Colpirà l'Italia in pieno: il modello europeo prevede blocco scandinavo dal 18 marzo

Si andrà verso un cambio di circolazione che provocherà un brusco cambiamento delle condizioni meteorologiche sul nostro Paese, con l'arrivo del maltempo in diverse regioni.
Dopo un inizio di marzo dominato dall’anticiclone di blocco qualcosa inizia a cambiare, aprendo ad una seconda metà di marzo molto più dinamica, oltre che instabile.
Fino a metà mese l'Italia ha goduto gli effetti di questa struttura di blocco, responsabile di temperature insolitamente miti ben oltre le medie del periodo, cieli spesso sereni o velati da nubi basse e nebbie persistenti al Nord, scarsissime precipitazioni e, in diverse occasioni, peggioramento della qualità dell'aria in Pianura Padana per ristagno anticiclonico.
Qualcosa inizia a cambiare
Il flusso atlantico è rimasto sbarrato a nord, confinando le perturbazioni oceaniche lontano dal Mediterraneo. Ma il quadro sta per ribaltarsi. Le ultime emissioni del centro di calcolo europeo, modello di riferimento di Meteored, intorno al 18-20 marzo il getto polare atlantico riuscirà a erodere il fianco occidentale del blocco, favorendo l'ingresso di saccature e gocce fredde in discesa verso il Mediterraneo.

L'Italia, posizionata proprio lungo la linea di demarcazione tra il vecchio regime stabile e il nuovo più perturbato, verrà interessata da questo cambiamento di circolazione. Pertanto, la seconda parte del mese si preannuncia tutt’altro che tranquilla.
Le proiezioni più aggiornate delineano una serie di gocce fredde (depressioni isolate in quota) che transiteranno tra il Mediterraneo occidentale e centrale, tra la fine di marzo e i primi di aprile:
Prima saccatura atlantica attesa nel weekend
Già da venerdì 13 marzo 2026 una prima saccatura atlantica penetrerà sul Mediterraneo centro-occidentale, forzata dalla presenza di un solido blocco anticiclonico sull’Europa orientale, andando a evolversi, nella parte più meridionale, in una goccia fredda che apporterà piogge intense e temporali fra Sardegna e Sicilia.

Localmente, specie fra la Sardegna meridionale e la Sicilia occidentale, fra domenica pomeriggio e la successiva serata ci sarà il rischio anche di locali nubifragi. I fenomeni saranno accompagnati pure da forti venti di Scirocco e levante.
A fine mese varie gocce fredde verso l’Italia
Dopo il passaggio del weekend, fra il 20 e il 23 marzo, un’altra saccatura atlantica, in scivolamento dalla Penisola Iberica verso il Tirreno, andrà ad isolare una nuova depressione sui mari ad ovest dell’Italia. Questa depressione causerà piogge e temporali al Centro-Nord, neve fresca sulle Alpi oltre i 1400-1600 m, calo termico sensibile.
A fine mese un altro vortice freddo coinvolgerà da vicino l’Italia, causando piogge e temporali, soprattutto fra Sardegna, Sicilia e aree centro-meridionali, con i settori tirrenici maggiormente coinvolti. Questa depressione potrebbe causare fenomeni localmente intensi, come piogge e temporali.
L’unica incertezza di questa linea di tendenza
Va però specificato che questa successione di passaggi perturbati non sarà lineare. I modelli evidenziano ancora una certa incertezza sulla traiettoria esatta delle saccature e sulla profondità del freddo in quota. Alcuni scenari mantengono le gocce più occidentali, con il maltempo concentrato sui settori più occidentale e meridionali dell’Italia.

Altri, invece, indicano uno spostamento più verso levante di queste gocce fredde. Ciò provocherebbe un maggiore coinvolgimento del versante adriatico e delle regioni di Nord-Est. Mentre sul resto del Paese la fenomenologia diverrebbe più blanda e meno organizzata e diffusa.
Ma quantomeno, dopo un avvio di marzo primaverile in molte regioni, il finale si preannuncia volubile come da tradizione. Le temperature subiranno sbalzi marcati, con giornate miti intervallate da fasi decisamente più fresche.
Le precipitazioni, finora molto al di sotto della media su gran parte della Penisola, potrebbero recuperare parzialmente, soprattutto al Nord-Ovest, in Appennino e sulle Isole Maggiori. Inoltre compariranno fenomeni di forte instabilità, come i temporali e le grandinate, tipici della primavera. Le probabilità maggiori si avranno proprio nelle zone tirreniche, su parte del Nord e fra Sardegna e Sicilia.