I polpi giganti del Cretaceo: i temibili predatori che minacciavano anche i vertebrati
Una scoperta dell’Università di Hokkaido dimostra che i vertebrati non erano gli unici animali al vertice della catena alimentare nella preistoria. A contendersi il ruolo c’erano i polpi giganti, straordinariamente forti e intelligenti

Le leggende del mare sono popolate da enormi piovre e creature simili che attaccano le navi. Una recente scoperta dell’Università di Hokkaido dimostra che in effetti sono esistiti davvero dei polpi giganti e che essi dominavano i mari milioni di anni fa.
Impossibile che i pirati e naviganti dell'era moderna ne fossero a conoscenza, tuttavia oggi si sa che non ci sono stati solo i vertebrati al vertice della catena alimentare marina nel corso dell’evoluzione.
Fossili di cento milioni di anni fa dimostrano l’esistenza di piovre che talvolta superavano anche i diciotto metri di lunghezza, in grado di cibarsi di grossi rettili.
Il Cretaceo, un'era di grandi progressi
La rapida evoluzione verso forme di attacco e difesa più efficaci che ha avuto luogo nel Cretaceo è un fenomeno già noto e documentato.
Sia i predatori che le loro prede hanno iniziato a sviluppare corpi più adatti a ricoprire un determinato ruolo nella catena alimentare. Le recenti scoperte hanno dimostrato che questi cambiamenti non hanno riguardato solo i vertebrati.
Anche gli invertebrati sono stati coinvolti e i polpi in particolare si sono evoluti sviluppando mandibole letali, che a loro volta hanno spinto altri molluschi a crearsi migliori difese, come gusci solidi e spessi, oppure aculei.
I fossili di ammoniti del Cretaceo, ad esempio, presentano gusci più doppi e forme più acuminate.
La sorprendente evoluzione dei polpi
Sulla terra e nel mare, per trecentosettanta milioni di anni i vertebrati sono stati i predatori più pericolosi grazie alle loro dimensioni e alla loro intelligenza, mentre gli invertebrati sono rimasti relegati al ruolo di preda.
L’evoluzione dei polpi attraverso i millenni, invece, sembra aver seguito un percorso differente, che è andato in direzione opposta rispetto a quella degli altri invertebrati.

Invece di rinforzare i gusci, ad esempio, a partire dal triassico superiore i polpi li hanno via via ridotti fino a perderli del tutto.
In compenso questi animali hanno sviluppato migliori capacità nel nuoto, una vista più acuta e un cervello più evoluto, tanto che ancora oggi sono predatori marini di livello intermedio e sono considerati tra gli animali più intelligenti.
La sfida nei mari del Cretaceo, tra forza e intelligenza
I fossili di Octobrachia trovati nel mare del Giappone e nelle acque che circondano l’Isola di Vancouver, mostrano le grandi dimensioni di questi animali che erano in effetti già conosciute.
La novità più sorprendente è nei resti trovati nei loro stomaci, che aiutano a chiarire il ruolo di questi enormi molluschi all'interno degli ecosistemi che abitavano, e il modo in cui andavano a caccia.
Lo studio dell’Università di Hokkaido si è concentrato su ventisette fossili di polpi dotati di pinne.
Dimensioni straordinarie e capacità nella caccia mettevano i polpi in diretta competizione con grandi rettili o pesci anch’essi vissuti nella stessa era geologica, come squali o mosasauri.
Questi ultimi, in particolare, erano rettili lunghi fino a diciassette metri, fisicamente molto forti, ma meno intelligenti dei polpi che talvolta infatti se ne cibavano.
Le caratteristiche di un cacciatore perfetto
Fratture e scheggiature di grandi dimensioni mostrano come le mandibole dei polpi preistorici fossero sottoposte ad alti stress meccanici, proprio come avveniva ai predatori vertebrati, e come loro anche i polpi dovevano quindi essere dotati di muscoli abbastanza forti per generare la pressione sufficiente a triturare le prede.
Gli stessi segni di usura dimostrano anche che i polpi frantumavano ossa e gusci con movimenti ripetuti e quindi erano dotati di una buona coordinazione.
L’asimmetria delle scheggiature, in fine, mostra che questi animali preferivano utilizzare un lato del copro piuttosto che un altro, un comportamento associato ad un cervello ben sviluppato, simile a quello dei polpi moderni.
Forza, coordinazione ed intelligenza rendevano quindi i polpi preistorici ottimi predatori apicali.
Fonte:
Shin Ikegami et al. Earliest octopuses were giant top predators in Cretaceous oceans. Science.org (Aprile 2026)
Non perderti le ultime novità di Meteored e goditi tutti i nostri contenuti su Google Discover, completamente GRATIS
+ Segui Meteored