Svolta meteo negli ultimi dieci giorni di maggio: il blocco scandinavo rimescolerà le carte sull'Italia

L'affermarsi di questa particolare configurazione favorirà una modifica della circolazione atmosferica sull'Europa, con effetti anche sull'Italia.
Mentre sulle regioni del Nord il mese di maggio è iniziato all’insegna dell’instabilità e del maltempo, sulle regioni del Centro-Sud abbiamo sperimentato un primo anticipo d’estate, con temperature fino a quasi +30°C e ampi spazi di sole, alternati a nubi africane.
Ma nei prossimi giorni qualcosa potrebbe iniziare a cambiare, grazie anche al ritorno del blocco scandinavo. Questa configurazione sinottica, tipica delle transizioni stagionali, potrebbe influenzare profondamente la circolazione atmosferica sull’Europa e sul Mediterraneo, promettendo un mix di stabilità alternata a episodi di instabilità convettiva localizzata.
Verso un fine maggio col blocco scandinavo
Il blocco scandinavo consiste in un robusto anticiclone posizionato sull’Europa settentrionale, spesso tra Scandinavia, Groenlandia e Mare di Barents. La presenza di un anticiclone, caratterizzati da alti valori di geopotenziale nei dintorni della Scandinavia, ha un impatto non di poco conto sulla circolazione generale atmosferica.
Difatti, esso è capace di deviare e deflettere il normale flusso zonale occidentale (le perturbazioni atlantiche) e la corrente a getto polare, costringendo le masse d’aria a percorsi più meridiani.

In quota, si associa spesso a una dorsale anticiclonica persistente che ostacola il passaggio delle depressioni verso est. Di conseguenza, le saccature fredde provenienti dal Nord Europa o dall’Atlantico settentrionale tendono a essere deviate o a scorrere sui fianchi del blocco, raggiungendo più facilmente il bacino del Mediterraneo.
Possibili infiltrazioni fresche dai Balcani e instabilità pomeridiana
Sul nostro Paese il blocco scandinavo non porta tipicamente tempo stabile e soleggiato ovunque. Al contrario, favorisce un regime di correnti settentrionali o nord-orientali che, scorrendo sul fianco orientale dell’anticiclone scandinavo, permettono l’infiltrazione di aria più fresca e umida dai Balcani e dall’Europa orientale verso il nostro Paese.
Questo meccanismo, in questo periodo dell’anno, con la forte radiazione solare di maggio, genera un contrasto termico importante, fra bassa e media troposfera.
Ciò si tradurrà principalmente in una parte finale di maggio con condizioni di tempo soleggiato al mattino, ma con tendenza ad aumento della nuvolosità cumuliforme sui rilievi, durante le ore centrali del giorno, con associati rovesci e temporali sparsi, fra Alpi, Prealpi e Appennino.

La dorsale appenninica sembra quella maggiormente coinvolta, in particolare i rilievi del Sud che sembrano maggiormente esposti allo sviluppo di temporali pomeridiani, alcuni capaci di sconfinare fino alle sottostanti pianure o aree costiere, prima di esaurirsi entro sera.
Le indicazioni delle ultime proiezioni
Secondo le proiezioni attuali, questa configurazione dovrebbe mantenersi con buona persistenza fino a fine mese, anche se con intensità variabile. Non si esclude qualche giornata più stabile, soprattutto al Nord-Ovest o sul versante tirrenico, quando il flusso settentrionale si attenua temporaneamente.
Tuttavia, il blocco scandinavo mantiene elevato il rischio di temporali pomeridiani lungo la dorsale appenninica e sulle zone interne, con possibili accumuli pluviometrici localmente significativi in brevi intervalli di tempo (non sono da escludere pure locali nubifragi). Questa variabilità è tipica della tarda primavera, prima dell’eventuale affermazione di un anticiclone più caldo subtropicale che potrebbe spalancare le porte all’estate meteorologica.
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