Gli esperti monitorano la stratosfera: febbraio potrebbe essere un mese di forte maltempo in Italia

Il vortice polare stratosferico inizia a mostrare i primi segnali d'instabilità. Ecco quali conseguenze sono attese in Europa e sull'Italia per il mese di febbraio.
In questi giorni la stratosfera sta diventando il centro dell'attenzione per gli esperti meteorologi. Nelle ultime settimane il vortice polare stratosferico mostra segni di instabilità. Le proiezioni modellistiche indicano una possibile bilobazione avanzata, se non addirittura uno split del vortice nelle prime settimane di febbraio,
Se tale proiezione verrà confermata di certo si potrebbe innescare un’evoluzione più dinamica del tempo sull'Italia e sull'Europa. Ma bisogna anche sottolineare che non si tratta di una garanzia di freddo estremo o nevicate abbondanti, bensì di un potenziale aumento della variabilità atmosferica.
Cosa sta succedendo in stratosfera?
Il vortice polare è una vasta area di bassa pressione fredda e compatta, centrata sul Polo Nord, che in condizioni normali ruota in senso antiorario mantenendo un flusso zonale stabile. Tuttavia, quando potenti le onde di Rossby provenienti dalla troposfera (lo strato atmosferico più basso) propagano calore, e quindi energia verso l'alto, il vortice può deformarsi.

Tale dinamica rallenta i venti zonali e può portare a una elongazione o separazione in due lobi principali, dando sviluppo alla cosiddetta bilobazione del vortice polare.
Secondo i principali modelli globali, come ECMWF e GFS, per la prima decade di febbraio 2026 si profila una configurazione tipica di una bilobazione, con un lobo gelido tra Canada e Alaska, mentre un secondo lobo tenderà ad andare alla deriva fra Siberia ed Europa.
Tale instabilità del vortice polare stratosferico sarà supportata da un intenso flusso di calore, tra i 55°N e 75°N, che sta spingendo energia dalla troposfera alla stratosfera, disturbando la struttura del vortice.
Le conseguenze sul mese di febbraio
Queste turbolenze stratosferiche possono influenzare il tempo in troposfera attraverso un processo chiamato "downwelling" del Northern Annular Mode (NAM), dove l'anomalia si propaga verso il basso in circa 1 o 2 settimane.
Ciò ha una influenza diretta sulla corrente a getto polare che tende ad assumere un andamento più ondulato. Tale assetto della corrente a getto polare, a sua volta, tende a favorire lo sviluppo di imponenti creste anticicloniche verso le alte latitudini, che a sua volta spalancano le porte al freddo verso le medie latitudini, fino al Mediterraneo.

Per febbraio 2026, le proiezioni suggeriscono un vortice polare debole e disturbato, che potrebbe tradursi in un mese più dinamico, con fasi di maltempo atlantico alternate a possibili incursioni fredde da est o nord, con potenziale per piogge, nevicate in montagna e temperature sotto media in alcune regioni.
Attenzione alle illusioni
Tuttavia, è cruciale sottolineare che una bilobazione non equivale automaticamente a freddo e neve. Non è un processo lineare, gli effetti dipendono da molteplici fattori, come la posizione esatta dei lobi del vortice, la persistenza del disturbo, l'interazione con pattern come la NAO (North Atlantic Oscillation) o l'AO (Arctic Oscillation).
Per esempio, lo sviluppo di un blocco anticiclonico sulla Scandinavia potrebbe deviare il freddo verso l'Europa orientale, avvicinandolo all'Italia. Ma senza un blocco solido il freddo difficilmente raggiungerà il Mediterraneo centrale.

Storicamente eventi di stratwarming major, come quelli del 2009 o 2018, hanno preceduto ondate di freddo intense in parti d'Europa, ma non ovunque. Per l'Italia, un vortice debole aumenta le probabilità di tempo più variabile e dinamico.
Ma ovviamente, come abbiamo già spiegato, non garantisce in automatico l’arrivo del freddo o di un’ondata di gelo sull’Italia. Tutto dipenderà dall'evoluzione specifica, e successivamente dal posizionamento delle creste anticicloniche che avranno un ruolo importante nel modulare la circolazione atmosferica sull’area europea.