Meteo, confermata la ciclogenesi di sabato 16: nubifragi e burrasca con vento a 80 km/h, "maltempo severo"

Le ultime proiezioni modellistiche disponibili confermano la tendenza verso una fase di maltempo severo che culminerà proprio nella giornata di sabato 16 maggio. Responsabile del peggioramento sarà una ciclogenesi in approfondimento tra venerdì e sabato sul Tirreno Settentrionale.

L'Evoluzione della situazione meteorologica sull'Italia punta verso una fase spiccatamente instabile che culminerà nella giornata di sabato 16 maggio con un tempo diffusamente perturbato. Le ultime emissioni dei modelli matematici confermano la possibilità che si possa sviluppare una profonda area di bassa pressione che attraverserà la nostra Penisola da ovest ad est.

Il centro europeo ECMWF indica un minimo di bassa pressione intorno ai 999 hPa, un valore che non permette di classificare fenomeno come ciclogenesi esplosiva, ma la struttura depressionaria in formazione sarà comunque piuttosto profonda.

Una dinamica ciclonica rapida e profonda

È importante precisare che l'instabilità, anche intensa, che sta interessando diverse zone d'Italia (soprattutto al Nord) in queste ore, è legata a flussi d'aria fresca scesi dalle latitudini settentrionali fin sul bacino del Mediterraneo, ma il peggioramento in arrivo per sabato, sembrerebbe dover essere anche più strutturato e incisivo.

Infatti, questa volta la discesa di una massa di aria polare, partendo dalle alte latitudini, entrerà più direttamente dalla porta del Rodano, oltre ad impattare con l'arco alpino, tra venerdì 15 e sabato 16 maggio. Il minimo depressionario che si formerà inizialmente tra la Costa Azzurra e la Corsica, verrà poi attratto e assorbito da un minimo orografico in formazione sull'Italia settentrionale e sul Mar Ligure.

Il minimo depressionario che venerdì si formerà inizialmente tra la Costa Azzurra e la Corsica, verrà poi attratto e assorbito da un minimo orografico in formazione sull'Italia settentrionale e sul Mar Ligure.
Il minimo depressionario che venerdì si formerà inizialmente tra la Costa Azzurra e la Corsica, verrà poi attratto e assorbito da un minimo orografico in formazione sull'Italia settentrionale e sul Mar Ligure.

Quindi l'orografia del nostro territorio e il contrasto con le acque più tiepide dei bacini italiani riuscirà a produrre un ulteriore approfondimento del minimo. Il calo della pressione previsto tra venerdì e sabato si attesterà sui 15 hPa, una variazione che, pur restando al di sotto della soglia tecnica di una "ciclogenesi esplosiva", darà vita a un vortice in rapido approfondimento.

Di conseguenza la fase di maltempo del fine settimana potrebbe risultare anche più severa ed organizzata rispetto a quella che stiamo osservando in questa prima parte della settimana.

Forti venti di burrasca e il ruolo del gradiente barico

Uno degli elementi di maggiore preoccupazione, riguarda l'elevato gradiente barico orizzontale. Si tratta della differenza di pressione molto marcata che si verrà a creare soprattutto sul lato occidentale del minimo.

Di conseguenza, si potranno avere venti anche molto forti, anche con intensità di burrasca, specialmente sui bacini occidentali, sulla Sardegna, coste tirreniche e lungo le creste appenniniche.

Il calo della pressione previsto tra venerdì e sabato si attesterà sui 15 hPa, una variazione che, pur restando al di sotto della soglia tecnica di una "ciclogenesi esplosiva", darà vita a un vortice in rapido approfondimento con l'attivazione di venti forti e anche fino a burrasca..
Il calo della pressione previsto tra venerdì e sabato si attesterà sui 15 hPa, una variazione che, pur restando al di sotto della soglia tecnica di una "ciclogenesi esplosiva", darà vita a un vortice in rapido approfondimento con l'attivazione di venti forti e anche fino a burrasca..

Le raffiche potrebbero superare gli 80 km/h, producendo mareggiate lungo le coste esposte con mari anche agitati. Il passaggio del minimo sarà accompagnato da una rapida rotazione delle correnti (con la classica rotazione ciclonica della direzione dei venti) nella la giornata di sabato.

Rischio nubifragi sui versanti tirrenici

La combinazione tra il forte richiamo di correnti umide e il sollevamento forzato dell'aria potrebbe produrre sistemi temporaleschi anche intensi e persistenti, con un crescente rischio di nubifragi, in particolare sui versanti tirrenici, nonché sulle zone interne a ridosso dei rilievi, dove l'effetto orografico delle montagne potrebbe accentuare ulteriormente l'intensità delle precipitazioni.

Regioni come la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria potrebbero raggiungere accumuli di pioggia molto elevati anche in poche ore, con il conseguente rischio di locali allagamenti o criticità idrogeologiche (sarà importante seguire i bollettini della Protezione Civile e degli enti preposti).

La combinazione tra il forte richiamo di correnti umide e il sollevamento forzato dell'aria potrebbe produrre sistemi temporaleschi anche intensi e persistenti, con un crescente rischio di nubifragi, in particolare sui versanti tirrenici.
La combinazione tra il forte richiamo di correnti umide e il sollevamento forzato dell'aria potrebbe produrre sistemi temporaleschi anche intensi e persistenti, con un crescente rischio di nubifragi, in particolare sui versanti tirrenici.

La struttura del ciclone favorirà la persistenza dei fenomeni nelle zone interne a ridosso dei rilievi, dove l'effetto barriera delle montagne accentuerà ulteriormente l'intensità delle precipitazioni.

Calo termico e ritorno alla variabilità

L'intera struttura depressionaria sarà accompagnata da un sensibile calo delle temperature, che si porteranno su valori inferiori alle medie del periodo. Per la giornata di domenica 17 maggio, le proiezioni indicano un graduale allontanamento del vortice verso i Balcani, ma potrebbe rimanere dell'instabilità, specialmente lungo il versante adriatico e al Meridione.

Tuttavia, come evidenziato in alcuni aggiornamenti modellistici precedenti, in tendenza, proprio per sabato, era stato indicata anche la possibile formazione di un minimo doppio, cosiddetto "minimo ad occhiale", con una parte sul Tirreno Settentrionale e l'altra sul Medio Adriatico.

Tuttavia, negli ultimi aggiornamenti non è stato più proposto, ma se questa possibilità dovesse essere di nuovo indicata dai modelli, il sistema potrebbe procedere più lentamente verso levante e quindi rallentare il miglioramento anche sul resto della penisola.

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Sarà necessario monitorare i prossimi aggiornamenti per capire se la rimonta dell'alta pressione prevista per la settimana successiva riuscirà a riportare una stabilità duratura su tutto il Paese.

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