Da lunedì 19 una violenta mareggiata spazzerà le coste ioniche, attese onde gigantesche prodotte da un fetch di 750 km

Dalla mattinata di lunedì 19, fino a martedì 20, tempestosi venti di Scirocco e Levante sferzeranno lo Ionio, con raffiche che potranno raggiungere velocità di oltre 100 km/h, localmente anche 120 km/h nelle fasi più estreme.

L’attenzione dei prossimi giorni è tutta puntata sull’intensa fase di maltempo che a partire da domenica 18 gennaio 2026 colpirà la Sardegna e la Sicilia, interessate da un profondo ciclone extratropicale che causerà piogge molto abbondanti, ma soprattutto venti violenti, di Scirocco, oltre a mareggiate di una certa intensità.

La formazione di questa depressione sarà favorita dal getto polare che sprofonderà fino al cuore dell’entroterra algerino, andando ad interagire con la corrente a getto subtropicale, attiva sopra il Sahara occidentale.

La dinamica in Atlantico che devierà il getto polare sul Nord Africa

Già dal weekend, a ovest del Regno Unito, la potente corrente a getto polare in uscita dalle coste degli Stati Uniti, l'autostrada dei venti che guida i sistemi meteorologici, è costretta a dividersi in due rami secondari.

All’origine di questa separazione un'onda anticiclonica, che si estende verticalmente verso la l’Islanda, fungendo da barriera insormontabile. Tale onda di Rossby andrà a rompersi in maniera anticiclonica, formando un blocco ad est della Groenlandia.

La formazione di questo blocco anticiclonico, a latitudini così elevate, farà in modo che il ramo principale del getto polare, in uscita dagli States, si suddividerà in due rami secondari, creando un “delta”.

Maltempo estremo.
La mareggiata sarà uno degli elementi più importanti di questa fase di maltempo che devasterà le coste orientali di Sicilia e Calabria.

Il ramo settentrionale scavalca l'alta pressione a nord, mentre il ramo meridionale si infila a sud, accelerando notevolmente fino alle coste del Marocco. Il ramo discendente del getto polare andrà ad amplificare una vasta saccatura che sprofonderà fino all’entroterra del Marocco e dell’Algeria, avvettando aria molto fredda, con diversi nuclei di vorticità positiva.

Lo sviluppo del ciclone sul Nord Africa

Il ramo meridionale della corrente a getto polare, accelerando rapidamente sopra l'Atlantico, accumula un'immensa energia cinetica. Quando questo flusso ad alta velocità si muoverà fino all’entroterra algerino, andando ad interagire con il getto subtropicale, presente sopra il Sahara, si creeranno le condizioni dinamiche ideali alla nascita del minimo depressionario.

A est del nucleo di massima velocità del getto nell’alta troposfera, si crea una potente divergenza nell'alta troposfera. L'aria si espande e si allontana, creando un "vuoto" che deve essere riempito.

Questo risucchio di masse d’aria dal basso verso l’alto richiama con forza l'aria calda e umida presente al suolo nel Mar Mediterraneo e sul Nord Africa. Questo movimento ascensionale è il motore principale che innesca la formazione di un profondo ciclone al suolo, fra la serata di domenica 18 e lunedì 19 gennaio

Questa depressione, pronta a nascere sottovento all’Atlante, lunedì 19 gennaio si sposterà rapidamente verso Canale di Sicilia e il Canale di Sardegna, rimanendo bloccata in loco a causa dell’azione di blocco esercitata dall’anticiclone di blocco sull’Europa centrale.

Una differenza di pressione di oltre 40 hPa

La nuova depressione in uscita dalla Tunisia tenderà a contrapporsi al promontorio anticiclonico, presente sull’Europa orientale, con valori di oltre 1040 hPa fra Ucraina e Russia europea.

La presenza di questo promontorio anticiclonico a nord, pronto ad interagire con il minimo depressionario sul Canale, stimato sotto i 992 hPa, provocherà un fitto ispessimento delle isobare sui mari attorno la Sicilia, con la conseguente attivazione di forti venti da E-SE e SE pronti a sferzare tutto lo Ionio, la Sicilia, la Calabria e una vasta fascia del basso Tirreno.

Ecco l'intensità estrema del vento attesa per il pomeriggio di lunedì 19 gennaio sulle coste della Sicilia orientale.

Dalla mattinata di lunedì 19, fino a martedì 20, tempestosi venti di Scirocco e Levante, peraltro tutt'altro che caldi, sferzeranno tutta la Sicilia, in particolare le coste meridionali e orientali, con raffiche che potranno raggiungere velocità di oltre 100 km/h, localmente anche 120 km/h nelle fasi più estreme.

Mentre sui rilievi, come sull’area sommitale dell’Etna, le raffiche potranno oltrepassare soglie estreme di oltre 150 km/h. Ricordiamoci che come record di vento, solo nel novembre 2019, a Novara di Sicilia, nel Messinese, si registro una raffica di ben 188 km/h.

Ma venti forti dai quadranti orientali sono attesi pure sulla bassa Calabria, in modo particolare sulle coste tirreniche, nell’area del Cosentino tirrenico, Lametino e della piana di Gioia Tauro, dove si attiveranno forti raffiche di caduta verso il Tirreno, pronte a dipanarsi verso le isole Eolie, con locali rinforzi di tempesta nelle raffiche.

Onde gigantesche sfornate dallo Ionio

Questo intenso flusso orientale, che si originerà in parte dal Peloponneso e dal Mar a ovest di Creta, e per il restante 40% dalle coste della Cirenaica, si muoverà fin verso le coste della Sicilia orientale, sollevando un imponente moto ondoso, che non troverà alcun ostacolo, muovendosi direttamente sulle coste della Sicilia orientale e della bassa Calabria ionica. Difatti ci attendiamo venti di burrasca da Sud-est ed Est pronti ad estendersi per circa oltre 700 km.

Con questo tipo di fetch, esteso per 750 km, il vento di burrasca forte deve durare almeno 26 ore per favorire il massimo sviluppo del moto ondoso nel suo potenziale fisico. In questo contesto, estremamente critico, si possono formare sullo Ionio onde significative alte fino a 6-7 metri. Mentre le massime altezze potranno superare i 10 metri.

Mareggiata.
L'esteso fetch per oltre 700 km favorirà onde enormi che si abbatteranno sui litorali della Sicilia ionica e della Calabria, con onde alte più di 10 metri.

Del resto i forti venti orientali che si attiveranno in mare aperto, lungo il quadrante settentrionale della depressione in rapida risalita dal Canale di Sicilia, trasferiranno alla superficie marina una gran quantità di “energia cinetica”, per almeno 600-700 km.

Le aree a rischio mareggiate

Il “fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto ampio sullo Ionio determinerà le condizioni ideali per la formazione di un moto ondoso significativo, con onde ben formate che si dirigeranno verso le esposte coste della Sicilia orientale e della Calabria, dove purtroppo fra lunedì 19 e martedì 20 si attiveranno mareggiate da Est e E-SE, sull’intero litorale della Sicilia ionica, dalla bocca meridionale dello Stretto di Messina fino a Capo Passero.

Sulle coste del Ragusano, Siracusano, Catanese e Messinese ionico, così come sui litorali del Reggino ionico, Catanzarese e Crotonese, il picco della mareggiata è atteso nella notte fra lunedì e martedì, quando irromperanno onde di swell imponenti, con periodi molto ampi, che raggiungeranno altezze di onda significativa di oltre 6 metri. Autentici muri d’acqua pronti ad erodere interi tratti di costa, determinando danni considerevoli lungo i lungomari ionici.

Li dove non ci saranno le dune a proteggere la fascia costiera, ammortizzando l’energia del moto ondoso, oltre a importanti fenomeni erosivi, si rischiano danni considerevoli. Stando allo scenario propinato oggi dai modelli globali la mareggiata attesa ad inizio della prossima settimana potrebbe essere paragonata a quella devastante del 13 gennaio 2009, che devastò le coste ioniche di Sicilia e Calabria.