Gli esperti avvertono: le notti tropicali stanno diventando il nuovo volto delle ondate di calore

Le ondate di calore non terminano più al tramonto. Quando le temperature rimangono al di sopra dei 20°C per tutta la notte, il corpo non riesce a recuperare. Si tratta di un nuovo livello di intensità del riscaldamento globale?

Le notti tropicali limitano il naturale raffreddamento del corpo, aumentando i rischi per la salute, soprattutto tra le persone anziane.
Le notti tropicali limitano il naturale raffreddamento del corpo, aumentando i rischi per la salute, soprattutto tra le persone anziane.

Aprire una finestra al tramonto non garantisce più una brezza fresca. Sempre più spesso, l'aria esterna resta calda, pesante e quasi immobile. La notte non rappresenta più un sollievo dal caldo.

I servizi meteorologici definiscono "notte tropicale" una notte in cui la temperatura non scende sotto i 20 °C. Se un tempo si trattava di un fenomeno raro nelle regioni dell'Europa centrale e settentrionale, oggi questa soglia viene raggiunta in molte aree durante le ondate di calore.

Perché le notti restano così calde?

Le grandi ondate di calore sono spesso associate a una "cupola di calore": una vasta area di alta pressione che agisce come un coperchio atmosferico. L'aria calda rimane intrappolata vicino al suolo, i cieli restano sereni e l'energia solare si accumula giorno dopo giorno.

Queste condizioni sono talvolta intensificate da quello che i meteorologi chiamano "blocco a omega", un particolare schema della corrente a getto che rallenta notevolmente lo spostamento delle masse d'aria e prolunga le ondate di calore. Tuttavia, le condizioni atmosferiche non spiegano da sole l'intero fenomeno.

Nelle città, questo fenomeno è amplificato dall'effetto "isola di calore urbana". Edifici, strade e superfici asfaltate assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente nel corso della notte.

Sonno disturbato, salute a rischio

Sebbene siano le giornate di caldo estremo ad attirare maggiormente l'attenzione, le notti tropicali rappresentano un rischio per la salute altrettanto importante. Il sonno dipende da un meccanismo semplice: il corpo ha bisogno di abbassare leggermente la propria temperatura interna per riuscire ad addormentarsi correttamente.

Quando la temperatura dell'aria rimane al di sopra dei 20 °C, questo processo viene compromesso. Diventa più difficile prendere sonno, aumentano i risvegli notturni e diminuisce la fase di sonno profondo. L'esposizione ripetuta a queste notti calde provoca un accumulo di stanchezza.

Le conseguenze riguardano la concentrazione, l'umore e il livello di attenzione. Gli specialisti segnalano inoltre un aumento del rischio per la salute cardiovascolare e respiratoria, oltre a una maggiore sonnolenza diurna, che incrementa la probabilità di incidenti nella vita quotidiana. A questa fatica fisiologica si aggiunge anche l'ecoansia, alimentata dalla crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi.

Un fenomeno che si estende anche alle regioni un tempo più fresche

L'Europa è attualmente il continente che si sta riscaldando più rapidamente, con un aumento delle temperature pari a circa il doppio della media globale dagli anni Ottanta, secondo Copernicus.

Analisi recenti indicano inoltre che il cambiamento climatico di origine antropica ha reso l'ondata di calore del giugno 2026 fino a 4 °C più intensa in alcune grandi città europee.

Una nuova normalità climatica?

Le ondate di calore non sono più soltanto fenomeni diurni, ma si stanno trasformando in sistemi climatici complessi, nei quali il calare della notte non coincide più con la fine dello stress termico.

Di fronte a questa nuova realtà, alcune semplici abitudini possono contribuire a ridurre il disagio: tenere chiuse le persiane durante il giorno, arieggiare gli ambienti solo quando l'aria esterna è più fresca, mantenersi ben idratati, fare una doccia tiepida prima di andare a dormire oppure utilizzare un ventilatore. Tuttavia, queste misure individuali da sole non sono sufficienti.

Nel lungo periodo, aumentare le aree verdi urbane, creare "isole di frescura", migliorare l'isolamento degli edifici e ridurre le superfici asfaltate o cementificate sono interventi fondamentali per limitare l'accumulo di calore.

Tuttavia, per quanto utili possano essere queste strategie di adattamento, non sostituiscono la necessità di affrontare la causa principale del problema: siamo ancora in tempo per ridurre in modo significativo le emissioni di gas serra.

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