L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C

Nei prossimi giorni le acque del Mediterraneo raggiungeranno valori tipici di fine luglio e agosto, con punte fino a +24°C sull'area del basso Tirreno.
L’ondata di calore che da diversi giorni sta interessando tutta l’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Francia, passando per l’Inghilterra, l’ovest della Germania e il Belgio, ormai ha assunto caratteristiche di grande eccezionalità.
Non solo perché siamo solo a fine maggio, ma anche per la durata, ma soprattutto per la sua vasta estensione spaziale, su quasi tutto il comparto centro-occidentale europeo. Questo eccesso di calore andrà a trasmettersi anche alla superficie del mare, dando inizio ad una lunga ondata di calore marina.
Il calore che l’atmosfera cede al mare
Quando un’ondata di calore staziona su una regione, l’atmosfera cede energia al sottostante specchio d’acqua attraverso diversi meccanismi fisici. Il processo non è istantaneo, ma in condizioni di alta pressione, con venti deboli e cielo sereno, diventa particolarmente efficiente.
A questo si aggiunge il flusso sensibile di calore (convezione e conduzione). L’aria calda a contatto con la superficie marina più fresca trasferisce calore, anche più rapidamente.

Se l’acqua è più fredda dell’aria, il gradiente termico favorisce il passaggio di energia dall’atmosfera al mare.
Il ruolo del cosiddetto flusso latente
Un ruolo importante lo gioca anche il flusso latente, anche se in misura minore durante una fase di caldo secco. In questo caso l’evaporazione raffredda la superficie, ma parte del vapore può condensare o comunque influenzare il bilancio termico complessivo.
Il Mediterraneo, essendo un bacino semi-chiuso con scarsa circolazione profonda e tempi di rinnovo dell’acqua relativamente lunghi, è particolarmente sensibile a questi input termici. Le temperature superficiali possono salire velocemente, soprattutto nelle zone costiere e nei mari meno profondi, lì dove il mescolamento limitato.
Attesi già +24°C entro lunedì
Entro l’inizio di giugno, questo processo, farà in modo che i bacini ad ovest dell’Italia faranno registrare temperature davvero anomale, fino a oltre +23°C +24°C. Soprattutto sull’area del basso Tirreno, vicino le Eolie.

Si tratta di un’anomalia notevolissima che segnerebbe l’inizio prematuro di una stagione calda anche per il mare, e per le terre che si affacciano su esso.
Un mare più caldo non è solo un indicatore del clima che cambia, ma che rischia di diventare a sua volta un moltiplicatore di calore per le masse d’aria sovrastanti, favorendo il mantenimento di condizioni anticicloniche e aumentando l’umidità disponibile per eventuali fenomeni intensi successivi (eventi temporaleschi).
Su molte località costiere, soprattutto del Sud, e di Sardegna e Sicilia, questo aumento delle temperature del mare aprirà le porte al periodo delle notti tropicali, con le temperature minime giornaliere che per gran parte del periodo estivo non scenderanno al di sotto dei +20°C.
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