Il getto polare sta per scontrarsi con quello subtropicale, il Mediterraneo diverrà fabbrica di cicloni extratropicali

Dalla prossima settimana il Mediterraneo diverrà sede di scontro fra la corrente a getto polare e quella subtropicale, trasformandosi in una vera e propria fabbrica di depressioni extratropicali.
Sono tanti i segnali atmosferici che in dicano come la primavera, nell’emisfero boreale, inizi pian piano a maturare. Oltre alla sempre più intensa radiazione solare e all’allungamento delle giornate, ci sono dei segnali atmosferici inequivocabili.
In questi giorni il sole raggiunge lo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte durante le ore centrali del giorno) a nord dell’equatore, determinando l’inizio della stagione calda che si afferma in primavera, fra l’Africa equatoriale e la vasta regione semi-desertica del Sahel.
La fascia tropicale inizia a dilatarsi verso le medie latitudini
Tutto questo sta determinando un brusco riscaldamento della fascia tropicale, in particolare sulle aree continentali, dove proprio la primavera rappresenta la stagione più calda dell’anno, la quale preannuncia l’arrivo della stagione delle piogge.
Il caldo già oggi si avverte nelle aree continentali dell’Africa sub-sahariane, investite dai torridi e polverosi venti di Harmattan (il corrispondente dell’Aliseo di NE sull’area sahariana) messi in moto dal divario barico esistente fra l’anticiclone subtropicale africano e le depressioni termiche legate al “fronte di convergenza intertropicale”, attestato a sud del Golfo di Guinea.

La presenza di masse d’aria molto secche nei bassi strati, unito all’intenso soleggiamento diurno e alla totale serenità dei cieli, sta favorendo un forte riscaldamento di tutta la fascia sub-sahariana.
In queste settimane si sta verificando un progressivo riscaldamento delle aree desertiche interne della Penisola Arabica, dove i termometri cominciano a lambire ed oltrepassare il muro dei +38°C +40°C, con punte sino a +44°C +45°C.
Il getto polare sale fino al Mediterraneo
Il caldo si sta intensificando pure sull’India e su buona parte dei paesi dell’Asia meridionale, con una progressiva intensificazione attesa proprio nella parte finale di aprile, dove molte località e città, soprattutto negli stati centrali e meridionali dell’India, supereranno abbondantemente i +44°C +45°C all’ombra.

Questa forte riscaldamento delle aree continentali tropicali sta favorendo l’innalzamento di latitudine del getto subtropicale (che demarca la calda circolazione tropicale da quella più mite della fascia temperata), che scorrendo a gran velocità sopra il Sahara, sta per avvicinarsi alla parte bassa del Mediterraneo.
L’interazione del getto polare e subtropicale proprio sul Mediterraneo
Nei prossimi giorni l’asse del getto subtropicale, presente sopra l’Africa settentrionale, inizierà gradualmente a salire di latitudine, iniziando pian piano ad interagire, sempre più da vicino, con il getto polare, che scorre alle medio-alte latitudini, tra l’Atlantico settentrionale e il continente europeo, spesso con ampi “delta” (diramazione del ramo principale in due rami secondari) posizionati tra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico.
Salendo sempre più di latitudine il ramo principale del getto subtropicale tenderà ad accoppiarsi con il ramo principale del getto polare, anche nell’area mediterranea e in Medio Oriente, come spesso avviene proprio fra aprile e maggio.

Lungo la cosiddetta area di contatto, lì dove i due getti si uniscono in un unico flusso, questo può favorire lo sviluppo di sistemi frontali e nuove profonde ciclogenesi che dall’entroterra desertico algerino tenderanno a risalire verso il Mediterraneo, approfondendosi e apportando importanti episodi perturbati, tipici in primavera, con venti burrascosi, piogge e temporali.
Il Mediterraneo diverrà fabbrica di cicloni extratropicali?
Già dalla prossima settimana, grazie anche al blocco scandinavo, l’area del Mediterraneo diverrà sede di depressioni e gocce fredde in quote, che causeranno nuove fasi di maltempo lungo le coste mediterranee.
L’unione fra i due getti, come detto, non farà altro che favorire lo sviluppo di queste depressioni extratropicali, avvettando vorticità positiva che farà approfondire ulteriormente queste strutture depressionarie, rendendole a tratti profonde.
Il Mediterraneo diverrà così una vera e propria fabbrica di depressioni extratropicali e gocce fredde che produrranno fasi di maltempo e instabilità, anche severa, soprattutto sulle regioni del Centro-Sud, che sembrano quelle più esposte al rischio di fenomeni intensi.
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