Come la gravità di Marte detta il ritmo delle Ere Glaciali

Senza l’influenza del Pianeta Rosso, i ritmi climatici di 100.000 e di 2,3 milioni di anni svanirebbero, alterando radicalmente l'equilibrio geologico del nostro pianeta. Il clima terrestre dipende anche da una complessa e insospettabile danza gravitazionale con i suoi vicini planetari.

Nuove simulazioni pubblicate nel 2025 dimostrano come la gravità di Marte, pur essendo ridotta, sia fondamentale per regolare i cicli orbitali che innescano le ere glaciali sulla Terra.
Nuove simulazioni pubblicate nel 2025 dimostrano come la gravità di Marte, pur essendo ridotta, sia fondamentale per regolare i cicli orbitali che innescano le ere glaciali sulla Terra.

Per secoli abbiamo guardato a Marte come a un mondo sterile e lontano, un deserto di ruggine che poco aveva a che fare con la rigogliosa vita terrestre. Tuttavia, una ricerca rivoluzionaria, pubblicata all'inizio del 2025, sta cambiando radicalmente questa prospettiva. Nonostante il Pianeta Rosso possieda solo il 10% della massa terrestre, la sua influenza gravitazionale agisce come un metronomo invisibile, capace di influenzare profondamente il clima del nostro pianeta e di regolare l'alternanza delle ere glaciali.

Il Meccanismo dei Cicli di Milanković

Per comprendere la portata della scoperta, dobbiamo guardare alla Terra non come a un corpo isolato, ma come a parte di un complesso "orologio" gravitazionale. Il clima a lungo termine della Terra è governato dai cosiddetti Cicli di Milanković. Questi cicli descrivono come le variazioni dell'orbita terrestre e dell'inclinazione dell'asse modifichino la quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie.

Marte gioca un ruolo di "disturbatore" essenziale, senza il quale la storia climatica della Terra sarebbe irriconoscibile, con la totale scomparsa del ciclo di 100.000 anni. Nell'immagine sono evidenziate le fasi interglaciali che separano le ere glaciali degli ultimi 400k anni
Marte gioca un ruolo di "disturbatore" essenziale, senza il quale la storia climatica della Terra sarebbe irriconoscibile, con la totale scomparsa del ciclo di 100.000 anni. Nell'immagine sono evidenziate le fasi interglaciali che separano le ere glaciali degli ultimi 400k anni

Fino ad oggi, si riteneva che i giganti del sistema solare, come Giove e Venere, fossero gli unici veri registi di queste oscillazioni. Giove, per la sua massa immensa, e Venere, per la sua estrema vicinanza, esercitano forze mareali e gravitazionali dominanti. Ma lo studio guidato da Stephen R. Kane ha rivelato che Marte gioca un ruolo di "disturbatore" essenziale, senza il quale la storia climatica della Terra sarebbe irriconoscibile.

Cosa cambierebbe senza Marte

Attraverso sofisticate simulazioni dinamiche d'alta precisione, i ricercatori hanno ricalcolato l'evoluzione orbitale della Terra "rimuovendo" artificialmente Marte dal sistema solare. I risultati sono stati sorprendenti mostrando la totale scomparsa del ciclo di 100.000 anni.

Questo è il ciclo dell'Eccentricità Orbitale, strettamente correlato alle grandi ere glaciali dell'ultimo milione di anni. Senza la "spinta" gravitazionale di Marte, questo ciclo svanirebbe, stabilizzando l'orbita terrestre in una forma troppo circolare per innescare certi tipi di glaciazioni.

Ma scomparirebbe anche il ciclo di 2,3 milioni di anni. I cicli di lunghissimo periodo, come questo, influenzano la circolazione oceanica profonda. Infatti l'aumento dell'energia solare ricevuta è in grado di intensificare i venti globali. Questo vigore atmosferico si trasferisce agli oceani, innescando potenti correnti e vortici profondi (eddies) capaci persino di erodere il fondale marino. Effetto ciclico che è stato rilevato nei sedimenti oceanici.

Senza quel piccolo punto rosso nel cielo notturno, la Terra potrebbe essere un mondo dal clima molto più monotono, privo di alcune grandi ere glaciali.
Senza quel piccolo punto rosso nel cielo notturno, la Terra potrebbe essere un mondo dal clima molto più monotono, privo di alcune grandi ere glaciali.

Al contrario, il ciclo di 430.000 anni rimarrebbe pressoché invariato, poiché è dominato dalla potente attrazione combinata di Venere e Giove.

    La Prova nei Sedimenti Oceanici

    La conferma della validità di queste simulazioni non arriva solo dai calcoli matematici, ma anche dal passato geologico della Terra. Analizzando i sedimenti oceanici profondi, i geologi hanno trovato prove di cicli climatici che corrispondono esattamente alle frequenze orbitali influenzate da Marte.

    Questi sedimenti agiscono come un "registratore" delle temperature e del volume dei ghiacci globali. La corrispondenza tra i dati geologici e i modelli che includono Marte suggerisce che la configurazione attuale del sistema solare sia l'unica in grado di spiegare la complessa alternanza tra periodi caldi (interglaciali) e freddi (glaciali) che ha caratterizzato la storia recente del nostro pianeta.

    Perché questa scoperta è una sorpresa

    La sorpresa della comunità scientifica deriva dalla distanza e dalle dimensioni di Marte. Essendo molto più piccolo della Terra, si pensava che il suo impatto fosse "rumore di fondo" trascurabile rispetto alla forza bruta di Giove. Tuttavia, lo studio di Kane evidenzia il concetto di risonanza, in cui piccoli impulsi dati con la giusta frequenza possono produrre effetti enormi su tempi scala di milioni di anni. Marte "attrae" la Terra quel tanto che basta ad impedire che la sua orbita diventi troppo statica.

    Un Pianeta Connesso

    L'abitabilità della Terra non dipende solo dalla sua distanza dal Sole o dalla composizione della sua atmosfera, ma anche dalla sua posizione in una rete di vicini planetari. Marte è in qualche modo "presente" sulla Terra, scritto nelle stratificazioni dei nostri ghiacci e nel ritmo delle nostre stagioni più estreme.

    Senza quel piccolo punto rosso nel cielo notturno, la Terra potrebbe essere un mondo dal clima molto più monotono, privo di quelle grandi oscillazioni che hanno forzato l'evoluzione e la migrazione delle specie, compresa la nostra, durante le ere glaciali.

    Fonti: The Dependence of Earth Milankovitch Cycles on Martian Mass (La dipendenza dei cicli di Milanković della Terra dalla massa marziana). Stephen R. Kane (insieme a un team di co-autori). Publications of the Astronomical Society of the Pacific. Gennaio 2025 (Volume 137, Numero 1).