Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?
A seguito del sisma di magnitudo 5.5, con epicentro in mare, è stata attivata una allerta tsunami nel Mediterraneo, poi cancellata un'ora dopo. Si è trattato di un test importante per questo tipo di sistema di allerta, da poco messo a punto in Italia.

Lo scorso A seguito 23 ottobre 2026, alle ore 12:19 italiane, è stato registrato nel Tirreno meridionale un terremoto di magnitudo Mw 5.5. L'epicentro è stato localizzato a 62 km da Malfa (Messina), a 63 km da Leni (Messina), e 66 km da Santa Marina Salina (ME) mentre l'ipocentro è stato ubicato ad una profondità di 9 km. Sono avvenuti anche due eventi di magnitudo pari o superiore a 4.0: l’evento di magnitudo Ml 4.3 alle ore 11:51 e quello di magnitudo Ml 4.0 alle ore 12:24. Sono stati localizzati altri 14 eventi di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
Nel caso dell'evento di magnitudo 5.5, si tratta di un eventi sismico considerevole. La scossa è stata infatti avvertita in diverse aree della Sicilia settentrionale. La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell'INGV relativa all’evento più forte, calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, ha mostrato dei livelli di scuotimento stimato fino al V grado MCS alle Isole Eolie e in una vasta area della Sicilia settentrionale. Si tratta quindi di un sisma che è stato avvertito distintamente nelle case e che ha generato allarme.
L'allerta tsunami attivata e poi rientrata
Un dato importante relativo alla scossa sismica di venerdì è che il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV ha inviato alle 12:23 un avviso di allerta tsunami. Il messaggio iniziale si basava sul calcolo rapido della magnitudo e delle coordinate ipocentrali: la procedura operativa è orientata a inviare l’eventuale allerta tsunami nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i dati a disposizione.
Pochi minuti dopo, alle 12:29, il CAT inviava alla Protezione civile un messaggio di aggiornamento in cui il livello di allerta passava ad “Advisory” (allerta arancione). Ciò significa che un maremoto di piccola entità – altezza onde inferiore a 50 centimetri e run-up atteso inferiore a 1 metro – si sarebbe potuto verificare.

I messaggi sono stati inviati anche ai Paesi del Mediterraneo che ricevono la messaggistica dal CAT-INGV, che agisce come Tsunami Service Provider per l’UNESCO in area mediterranea, informa l'INGV.
Il DPC ha inviato il messaggio alle autorità locali e a tutte le componenti del sistema di protezione civile nazionale, come previsto dalle procedure del sistema di allerta italiano (SiAM).
L'allarme tsunami è rientrato alle 13.22
Le procedure prevedono che il CAT, attraverso il personale operativo H24 nella Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami di Roma, controlli se il terremoto abbia effettivamente generato uno tsunami lungo le coste vicine all’epicentro. I primi riscontri, arrivati dai mareografi ISPRA di Strombolicchio e Ginostra, hanno consentito di escludere uno tsunami in corso nel Tirreno meridionale. Alle 13:22 è stato quindi diffuso il terzo messaggio, con la cancellazione dell’allerta.
L’evento di venerdì 23 ottobre 2026 è stato il primo gestito dal CAT nel Mediterraneo dopo l’introduzione della nuova procedura per la stima delle allerte, il Probabilistic Tsunami Forecasting (PTF).
Questo metodo probabilistico valuta la possibilità che un terremoto provochi uno tsunami e ne stima i potenziali effetti sulle coste, considerando le incertezze relative alla formazione delle onde e alla loro propagazione.
Secondo il CAT, il sistema ha risposto molto bene: dal calcolo dei parametri del sisma e del possibile impatto dello tsunami all’invio dei messaggi al Dipartimento della Protezione Civile e alla successiva comunicazione al territorio. L’episodio ha dunque rappresentato, nella valutazione del Centro, un banco di prova superato con successo.
La sequenza sismica di fine ottobre 2026 nel Tirreno meridionale
Tornando al terremoto, come dicevamo non è il primo che si verifica nella zona in questa seconda parte del mese di ottobre 2026. Dalla notte del 20 ottobre 2026 la Rete Sismica Nazionale ha registrato una serie di eventi sismici nel Mar Tirreno Meridionale, circa 30 km a nord-ovest di Alicudi, Isole Eolie. Il più forte, di magnitudo Ml 5.0 (Mw 5.5), è quello avvenuto alle ore 12:19 del 23 ottobre.
Riferimenti della notizia
INGV. Allerta tsunami diramata e poi cancellata per il terremoto Mw 5.5 nel Tirreno meridionale, 23 ottobre 2026.
INGV. Approfondimento sulla sequenza sismica del Tirreno meridionale, ottobre 2026.