Italia senza piogge e con PM10 fino a 100 µg/m³: con l’anticiclone la salute pubblica è a rischio. Quanto durerà?

Esplode la primavera anticipata in Italia, 20°C precoci al nord, caldo in quota e inquinamento in città. L’anticiclone prende il sopravvento e non mollerà la presa per molti giorni. A quando la svolta?
Le temperature massime di ieri ci confermano l’arrivo anticipato della primavera, soprattutto al nord. Ben 21°C a Torino, complice un parziale effetto foehn, 19°C a Roma, 22°C ad Olbia. Leggermente più fresco al sud e Sicilia a causa del residuo flusso di aria nordorientale, ma passando in Puglia si sfiorano di nuovo i 20°C.
L’immagine da satellite mostrava appunto un blando fronte scorrere sull’Adriatico, ma senza effetti sostanziali, e col radar senza alcun eco di precipitazioni in tutt’Italia.
Una situazione gradita dopo il lungo periodo perturbato, ma che ancora una volta vede portare rapidamente le temperature a valori fuori norma con ripercussioni anche sulla qualità dell’aria.
Situazione sinottica
Nelle prossime ore ancora pieno dominio anticiclonico sull’Italia e sul Mediterraneo, con un campo di pressione livellata sui 1025 hPa originato da un ponte fra l’anticiclone delle Azzorre e un anticiclone che poi si estende fino alla Russia, non in posizione da portare freddo.
Il flusso zonale atlantico si abbassa leggermente di latitudine, ma non riuscirà a coinvolgere direttamente la nostra penisola. Unica cosa da segnalare, l’indebolimento e invecchiamento dell’anticiclone porterà a maggior presenza di nubi stratificate, ma al momento senza arrivo di precipitazioni.
Giovedì e venerdì stabili
Domani giovedì 26 febbraio e dopodomani venerdì 27 non ci sono cambiamenti di sostanza in tutt’Italia. Tempo stabile ma con giornate un po' meno soleggiate al nord e parte del centro.
Le mappe di precipitazioni non mostrano alcun segnale di arrivo pioggia, ma quelle di umidità e nuvolosità, appunto, mostrano l’aumento di foschie e la comparsa di banchi di nebbia in Valpadana. Compare anche qualche nube stratificata sui mari centro meridionali come il Tirreno, in parte potrebbero coinvolgere le coste. Bel tempo e sole invece domineranno le Alpi e le quote medio alte dell’Appennino.

Pochi cambiamenti nelle temperature, sempre nettamente sopra la media, assenti le gelate al nord, con massime sui 16-18°C in molte città italiane.
Inquinamento in città, caldo inusuale in montagna
Passano i giorni e si accumulano ulteriormente gli inquinanti, le polveri PM10 in particolare arriveranno sui 100 um3 nelle città prealpine e a Milano. Una situazione insalubre e dannosa per la salute specie delle fasce più deboli della popolazione.

Probabile l’adozione di provvedimenti di emergenza da parte dei sindaci in molte città, informatevi in loco.
Tempo splendido per gli sport invernali, ma è necessaria un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso, il caldo aumenta infatti il rischio valanghe.
Fine settimana più nuvoloso ma senza piogge
Sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo ancora tempo stabile in tutt’Italia, il sole non mancherà specie al centro sud ma le nubi medio alte aumentano e lo renderanno più velato, a tratti con grigiori al nord.
Non sono però previste precipitazioni, né cambi significativi delle temperature che resteranno primaverili in tutt’Italia. Permane caldo anche in montagna ed anzi la velatura del cielo ridurrà il raffreddamento notturno con neve bagnata primaverile.
Ancora scadente la qualità dell’aria, anche al centro nelle città più grandi possibili superamenti dei limiti di legge degli inquinanti.
Quanto durerà l’anticiclone?
Poco da dire e pochi cambiamenti nei primi giorni di marzo, l’alta pressione non pare mollare l’Italia e sarà ben presente in quota, mentre suolo tende ad invecchiare portando a giornate più grigie per il mix fra strati umidi, inquinamento e nubi alte stratificate.
Al momento nei 6-8 giorni “usabili” del modello operativo ECMWF non si vedono svolte perturbate. Ci affidiamo quindi ai cluster per vedere se e quando ci saranno cambiamenti. Da dire che anche oltre i 7 giorni lo scenario dominante resta piuttosto stabile, mentre le ipotesi più dinamiche risultano minoritarie. Eventuali cambiamenti più strutturati sembrano rimandati, almeno per ora, alla seconda parte della prima decade di marzo.