Vi sveliamo le prime tendenze per l'estate in Italia: caldo ma anche più piogge della media fra giugno e agosto
Arrivano le prime linee di tendenza per l'estate 2026, con evidenti segnali e anomalie che potrebbero condizionare buona parte della bella stagione sul nostro Paese.

Con l’arrivo di maggio parte ufficialmente il conto alla rovescia per la tendenza dell’estate 2026. Come abbiamo spiegato più volte in passato, le previsioni stagionali (da non confondere con le normali previsioni a breve scadenza che valgono fino a 72 ore), o meglio “linee di tendenza”, sono sperimentali e presentano un’enorme incertezza, anche quest’anno accentuata dalle discrepanze tra i modelli di riferimento.
Le tendenze stagionali rappresentano quello che sarà il futuro della meteorologia, con i progressi degli ultimi anni. Oggi conoscere il tipo di inquadramento barico che si potrebbe venire a determinare può aiutare l’uomo a pianificare al meglio le proprie attività.
Prima linea di tendenza
Anche se ci troviamo ancora dentro la famosa “barriera di primavera”, i grandi centri di calcolo internazionali iniziano a delineare le prime linee di tendenza per la bella stagione.

Secondo le ultime tendenze formulate dal centro di calcolo europeo, ECMWF, punto di riferimento di Meteored, l’estate del 2026 potrebbe essere piuttosto calda per buona parte del vecchio continente, inclusa l’Italia, rispecchiando il trend delle ultime estati degli anni 2000.
Da giugno l’anticiclone subtropicale dominerà il Mediterraneo
Nel mese di giugno la fascia degli anticicloni subtropicali salirà sul Mediterraneo, apportando condizioni di tempo stabile e soleggiato, specie al Centro-Sud, con una importante risalita delle temperature medie, pronte a portarsi su valori ben al di sopra delle tipiche medie climatologiche del periodo.
In questo contesto sinottico, anche se non è estremamente facile prevedere l’area del Mediterraneo dove sbucherà l’anticiclone africano, si può benissimo sostenere che le regioni meridionali e le due Isole Maggiori vedranno le prime importanti ondate di calore. Anche se non dovrebbero essere particolarmente durature.

Il mese di luglio sarà quello con le temperature medie più alte, e quello dove saranno più probabili le ondate di calore più intense dell’intera stagione, capaci di interessare quasi l’intero territorio nazionale.
Segnale di precipitazioni poco sopra le medie
Un timido segnale che emergerebbe è un’anomalia positiva delle precipitazioni attese, rispetto la media climatologica del periodo. Si tratterà, per lo più, di precipitazioni legate al ciclo diurno.
Quindi piogge legate ai temporali di calore che nel primo pomeriggio si svilupperanno in prossimità dei monti, soprattutto fra Alpi, Prealpi e Appennino, con maggiori surplus proprio sulle regioni del Nord.
In modo particolare nel mese di giugno, e ad agosto, mentre luglio sembrerebbe mostrare precipitazioni in linea con le medie climatologiche. Solo all’estremo Nord, in particolare nell’area alpina, si potrebbe registrare qualche locale surplus in più. Mentre in Sicilia e Sardegna si potrebbe avere una piccolissima anomalia negativa, quindi piogge poco sotto le medie (quindi davvero pochissime).
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