15 anni dallo tsunami in Giappone: come funziona il sistema di allerta nel Mediterraneo?
Per secoli il Mediterraneo ha convissuto con il rischio tsunami senza alcuna protezione. Fu il devastante tsunami dell'Oceano Indiano del 2004 a cambiare tutto, spingendo la nascita di un sistema di allerta che oggi ha da poco compiuto vent'anni.

L'11 marzo del 2026, ricorre il quindicesimo anniversario del catastrofico tsunami che devastò le coste del Giappone nel 2011. Un evento che scosse il mondo intero e che ci ricorda quanto il rischio maremoto sia reale anche nel Mediterraneo.
La regione compresa tra l'Atlantico Nord-Orientale ed il Mediterraneo è segnata da centinaia di eventi di tsunami documentati sin dall’antichità. I casi più noti sono quelli relativi alle catastrofi che hanno colpito Creta nel 365 d.C, Lisbona nel 1755, Messina nel 1908. In tempi più recenti, ricordiamo anche l'evento del 30 dicembre 2002 che ha colpito Stromboli. La maggior parte sono legati a potenti terremoti, ma in certi casi anche a frane sottomarine, che possono essere innescate a loro volta da eventi sismici oppure da eruzioni vulcaniche.
Nonostante questa vulnerabilità storica, fino al 2004 non era stato fatto quasi nulla per la prevenzione di nuove catastrofi. La vera spinta verso lo sviluppo e il rafforzamento di un sistema globale di allerta precoce per i maremoti è arrivata, lo riporta l'INGV in un recente articolo, solo dopo il catastrofico tsunami dell’Oceano Indiano del 2004, che ha causato centinaia di migliaia di vittime.
A partire dal 2004 sono stati però mossi importanti passi avanti, con la creazione di un sistema di allerta.
20 anni dall'istituzione del sistema di allerta tsunami Nord-Est Atlantico, Mediterraneo e mari connessi
Proprio per celebrare i vent'anni dall'istituzione del sistema di allerta tsunami nella nostra area geografica, dal 3 al 5 dicembre 2025 si è svolta presso la sede dell’UNESCO a Parigi la ventesima sessione dell’Intergovernmental Coordination Group for the Tsunami Early Warning and Mitigation System in the North-eastern Atlantic, the Mediterranean and Connected Seas (ICG/NEAMTWS).
Sono state te giornate di lavoro intense nelle quali i rappresentanti degli Tsunami Service Provider e i centri di competenza nazionali dell’area NEAMTWS hanno condiviso lo stato di avanzamento delle proprie attività e pianificato i lavori e gli obiettivi che, da qui ai prossimi mesi, vedranno coinvolti i quattro Working Group e i Task Team, in un’ottica di rafforzamento coordinato del sistema di allerta.
Durante la sessione, Alessandro Amato (INGV) è stato riconfermato per altri due anni come Chair dell’ICG-NEAMTWS per acclamazione delle cariche presenti, confermando la continuità nello svolgimento delle attività.
Vent'anni di attività: la story map di INGV-Terremoti
Il Chair, per l’occasione, ha ripercorso due decenni di attività attraverso una storymap realizzata dal team di INGVterremoti che intreccia momenti chiave, obiettivi condivisi e risultati ottenuti, alternando contenuti multimediali, immagini, testi e approfondimenti per offrire una narrazione chiara ed efficace dell’evoluzione del sistema e del ruolo dei Paesi partecipanti.
Nel corso della sessione è stato presentato anche lo stato di avanzamento del progetto CoastWAVE 2.0, riconosciuto come una delle azioni approvate nell’ambito dell’UN Ocean Decade Tsunami Programme. Le delegazioni di Francia, Italia, Spagna, Turchia, Portogallo ed Egitto hanno illustrato i risultati principali ottenuti a livello nazionale, con particolare attenzione al potenziamento dei sistemi di allerta, alla preparazione delle comunità costiere e all’adozione del programma UNESCO Tsunami Ready.
Nell’ambito dei lavori sono state inoltre avviate le attività preparatorie per l’esercitazione regionale NEAMWave26, prevista per il 2026, e definite le priorità operative dei nuovi gruppi di lavoro dedicati alla governance, agli tsunami di origine non sismica, alla documentazione e al consolidamento del funzionamento del sistema NEAMTWS.
La sessione si è inserita nel percorso strategico dell’ICG/NEAMTWS verso il 2030 (Ocean Decade), volto a migliorare la valutazione del rischio, l’interoperabilità delle reti di osservazione e la capacità di risposta delle comunità.
Riferimenti della notizia
Vent’anni di attività del Sistema di Allerta Tsunami NEAMTWS in una nuova storymaps - https://ingvterremoti.com/2025/12/30/ventanni-di-attivita-del-sistema-di-allerta-tsunami-neamtws-in-una-nuova-storymaps/