Da venerdì 13 la corrente a getto cambierà il suo comportamento per la prima volta in 4 settimane: gli effetti in Italia

Nei prossimi giorni la corrente a getto polare si arresterà improvvisamente, provocando la comparsa di ondulazioni significative che porteranno un cambiamento radicale nel pattern meteorologico nel sud Europa: ecco i suoi effetti in Italia.

Nei prossimi giorni l'Italia riceverà la visita di nuove perturbazioni atlantiche e fronti molto attivi, che daranno luogo a nuovi episodi di pioggia, neve, mare mosso e vento su ampie zone.

Che cos’è il getto polare?
È noto anche come corrente a getto o “jet stream”. Si tratta di un canale di venti molto forti, a forma di tubo, che scorre a circa 9-16 km sopra la superficie terrestre.

Possiamo immaginarlo come un fiume in cui l’aria scorre a velocità di 100-250 km/h, con lunghezze di migliaia di chilometri, ma largo solo pochi.

Dalla formazione a gennaio della tempesta mediterranea Harry, che ha lasciato un’ondata di maltempo molto intenso tra Sicilia e Sardegna a metà gennaio, la situazione meteorologica è stata condizionata dalla formazione di un potente e persistente blocco anticiclonico tra Groenlandia e Scandinavia.

Questo ha costretto la corrente a getto a scorrere più a sud del normale, puntando nelle ultime quattro settimane verso la Penisola Iberica, il nord del Marocco e l'Italia, con precipitazioni continue e da record.

Il treno di perturbazioni lascerà spazio a una corrente a getto più ondulata

Con la corrente a getto che scorre su latitudini relativamente basse e con pochissimi meandri, i fronti e le burrasche hanno avuto via libera per raggiungere il nostro territorio, così come quello di Spagna, Portogallo e Marocco, dove si registrano purtroppo alluvioni e situazioni problematiche a seguito delle intense piogge.

Inoltre, questa configurazione ha favorito una disposizione dei centri d’azione al suolo (anticicloni e basse pressioni) molto propizia all’arrivo di diversi fiumi atmosferici dai Caraibi, intensificando le precipitazioni.

Tuttavia, come abbiamo già commentato su Meteored, questa situazione ha le ore contate. A partire da venerdì la corrente a getto subirà un brusco rallentamento, diminuendo la sua velocità alle nostre latitudini, iniziando così a disegnare importanti meandri che daranno luogo a una successione di dorsali anticicloniche e saccature cariche di aria polare.

Cosa cambierà per il tempo in Italia?

Questa dinamica è un segnale che la primavera si avvicina (di fatto, dal punto di vista climatologico l’inverno termina il 28 febbraio). Le mappe confermano che queste ondulazioni del jet stream porteranno un ambiente più variabile nel medio termine, con alternanza tra giornate piovose ed altre più stabili. Sarà più facile la risalita di creste anticicloniche, ma anche la discesa di saccature con aria fredda. Questo è quanto accadrà ad esempio sabato 14, quando avremo un crolo termico in Italia per la discesa di aria fredda da nord.

La breve irruzione artica provocherà un marcato calo termico sulla maggior parte dell'Italia, come abbiamo spiegato nei nostri ultimi previsionali. Nei giorni successivi, invece, il cuneo anticiclonico tornerebbe a entrare dall’Atlantico, portando un miglioramento progressivo e un clima più mite.

Vento previsto a circa 9000 m nella notte di sabato, dove si notano le ondulazioni che presenterà la corrente a getto.
Vento previsto a circa 9000 m nella notte di sabato, dove si notano le ondulazioni che presenterà la corrente a getto.

Questo miglioramento, però, non durerebbe molto, poiché già la prossima settimana una nuova area di bassa pressione potrebbe arrivare da ovest, interessando dapprima la Penisola Iberica e spostandosi poi verso est, verso l'Italia.

L’alternanza di giornate soleggiate, precipitazioni e vere e proprie montagne russe termiche sembra destinata a proseguire almeno fino al 19-20 febbraio: da quel momento in poi, alcuni scenari ipotizzano l’installazione di un potente blocco sul sud-ovest dell’Europa, mentre altri continuano a intravedere una corrente a getto ondulata.