I modelli confermano: neve abbondante con bufere sull'Appennino, fino a 70 cm in queste aree

L'inverno torna sull'Italia con un'irruzione artica che porterà neve abbondante sull'Appennino anche a bassa quota con marcato calo termico. Le previsioni confermano le bufere di neve con accumuli significativi, in uno scenario tipicamente invernale e temperature ampiamente sotto la media stagionale.
L'Italia sta per subire un colpo di coda invernale a causa di un intenso vortice ciclonico, denominato Deborah, che tra poche ore si approfondirà sul Nord-Est, per posizionarsi e poi muoversi sul Mare Adriatico. A produrre il fenomeno sarà una imponente massa d'aria di estrazione artica, in arrivo dal Nord Europa, un fronte freddo che impattando sull'Arco Alpino innescherà la formazione e l'approfondimento del vortice.
Le temperature, che fino a pochi giorni fa mostravano una fase primaverile anticipata, sono destinate a crollare anche di 10-15°C nell'arco di poche ore, riportando il il freddo su gran parte della penisola.
Il contrasto tra l'aria gelida presente in quota (fino a -34°C a 5300 metri) e l'aria umida e mite in sollevamento dalla superficie del mare, alimenterà una forte attività convettiva con precipitazioni intense e persistenti esaltate anche dallo Stau appenninico.
L'apice del maltempo e gli accumuli abbondanti in montagna
La fase più critica dell'irruzione si manifesterà tra la giornata di domani, giovedì 26, e quella di dopodomani, venerdì 27 marzo. L'effetto dello stau, ovvero il sollevamento forzato delle correnti umide orientali costrette a valicare i rilievi appenninici, darà vita a nevicate copiose che assumeranno carattere di vera bufera a causa dei venti impetuosi.

Secondo le ultime proiezioni dei modelli ad alta risoluzione, i settori più esposti saranno l'Appennino Romagnolo, le Marche, l'Abruzzo e il Molise. In queste aree, al di sopra dei 1000-1200 metri di quota, si prevedono accumuli complessivi che potrebbero toccare i 50-70 cm di neve fresca a fine episodio (specie su Marche e Abruzzo), con punte locali anche superiori sulle creste esposte ai venti di Grecale/Tramontana.

Il maltempo non risparmierà il Meridione. In Calabria la Sila e l'Aspromonte sono pronti a ricevere fino a mezzo metro di coltre bianca sopra i 1300 metri. In Basilicata e nelle zone interne della Campania, la quota neve subirà un brusco calo tra giovedì sera e venerdì mattina, attestandosi mediamente tra i 700 e i 900 metri, con fiocchi possibili anche più in basso durante i temporali più intensi.
Nel Potentino e nel comprensorio del Sirino-Pollino si attendono accumuli di oltre 20-30 cm di neve oltre i 1000 metri. Anche l'Irpinia e il Sannio vedranno le vette imbiancate, regalando uno scenario invernale. Sulla Sicilia, verso l'interno dell'isola, l'aria fredda in arrivo porterà nevicate intense su Madonie, Nebrodi ed Etna sopra i 1100-1300 metri, con accumuli che a fine evento potrebbero raggiungere i 40 cm sulle alte quote etnee.
Neve a bassa quota: queste città vedranno gli accumuli maggiori
La particolarità di questa ondata di freddo, con aria artico-marittima molto fredda e in una stagione favorevole all'instabilità, risiede nella capacità della neve di riversarsi a quote decisamente basse, quasi collinari o di pianura sulle zone più interne.
Città come L'Aquila, Campobasso e Potenza potrebbero avere accumuli tra i 10 e i 20 cm. Non sono esclusi episodi di neve tonda o graupel persino lungo le coste romagnole e marchigiane durante i rovesci più intensi.
Anche la Toscana interna e l'Emilia orientale vedranno cadere fiocchi fino a quote collinari, mentre il versante tirrenico resterà più protetto, seppur interessato da un vento freddo e da un calo termico sensibile, solo con locali precipitazioni.
Venti di burrasca e mareggiate lungo il versante adriatico
Una ventilazione impetuosa caratterizzerà questo peggioramento. Il ciclone sull'Adriatico, infatti, attiverà venti di Bora e di Grecale con raffiche che potranno raggiungere gli 80-100 km/h, rendendo il mare agitato o molto agitato. La Protezione Civile ha già emesso allerte arancioni per vento e mareggiate in Emilia-Romagna e nelle Marche, oltre ad altre allerte gialle per rischio temporali e rischio idrogeologico.
Forte vento che esalterà notevolmente la sensazione di freddo, renderà le attività all'aperto proibitive. La fase acuta del maltempo e del freddo dovrebbe iniziare a ridursi solo a partire dalla giornata di sabato, lasciando spazio a un miglioramento che però manterrà temperature piuttosto rigide che, specialmente durante le ore notturne e con l'attenuazione del vento, farà aumentare notevolmente il rischio di gelate tardive, potenzialmente dannose per l'agricoltura.