L'Italia con gli occhi puntati sulla goccia fredda atlantica: sarà lei a decidere la durata del caldo intenso

L'Italia entra nella fase clou dell'intensa ondata di calore subtropicale. Tuttavia, i modelli meteorologici iniziano ad ipotizzare l'arrivo di correnti più fresche artiche, che potrebbero riuscire a scardinare il dominio anticiclonico. Una possibilità ancora tutta da confermare.

L'Italia sta entrando nel vivo della terza, intensa ondata di calore di questa estate (per gli onori della cronaca, la prima ondata di caldo è inizia quasi agli albori dell'estate meteorologica, cioè a fine maggio). La situazione attualmente vede la presenza invadente di un robusto anticiclone subtropicale nord-africano sul Mediterraneo, che sta convogliando masse d'aria molto calda in direzione del nostro Paese.

Secondo le elaborazioni dei principali centri di calcolo, il picco dell'ondata di calore è atteso tra le giornate di giovedì 16 e venerdì 17 luglio, quando il termometro, in alcune località, raggiungerà valori anche estremi. In particolare, sulla Sardegna si potrebbero raggiungere punte prossime ai 45°C, e in Sicilia si prevedono valori molto simili.

Anche nelle regioni interne del Centro-Sud, in modo particolare tra Umbria, Lazio Campania, Puglia e Basilicata, la colonnina di mercurio potrebbe superare abbastanza diffusamente la soglia dei 40°C, creando una situazione di disagio molto elevato.

La Sardegna, nel mirino del caldo, sono già entrato in una fase acuta

La Sardegna nei prossimi giorni vivrà una delle ondate di caldo più severe degli ultimi anni e sicuramente la più calda di questa estate (almeno fino ad ora).

L'isola, trovandosi sulla prima linea rispetto all'impatto dell'attuale ondata di calore subtropicale, subirà una progressiva esasperazione del quadro termico, con il picco dell'evento atteso tra mercoledì 15 e venerdì 17 luglio.

In questo intervallo temporale, le zone interne dell'isola, in particolare quelle centro meridionali, saranno soggette a condizioni di caldo estremo, con temperature che potrebbero raggiungere punte tra i 44°C e i 46°C.

La Sardegna, trovandosi sulla prima linea rispetto all'impatto dell'attuale ondata di calore subtropicale, subirà una progressiva esasperazione del quadro termico, con il picco dell'evento atteso tra mercoledì 15 e venerdì 17 luglio. ECMWF Meteored
La Sardegna, trovandosi sulla prima linea rispetto all'impatto dell'attuale ondata di calore subtropicale, subirà una progressiva esasperazione del quadro termico, con il picco dell'evento atteso tra mercoledì 15 e venerdì 17 luglio. ECMWF Meteored

Questa situazione subirà gli effetti della subsidenza, con aria calda che, scendendo verso il basso all'interno dell'anticiclone, aumenterà il riscaldamento per effetto della compressione adiabatica. Farà caldo di giorno, ma saranno particolarmente afose e difficili anche le ore notturne, con valori che faticheranno a scendere.

Anche se in seconda linea, farà comunque molto caldo sul resto del Centro-Sud

Anche il resto del Centro-Sud Italia sarà coinvolto, forse sarebbe più giusto dire "travolto" da questa "fiammata africana", con temperature che si manterranno diffusamente superiori ai 40°C nelle aree interne di Sicilia, Puglia e Basilicata. Al momento non si intravede la possibilità di una ritorno su valori prossimi alla norma stagionale nel breve periodo. Anzi, la presenza della massa d'aria calda appare estremamente persistente.

Sebbene il Nord Italia potrà beneficiare di una maggiore instabilità atmosferica, con la possibilità di temporali più frequenti lungo l'arco alpino e occasionalmente anche sulle pianure, il Centro-Sud e la Sardegna rimarranno protetti dal robusto promontorio anticiclonico, che continuerà a garantire un tempo prevalentemente soleggiato e temperature ben al di sopra delle medie del periodo almeno fino alla fine della settimana.

La dinamica atmosferica e le prospettive di cambiamento

Sui modelli meteorologici, oggi, è possibile è possibile osservare una interessante, possibile azione dell'anticiclone atlantico che, centrato ad ovest delle isole britanniche, già nel fine settimana cercherà di guadagnare spazio. Sul suo fianco orientale, favorirà la discesa di correnti più fresche di origine artica verso l'Europa centrale.

Sul fianco orientale dell'anticiclone atlantico (ben visibile ad ovest delle Isole Britanniche), la discesa di correnti più fresche di origine artica verso l'Europa centrale, potrebbe porre fine all'ondata di calore anche sulla nostra penisola. ECMWF Meteored.
Sul fianco orientale dell'anticiclone atlantico (ben visibile ad ovest delle Isole Britanniche), la discesa di correnti più fresche di origine artica verso l'Europa centrale, potrebbe porre fine all'ondata di calore anche sulla nostra penisola. ECMWF Meteored.

Il comportamento e quindi il percorso di questa massa d'aria fredda, in transito verso le latitudini più meridionali, rappresenta il principale elemento di incertezza e, allo stesso tempo, di speranza per la fine dell'ondata di caldo.

Nonostante le ensemble comincino a evidenziare delle possibilità abbastanza buone, che questa massa d'aria riesca a raggiungere anche l'Italia, restano diversi dubbi, soprattutto per chi ha maggiore esperienza.

Questo flusso di aria fredda, e quindi instabile, avrà la spinta e il supporto necessari per riuscire scardinare il dominio anticiclonico subtropicale fin sul Mediterraneo?

È un'ipotesi che sta iniziando a prendere piede nelle proiezioni modellistiche per la prossima settimana, ma trattandosi di un'evoluzione a distanza di quasi sette giorni, va considerata ancora con estrema cautela.

Possibili scenari e cautela nelle previsioni

Qualora questa dinamica dovesse effettivamente concretizzarsi, potremmo assistere a un sensibile calo termico, con il ritorno a temperature più vicine alle medie stagionali. Potrebbe avvenire anche per fasi, non necessariamente in modo impetuoso e violento. Ma se questa massa d'aria fredda dovesse arrivare in modo diretto, i contrasti sarebbero tali da poter produrre fenomeni particolarmente intensi.

Una transizione più lenta e graduale renderebbe il caldo meno estremo e, quindi, più sopportabile, pur rimanendo all'interno della fase che è comunque quella statisticamente più calda dell'estate.

In caso di fenomeni temporaleschi organizzati, le temperature localmente potrebbero addirittura scendere temporaneamente al di sotto dei valori medi del periodo.