I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto

Questa settimana di stabilità anticiclonica e prime fredde escursioni termiche, ci porterà un weekend di Ognissanti con una possibile svolta. Un vortice polare insolitamente debole ondulerà il getto polare: i modelli ECMWF e GFS valutano diversi tempi ed effetti del freddo sull'Italia.
L'ultima settimana di ottobre vede ritornare la stabilità sulla penisola italiana, mentre l'attenzione degli esperti è orientata già più avanti, sul finire della settimana e sulla prossima settimana. Infatti, il dato principale emerso dalle ultime proiezioni modellistiche riguarda l'andamento della corrente a getto, che indica anche lo stato di salute del vortice polare stratosferico, insolitamente debole, seppur ancora giovane e immaturo.
Invece di approfondirsi, come ci si attenderebbe per il periodo, il vortice subirà un'azione di blocco sull'Europa orientale. Questa situazione produrrà riflessi sull'attività dell'onda planetaria, con conseguenze sui flussi di calore verso la stratosfera e un rallentamento della circolazione del vortice polare.
Tornando alle quote troposferiche, si nota, proprio intorno alla transizione tra i mesi di ottobre e novembre, una forte curvatura del getto polare. Le sue ondulazioni sono alla base dell'interruzione del flusso zonale atlantico, aprendo la strada a scambi meridiani, se non addirittura retrogradi, verso l'Europa.
Settimana dal 26 ottobre al 1° novembre con stabilità anticiclonica e primo calo termico
La pressione atmosferica sull'Italia aumenterà ulteriormente nei prossimi giorni ad opera di un vasto anticiclone che si affermerà sull'Europa centrale e occidentale, in estensione fino alla Scandinavia, già a partire da metà settimana.
Questa disposizione manterrà il flusso perturbato atlantico confinato sull'oceano, convogliando lungo il bordo orientale dell'alta pressione delle correnti settentrionali e orientali più fredde e asciutte verso i Balcani, ma anche verso il Mediterraneo centrale.

Fino all'intera giornata di giovedì 29 ottobre, seguendo quanto indicato dal modello europeo ECMWF, il tempo sarà prevalentemente stabile e sereno su gran parte d'Italia, con il transito di alcune velature da nord a sud (in particolare mercoledì) e qualche annuvolamento più compatto sulla Sicilia settentrionale e sul medio e basso Adriatico, associato a una ventilazione settentrionale.
Condizioni di stabilità che favoriranno il ristagno dell'aria, soprattutto nelle pianure del Nord e in quelle maggiormente riparate dal vento, ovvero quelle interne del Centro. Le temperature, stante anche la poca nuvolosità, faranno registrare una marcata escursione termica giornaliera, con valori massimi relativamente miti (ma non distanti comunque dalle temperature caratteristiche della stagione) e temperature minime che potranno scendere anche fino a sotto i 10°C (spesso prossime a 5°C in Pianura Padana e nelle valli del Centro-Sud, con qualche punta anche più bassa).
Il bivio modellistico per il weekend e per l'inizio di novembre
La situazione cambierà a partire dalla fine del mese: in particolar modo, stiamo individuando la giornata di venerdì 30 ottobre come lo spartiacque tra due tipi di circolazione, seppur con un po' di incertezza presente già nelle giornate precedenti.
Tra il weekend di Ognissanti (31 ottobre - 1° novembre) e la prima settimana di novembre inizia a manifestarsi una certa dissonanza tra i principali modelli matematici di simulazione meteorologica, che è resa ancora più evidente nelle ultime emissioni di questa mattina, 26 ottobre.

Fino a ieri, il modello europeo ECMWF delineava in modo esplicito un'irruzione fredda da est a partire dal fine settimana, favorita da un anticiclone posizionato sulle Isole Britanniche e poco esteso verso l'Italia.
Viceversa, il modello americano GFS prospettava una maggior tenuta dell'anticiclone sulla nostra penisola, riducendo l'entità della massa d'aria fredda in arrivo e il conseguente calo termico.
GFS (nel suo run 06) invece mostra una migrazione verso nord del centro dell'anticiclone ben più lenta. Di conseguenza, il modello americano posticipa l'ingresso del freddo, pur delineando una successiva ondata di freddo altrettanto intensa destinata a colpire il nostro Paese.
L'analisi degli "spaghi" Ensemble e le aree bersaglio in Italia
Ovviamente, la previsione più attendibile resta quella più vicina temporalmente. Quindi, dalle analisi degli spaghi, è evidente come entrambi i modelli siano piuttosto convinti della propria versione e degli scenari proposti fino ad almeno la prima metà della prossima settimana.
A decidere l'evoluzione saranno le possibili variazioni di curvatura del getto, anche minime, indotte dal maggiore o minore cedimento del vortice polare.

Se ad oggi rimane comunque probabile una tendenza verso un periodo freddo, al momento resta più probabile che questo possa interessare in modo più incisivo i settori adriatici e meridionali, con anche una marcata instabilità.
Per maggiori dettagli e una tendenza rivista e corretta, vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti su MeteoRed.