I meteorologi avvertono: da sabato 14 arriva il freddo vero in Italia, neve fino a 700 metri e temperature in picchiata

L'attuale dinamica atmosferica indica un'imminente rottura del flusso atlantico. L'espansione dell'anticiclone verso nord favorirà la discesa di aria polare attraverso la porta del Rodano, innescando un profondo vortice ciclonico. Ci attende una transizione verso condizioni invernali, con un sensibile calo termico e anche nevicate appenniniche.

Il quadro meteorologico sull'Europa sta subendo una variazione sostanziale dopo settimane di dominio incontrastato delle correnti oceaniche. Fino ad oggi, il Mediterraneo è stato l'obiettivo preferenziale di un "nastro trasportatore" umido e mite, definito anche flusso zonale, con un vero e proprio "fiume atmosferico" in arrivo dall'area caraibica, che ha garantito piogge abbondanti e temperature costantemente sopra la norma.

Questa configurazione è stata alimentata da una corrente a getto estremamente tesa lungo i meridiani, capace di confinare il freddo alle alte latitudini. La svolta ora risiede in una manovra di meridianizzazione del flusso: la corrente a getto sta subendo una brusca decelerazione, iniziando a serpeggiare vistosamente con ampie onde di Rossby. Questo "spanciamento" del getto verso nord permette all'alta pressione delle Azzorre di iniziare a puntare verso l'Islanda.

Creerà un vero e proprio muro alla circolazione atlantica, costringendo le masse d'aria fredda di origine polare-marittima a scivolare verso sud lungo il bordo orientale dell'anticiclone, veicolate proprio dal ramo discendente della corrente a getto.

L'aria fredda, trovando la via sbarrata dalle Alpi, sarà costretta a entrare nel Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano. Sarà proprio questo contrasto tra l'aria fredda in ingresso e l'aria mite preesistente sul nostro bacino a innescare la genesi della tempesta prevista per il fine settimana.

Genesi del profondo minimo barico

Le ultime emissioni dei modelli deterministici ECMWF e GFS convergono sulla formazione di una profonda struttura depressionaria al suolo. Sabato 14 febbraio, un minimo barico intorno ai 985 hPa si scaverà tra il Mar Ligure e la Corsica.

Questa è una configurazione da instabilità marcata con gradienti barici molto pronunciati, capaci di produrre venti di burrasca in rotazione intorno al centro di bassa pressione.

Sabato 14 febbraio, un minimo barico intorno ai 985 hPa si scaverà tra il Mar Ligure e la Corsica. Questa è una configurazione da instabilità marcata con gradienti barici molto pronunciati, capaci di produrre venti di burrasca in rotazione intorno al centro di bassa pressione.
Sabato 14 febbraio, un minimo barico intorno ai 985 hPa si scaverà tra il Mar Ligure e la Corsica. Questa è una configurazione da instabilità marcata con gradienti barici molto pronunciati, capaci di produrre venti di burrasca in rotazione intorno al centro di bassa pressione.

Sulla Sardegna e lungo i settori tirrenici, ci aspettiamo precipitazioni intense, localmente a carattere temporalesco, con accumuli che potrebbero superare i 70 mm in 24 ore. In questa fase, neve si attesterà inizialmente tra 1200 e 1400 metri interessando le vette del Gennargentu in Sardegna e i massicci dell'Appennino centro-settentrionale (come l'Abetone e i Sibillini). Queste quote, ancora relativamente alte, sono dovute al richiamo di venti meridionali ancora miti che precedono l'aria fredda.

Solo dalla serata il limite calerà drasticamente a partire dal Nord-Ovest e dalla Sardegna. Tuttavia, con la traslazione del minimo verso il Tirreno centrale e meridionale, il richiamo di aria più fredda da Nord inizierà a far calare le temperature in modo sensibile già dal tardo pomeriggio di sabato al Nord e sulla Sardegna.

Domenica 15: Il crollo delle termiche e il ritorno della neve

La giornata di domenica 15 febbraio segnerà il passaggio dalla fase perturbata alla fase fredda. Con lo spostamento del fulcro del maltempo verso il basso Adriatico, la circolazione dei venti subirà una decisa rotazione dai quadranti settentrionali, con Bora e Tramontana che spazzeranno la penisola. Analizzando le mappe a 850 hPa (circa 1500 metri), si nota infatti l'ingresso di isoterme comprese tra 0°C e -4°C, con il nucleo più freddo in addossamento al versante adriatico.

Tra il pomeriggio e la sera di domenica, la neve potrà lambire i 700-900 metri sul medio Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise). Non si escludono locali e temporanei cali della quota neve a quote inferiori nei rovesci particolarmente intensi.
Tra il pomeriggio e la sera di domenica, la neve potrà lambire i 700-900 metri sul medio Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise). Non si escludono locali e temporanei cali della quota neve a quote inferiori nei rovesci particolarmente intensi.

Questo afflusso freddo determinerà un progressivo e deciso abbassamento della quota neve lungo la dorsale appenninica. Sebbene al mattino i fiocchi si attesteranno ancora a quote di montagna, tra il pomeriggio e la sera la neve potrà lambire i 700-900 metri sul medio Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise). Non si escludono locali e temporanei cali della quota neve a quote inferiori, esclusivamente in corrispondenza di rovesci particolarmente intensi. Al Nord e sulle regioni tirreniche inizieranno ad aprirsi ampie schiarite, pur in un contesto termico rigido e caratterizzato da una forte ventilazione settentrionale.

Dopo il weekend, il blocco ad Omega

Le analisi della tendenza per la settimana prossima, superata la fase acuta del ciclone, evidenziano un ulteriore cambiamento. Infatti, a partire da lunedì 16 febbraio, l'alta pressione si stabilirà tra le Isole Britanniche e la Francia, assumendo una conformazione di blocco atlantico. L'Italia si troverà collocata esattamente lungo il bordo orientale di questa imponente struttura.

Questa posizione impedirà alle perturbazioni oceaniche di raggiungerci, garantendo una pausa dalle precipitazioni per i settori occidentali e per le isole maggiori. Tuttavia, persisteranno le correnti da nordorientali, con una fase fredda ma piuttosto statica.

Tendenza prossima settimana con freddo secco e gelate notturne

La settimana prossima, secondo la tendenza che al momento è possibile ipotizzare, sarà caratterizzata da un freddo statico e prevalentemente asciutto, con un forte calo delle temperature minime. Infatti l'assenza di nubi e l'attenuazione del vento favoriranno un intenso irraggiamento notturno, con gelate diffuse sulle pianure del Nord e sulle vallate del Centro, dove il termometro scenderà spesso sotto lo zero.

La probabilità di nevicate a quote basse o di pianura rimane al momento molto bassa. I dati attuali indicano che la massa d'aria in arrivo, pur essendo fredda, non possiede le caratteristiche necessarie per spingere la neve sotto la soglia della bassa montagna (700-900 metri).

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Sul versante Adriatico, nonostante la persistenza di correnti fresche, non si prevedono accumuli significativi, ma solo una variabilità asciutta o qualche isolato piovasco locale. In conclusione, passeremo da un autunno umido a un inverno con un ritorno delle temperature sui valori medi della stagione.