L’effetto isola di calore che sta minacciando queste città italiane e come raffreddarle
Le isole di calore rendono le città italiane sempre più invivibili in estate. Alcune risentono più di altre del fenomeno, a secoda della posizione e della morfologia del territorio, ma i sistemi per rinfrescarle ci sono e funzionano

Sempre più spesso, quando l’estate avanza, le isole di calore trasformano le città italiane in invivibili fornaci.
In città, inoltre, il vento non riesce a circolare liberamente a causa dei palazzi che fanno da barriera. Si stima quindi che negli ultimi tre decenni le temperature cittadine siano arrivate ad alzarsi anche di 3,7°C rispetto al periodo di riferimento che va dal 1961 al 1990.
Le città più calde d'Italia
Quasi tutte le città d'Italia si trasformano in isole di calore durante i mesi estivi; con la temperatura della superficie di asfalto ed edifici che supera spesso i 40°C, l'aria si surriscalda ancora di più. Oltre alla latitudine, per spiegare il fenomeno conta anche la topografia dei centri urbani.
Nel 2025 le città che occupano un territorio più complesso sono state le più colpite. L’Aquila, Torino e Trento, ad esempio, presentano uno scostamento termico enorme rispetto alle aree rurali che le circondano, dove la temperatura è fino a 15° C inferiore rispetto a quella del centro città.
Milano e Bologna risentono invece dell’afa e della scarsa ventilazione della Pianura Padana. Bacini urbani caldi e la densità delle costruzioni rendono Roma e Firenze bollenti nei mesi estivi.
A Napoli la tendenza si inverte, con le periferie nord ed est più calde rispetto al centro perché situate in aree cementificate, pianeggianti e lontane dal mare.
I materiali utili al raffreddamento passivo
Per raffreddare le città italiane i materiali da costruzione e i rivestimenti sono degli alleati preziosi che consentono il raffreddamento passivo, cioè senza l'impiego di elettricità o strumenti meccanici.
I Cool Roofs ad esempio sono tetti trattati con vernici che riflettono fino all’80% della radiazione solare, riducendo significativamente la temperatura degli edifici. Allo stesso modo giardini pensili sui tetti aiutano a mantenere gli edifici un po' più freschi, ma anche a creare zone di ombra e a purificare l’aria. Entrambe le soluzioni si sono già mostrate efficaci ad esempio a New York e Singapore.

Naturalmente anche le pareti degli edifici, e non solo i tetti, possono essere adeguatamente rivestiti. Oltre alle vernci speciali la semplice calce bianca, molto in uso in area mediterranea, aiuta a mitigare il surriscaldamento delle abitazioni e delle aree circostanti.
Le pavimentazioni delle città sono ugualmente fondamentali. Asfalto e cemento sono nemici del raffreddamento passivo perché assorbono il calore e andrebbero sostituiti con materiali riflettenti. A Los Angeles, la pavimentazione “fredda” ha già mostrato di ridurre la temperatura superficiale fino a 11 °C e anche alcune città italiane si stanno muovendo nella stessa direzione.
Ad ogni modo, se tutte le città sono potenziali isole di calore, la posizione e la conformazione dei territori crea microclimi diversi. Per questo motivo ad alcune soluzioni universali ne andrebbero affiancate altre che tengano in considerazione le peculiarità di ogni centro urbano.
Arredo e verde urbano
Gli alberi sono spesso e giustamente indicati come soluzione principale per attutire l’effetto delle isole di calore, ma vanno scelti con attenzione.
Sono ideali quelli ad alto fusto, che fanno ombra ma non ostacolano la ventilazione. In ogni caso i così detti corridoi verdi sono ormai indispensabili e sono la parte integrante di tutti i progetti per abbassare le temperature estive in città in Italia.
Anche l’arredo urbano bioclimatico ha effetti positivi sulle isole di calore. L'utilizzo di panchine fatte con materiali ad alta riflettanza solare evita il rilascio di calore durante le ore serali, mentre le pensiline coperte di verde sono delle piccole oasi d'ombra.
Allo stesso modo le piante rampicanti creano zone naturali più fresche e purificano l'aria, oltre a rendere le strade cittadine più gradevoli.
Le città italiane meglio organizzate contro le isole di calore
Ci sono molte città italiane dove sono in atto dei piani per cercare di rendere le temperature esitive più vivibili e tra di esse ci sono quelle dove il problema è più sentito.
Anche Bologna, dove la temperatura superficiale estiva nel centro città supera spesso i 43 °C si sta attivando per realizzare più zone d'ombra e aree coperte da usare come rifugi climatici.
Le altre due città in Italia in condizioni estreme sono Roma e Firenze. Qui l'idea è di unire il verde urbano, che dovrebbe icludere anche cool roofs e giardini verticali, alla sostituzione progressiva dei manti stradali con materiali ad alta riflettanza.
A Genova la direzione intrapresa è simile. Anzi, questa è stata la prima città d'Italia dove la depavimentazione è ufficialmente entrata a far parte del piano urbanistico comunale.