"Una Scomoda Verità" compie 20 anni: le previsioni di Al Gore sul clima erano giuste, ma non ci siamo mossi abbastanza

Vent’anni fa usciva Una scomoda verità di Al Gore. Vincitore di due premi oscar e del premio Nobel per la Pace insieme all’IPCC, il film portò al centro dell’attenzione mediatica la crisi climatica. Cosa è cambiato dal 2006 a oggi?

Al Gore durante una sua conferenza. Dopo la sconfitta alle presidenziali USA del 2000 contro G.W.Bush, scelse di dedicarsi alla divulgazione dei cambiamenti climatici, tema a lui caro e in cui molto si era attivato durante la vicepresidenza nel mandato Clinton. Foto Luca Lombroso
Al Gore durante una sua conferenza. Dopo la sconfitta alle presidenziali USA del 2000 contro G.W.Bush, scelse di dedicarsi alla divulgazione dei cambiamenti climatici, tema a lui caro e in cui molto si era attivato durante la vicepresidenza nel mandato Clinton. Foto Luca Lombroso

Nel mese di maggio 2006 usciva nelle sale cinematrografiche il film documentario di Al Gore “Una scomoda verità”. Era un periodo di svolta per l’attenzione mediatica ai cambiamenti climatici. L’Europa era stata da poco colpita dall’estrema e rovente estate 2003 e gli Stati Uniti dalla devastazione dell’uragano Katrina. Nel 2007 il 4° rapporto IPCC definì per la prima volta il riscaldamento globale inequivocabile indicando come molto probabile le attività umane come causa.

IPCC e il film di Al Gore furono determinanti per la sensibilizzazione della popolazione, tanto da ottenere il premio Nobel per la Pace. Non mancarano però critiche e attacchi negazionisti, facciamo dunque il punto 20 anni dopo di cosa diceva quel film e di cosa è successo nel frattempo al clima.

Una scomoda verità: la trama

Il film di Al Gore non ha una trama di tipo narrativo, ma ripercorre la sua attività divulgativa sui cambiamenti climatici, intercalata con episodi della vita dell’ex vicepresidente USA durante il mandato di Bill Clinton. In particolare un episodio connesso indirettamente con la lotta ai cambiamenti climatici fu la morte della sorella per cancro ai polmoni causato dal fumo. L’azione delle lobby del tabacco per mascherare i danni alla salute del fumo, illustra Al Gore, ha molte analogie con le tecniche dei negazionisti climatici.
Il film, con regia di Davis Guggenheim, alterna poi spezzoni di conferenze pubbliche di Al Gore sul tema dei cambiamenti climatici, dove riporta in modo semplice e divulgativo i dati degli scienziati, ad approfondimenti su alcuni aspetti della scienza del clima. Per esempio l’effetto serra è illustrato con un simpatico cartone animato.

Il finale è particolare e fa riflettere, ma ovviamente anche se il film è ormai ventennale non ve lo rileviamo e vi invitiamo a cercare il film guardarlo, se non lo avete ancora visto.

Un film pluripremiato: l'Oscar e il Nobel per la Pace

Il primo riconoscimento arriva nel 2007 alla notte degli Oscar. Una Scomoda Verità vince due oscar, come miglior documentario e per la miglior canzone originale ("I Need to Wake Up" di Melissa Etheridge).

La popolarità del film aumenta ancor più con l’uscita, nel 2007, del 4° report IPCC. In Italia ad esempio tante furono le proiezioni mirate a scuole, organizzazioni ambientaliste e cittadinanza, con cineforum alla presenza di esperti del clima.
L'attenzione mediatica aumenta poi con l’assegnazione ad Al Gore e all’Ipcc del Premio Nobel per la Pace. Il premio viene assegnato, si legge nelle motivazioni, per aver contribuito a diffondere e ad aumentare la conoscenza e consapevolezza sui cambiamenti climatici e per «aver posto le basi delle misure che sono necessarie per contrastare tale cambiamento».

Moniti fondati o allarmismo?

Una scomoda verità ed Al Gore sono stati oggetto di numerosi attacchi dai denigratori e dai negazionisti del clima. Il giornalista e divulgatore Dana Nucciatelli approfondisce e smentisce, 20 anni dopo, le accuse di catastrofismo e previsioni sbagliate in un approfondimento su Yale Climate Change.
Ad esempio, un video virale di un noto youtuber negazionista afferma che "Quello che Al Gore ha previsto in questo stupido film, che è così lontano dalla realtà, è che pensava che saremmo tutti morti oggi, giusto?". In nessuna parte del film compare una simile affermazione estrema, e mai Al Gore l’ha detta.

Al Gore ha presenziato a molte COP, a COP21 fu fra i più attivi diplomaticamente per raggiungere l'Accordo di Parigi. Qui a COP24, a Katowice nel 2018. Foto Luca Lombroso
Al Gore ha presenziato a molte COP, a COP21 fu fra i più attivi diplomaticamente per raggiungere l'Accordo di Parigi. Qui a COP24, a Katowice nel 2018. Foto Luca Lombroso

Secondo Nucciatelli, le previsioni Al Gore si sono rilevate sostanzialmente corrette, pur con alcune semplificazioni scientifiche. Gli impatti dei cambiamenti climatici presentati nel film sono pienamente in corso e peggiorati in linea con l’aumento delle temperature globali, altrettanto confermato.

20 anni dopo: si è agito a sufficienza?

La risposta brutale ovviamente è no, ma allo stesso tempo ci sono segnali che si sta cambiando direzione.

In varie scene Al Gore appariva scoraggiato dalla mancanza di progressi nelle azioni per il clima e da segnali in direzione opposta. In una scena affermava: “Mi guardo intorno e cerco segnali significativi che indichino che stiamo per cambiare davvero; al momento non ne vedo”. D’altro in altre scene aveva parole di speranza come “Ho fiducia che molto presto cambieranno idea abbastanza persone da permetterci di superare una soglia”.

In effetti è poi arrivato l’accordo di Parigi sul clima, di cui peraltro Al Gore fu protagonista diretto. La Cina, dove presentava il boom di centrali a carbone, sia pur lentamente sta invertendo la tendenza ed è ora la prima nazione per investimenti in fonti rinnovabili.

Una frase però colpisce nel suo film: “abbiamo tutto quel che serve fuorchè la volontà politica. Ma la volontà politica è una risorsa rinnovabile”.

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