Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C

L'ondata di calore raggiungerà il suo picco fra domani e giovedì 16, quando il muro dei +40°C si toccherà in diverse aree del Paese. Ci aspetta una delle settimane più calde dell'intero 2026.

La settimana che è appena iniziata si preannuncia come la più calda dell’intero 2026. Si, perché stavolta il caldo colpirà tutto il territorio nazionale, senza fare grosse distinzioni fra Nord e Sud. Proprio da oggi un robusto anticiclone di origine subtropicale sta conquistando il Mediterraneo centrale, dando il via all’ennesima intensa ondata di calore dell’estate 2026.

Le condizioni meteorologiche stanno rapidamente evolvendo verso un flusso di aria calda, proveniente dalle latitudini subtropicali, che si sta consolidando sulla nostra Penisola, favorito da una poderosa espansione dell’alta pressione verso nord.

Già nelle prossime ore le temperature cominceranno a salire in modo deciso, soprattutto al Centro-Sud e sulle due Isole maggiori, ma sarà tra lunedì e mercoledì che il caldo diventerà davvero molto intenso.

Il picco previsto tra 14 e 16 luglio

Secondo le proiezioni dei principali modelli, il culmine dell’ondata di calore è atteso tra domani, martedì 14, e giovedì 16 luglio. In questa fase le temperature massime si attesteranno diffusamente tra i +34°C e i +36°C su gran parte del Paese, con valori che risulteranno particolarmente elevati per il periodo e per l’umidità relativa ancora presente, soprattutto lungo le coste.

Le punte più estreme, però, sono attese sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove si potranno facilmente superare i +40°C, e su settori specifici della Basilicata (materano) e della Puglia (foggiano), dove il termometro potrebbe toccare o localmente superare questa soglia.
Le punte più estreme, però, sono attese sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove si potranno facilmente superare i +40°C, e su settori specifici della Basilicata (materano) e della Puglia (foggiano), dove il termometro potrebbe toccare o localmente superare questa soglia.

Le aree più colpite saranno quelle interne e pianeggianti del Centro-Sud, ma il caldo si farà sentire con forza anche al Nord, seppur con valori mediamente di qualche grado inferiori rispetto al Meridione.

Le punte più estreme, però, sono attese sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove si potranno facilmente superare i +40°C, e su settori specifici della Basilicata (materano) e della Puglia (foggiano), dove il termometro potrebbe toccare o localmente superare questa soglia.

Notti tropicali e afa intensa accompagneranno il picco, con le temperature minime che difficilmente scenderanno sotto i +22°C +25°C nelle aree urbane e costiere, rendendo il disagio fisico notevole soprattutto per le persone più fragili, bambini e anziani.

Quanto durerà l’ondata di calore?

Il caldo intenso non sarà un episodio breve. Questo grosso promontorio subtropicale manterrà la sua presa sull’Italia almeno fino alla fine della settimana, con temperature sopra la media stagionale anche nel weekend del 18-19 luglio.

Ecco le anomalie di temperature in quota attese per il picco dell'ondata di calore.
Ecco le anomalie di temperature in quota attese per il picco dell'ondata di calore.

Solo a partire da domenica sera o lunedì 20 luglio è atteso un cambiamento più deciso, con l’arrivo di correnti meno calde da ovest che porteranno a un calo delle temperature generalizzato, più marcato al Nord e sul versante tirrenico.

Possibile cambio di circolazione dopo il 20 luglio?

Al momento, i modelli meteorologici suggeriscono che questa terza ondata di caldo della stagione potrebbe protrarsi almeno fino al 20 luglio. Dopo il 20 si intravede, seppur con una bassa attendibilità previsionale, la possibilità di un cambiamento nella circolazione atmosferica, con la possibile discesa di una saccatura verso l'Europa Centrale che potrebbe parzialmente coinvolgere anche il nostro Paese.

Va però precisato che al momento si tratta solo di una tendenza e non di una vera e propria previsione. Inoltre bisogna vedere se il promontorio africano sarà eroso dall’arrivo di una grossa saccatura dal Nord Atlantico, o se riuscirà a resistere all’attacco di questa.

Spesso questa figura meteorologica, in talune estati, tende a ripetere ciclicamente delle azioni di espansione sul Mediterraneo Occidentale con solo delle brevi e temporanee fasi di ritirata fisiologica che lascia aperta la strada delle perturbazioni atlantiche, e quindi dei temporali violenti.