Freddo anomalo in pieno maggio: domenica 17 all'alba almeno 10 capoluoghi italiani registreranno tra 0 e 5°C

Una profonda saccatura europea che spingerà aria fredda dalle alte latitudini direttamente verso il Mediterraneo, determinando un brusco calo delle temperature proprio a metà maggio, con valori minimi decisamente bassi per la stagione, soprattutto per le prime ore di domenica.
Siamo ormai giunti a metà maggio e la circolazione atmosferica continua ad essere particolarmente dinamica ed instabile per l'Europa e per la nostra penisola, con frequenti precipitazioni e adesso anche con un netto calo delle temperature. Responsabile di questo cambiamento è un nucleo d'aria artica marittima che, scivolando lungo il fianco orientale di un anticiclone atlantico molto sbilanciato a nord, punterà dritto verso l'Italia entrando con decisione dalla Porta del Rodano.
Questo flusso di aria fredda, soprattutto in quota, sarà favorito anche dalla formazione di un minimo di bassa pressione al suolo, localizzato inizialmente sul Tirreno settentrionale, che continuerà a chiamare aria fredda dallo stesso flusso che l'avrà generato. Il vortice richiamerà correnti via via più intense, che si estenderanno rapidamente su tutte le regioni del Centro-Nord. Non sarà una "toccata e fuga", infatti l'aria fredda che raggiungerà anche la Pianura Padana e il versante tirrenico, produrrà un'anomalia termica che toccherà valori decisamente bassi tra sabato e domenica.
Il calo termico con minime dipendenti da fattori locali
Le minime più basse le registreremo solo quando il minimo di bassa pressione si sarà spostato verso i Balcani, indicativamente nella notte tra sabato e domenica. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il calo termico non sarà uniforme e dipenderà da diversi fattori locali che saranno determinanti.
Affinché il termometro possa scendere verso i valori minimi ipotizzati, è necessaria la contemporanea attenuazione del vento e la presenza di ampi rasserenamenti.
Anche la formazione di eventuali banchi di nebbia o di foschie nelle vallate interne potrebbe aiutare a frenare la discesa della temperatura fungendo da "coperta termica".
Proiezioni termiche per i capoluoghi interessati
Analizzando le ultime corse modellistiche di questa mattina, questi dovrebbero essere i centri urbani che rischiano maggiormente il risveglio più freddo tra venerdì e domenica.
Anche in Piemonte, la ventilazione potrebbe calare favorendo minime anche di +4°C a Cuneo e circa +5°C nella periferia di Torino.
Anche Milano e Bologna, pur risentendo dell'isola di calore, nelle periferie potrebbero toccare i +4°C o +5°C. Nel Nord-Est, Belluno e Udine potrebbero vedere le temperature scendere fin sui +2°C e +3°C.

Scendendo verso il Centro, Perugia, Arezzo e la stessa Firenze potrebbero svegliarsi con temperature vicine ai +5°C o +6°C. In Appennino, Campobasso potrebbe toccare i +4°C, mentre L'Aquila e Rieti scivoleranno facilmente verso i +3°C o +4°C.
Come accennato si tratta di ipotesi basate su scenari in presenza di cielo sereno e di calma di vento. Tuttavia, è bene sottolineare che eventuali oscillazioni locali saranno piuttosto probabili, non solo per la distanza temporale che ci separa dalla notte tra sabato e domenica, ma anche perché solitamente questo tipo di minimi depressionari può continuare a mantenere viva la ventilazione settentrionale, anche mentre sono in allontanamento verso i Balcani.
Di conseguenza, anche la nuvolosità che si addosserà alle aree interne e montuose potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell'inibire la discesa termica. In sintesi: questi valori potrebbero essere suscettibili anche di importanti aumenti.
Dove il maggiore rischio di gelate o brinate tardive
Guardando allo zero termico, il rischio di gelate sarà più concreto sopra i 600-700 m in Abruzzo, soprattutto in quelle vallate interne e conche dove l'aria fredda tenderà a "depositarsi".

Un rischio simile potrebbero correrlo anche le valli e le conche più interne ed appenniniche di Marche ed Umbria, e alcune aree del Nord Italia, in particolare le vallate alpine e prealpine e nei settori di alta pianura del Friuli e del Piemonte.
È bene precisare che queste stime derivano da deduzioni tecniche, ma comunque ipotetiche, basate sulla lettura di modelli e non vanno confuse con i bollettini ufficiali della Protezione Civile, che ovviamente seguono logiche diverse e che dovranno essere presi come riferimento per eventuali accorgimenti da adottare.
Evoluzione successiva e rialzo termico
Sebbene il picco del freddo per irraggiamento sia atteso tra sabato e domenica, la giornata di lunedì 18 maggio potrebbe ancora essere caratterizzata da temperature minime piuttosto basse, specialmente nelle valli del Centro e del Nord.
A partire dalla parte centrale della prossima settimana, il graduale ed ulteriore allontanamento della saccatura verso l'est europeo permetterà alle temperature minime di salire su valori più consoni alla seconda metà di maggio, riportandosi quasi ovunque sopra i +10°C e scongiurando definitivamente il rischio di gelate tardive.
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