nuovamente. Un nuovo promontorio anticiclonico si svilupperà tra Portogallo, Spagna e Francia, con massimi di pressione in risalita verso il Centro Europa.

L’instabilità di mercoledì 1 e giovedì 2 causerà temporali diffusi e organizzati, rischio di eventi grandinigeni di medie e grandi dimensioni, soprattutto al Nord e sulle zone interne del Centro, a cui si sommerà la possibilità di rovesci intensi, anche nubifragi, con accumuli localmente abbondanti, rischio di nubifragi e allagamenti rapidi.
L’instabilità di mercoledì 1 e giovedì 2 causerà temporali diffusi e organizzati, rischio di eventi grandinigeni di medie e grandi dimensioni, soprattutto al Nord e sulle zone interne del Centro, a cui si sommerà la possibilità di rovesci intensi, anche nubifragi, con accumuli localmente abbondanti, rischio di nubifragi e allagamenti rapidi.

Questo anticiclone, di matrice subtropicale/atlantica, potrebbe coinvolgere progressivamente anche l’Italia a partire dal weekend del 4-5 luglio e nei giorni successivi, riportando condizioni di tempo stabile e temperature in graduale risalita, soprattutto al Centro-Nord. Il Sud potrebbe mantenere una maggiore variabilità nei primi giorni post-perturbazione.

Si tratta di un’evoluzione tipica della stagione estiva, in cui i contrasti termici tra aria calda di lontane origini subtropicali, e infiltrazioni atlantiche più fresche dall’oceano, possono generare fenomeni anche intensi. Come sempre in questi casi, i temporali richiederanno particolare attenzione per i possibili effetti localizzati (grandine, raffiche di vento e forti piogge).