Esplode la primavera anticipata

Ritorna prepotente l’alta pressione che dominerà fino a fine mese. Primavera anticipata soprattutto al nord. Quanto durerà questa inconsueta e prolungata situazione di blocco?

Luca Lombroso Luca Lombroso 24 Feb 2019 - 08:49 UTC
fiori-primavera
Primavera anticipata a fine febbraio sull'Italia. Ecco i dettagli meteo

Lunghi periodi di temperature sopra la media intervallati da brevi irruzioni di aria fredda. Questo è stato il filo conduttore degli ultimi mesi, le anomalie calde sono la nuova normalità e soltanto i movimenti di aria fredda dalle latitudini artiche riescono a riportare i termometri a valori degni della stagione invernale. Anche stavolta sarà così, l’aria fredda affluita nelle ultime ore ha fatto abbassare anche sensibilmente le temperature, al nord è cessata temporaneamente la primavera anticipata, al centro e sud è ricomparsa la neve localmente a basse quote e i venti gagliardi di bora, tramontana e maestrale hanno soffiato freddi e pungenti, ma principalmente secchi, nei mari attorno all’Italia. Analizziamo insieme le mappe meteo per capire cosa succederà nei prossimi giorni.

Sinottica: anticiclone termico

Quest’aria fredda è affluita grazie a un robusto anticiclone con massimo di 1045 hPa posizionato sabato sulla Polonia e oggi sull’Europa orientale. Un classico elemento colto dagli esperti di sinottica è il promontorio a forma di naso (tecnicamente pool di aria fredda) che si estende al nord Italia, un effetto dell’orografia e dell’accumulo di aria fredda nella Valpadana.

Al centro e al sud, le isobare, con valori barici piuttosto elevati, le correnti da est però incontrando l’Appennino si sollevano originando nubi e ancora per qualche ora nevicate a quote basse. Infine un ciclone afro-mediterraneo, da sottolineare senza alcuna caratteristica simil tropicale, si trova in prossimità di Libia e Tunisia e ancora col suo fronte occluso interessa la Sicilia, ma l’effetto si esaurirà a breve.

Evoluzione per la prossima settimana

Situazione monotona per gli appassionati di meteorologia, e siccità perdurante al centro nord, con esplosione della primavera in anticipo sul calendario. Questo il filo conduttore dei prossimi giorni, con l’alta pressione che avvolgerà quasi tutto il Mediterraneo e gran parte dell’Europa centrale. Un massimo molto ampio, con valori barici di 1025-1030 hPa, stazionerà per diversi giorni fra Penisola iberica, Francia, Italia e Germania, in quota risale aria mite che interesserà il nord Italia e in misura minore il centro, ancora parziale ritorno di aria relativamente fredda lungo l’Adriatico, ma sostanzialmente stabile.

Temperature in netto aumento soprattutto in montagna, con forti inversioni termiche notturne ma giornate che ritornano miti, tanto che al nord a metà settimana si raggiungeranno i 20°C di giorno, ma di notte il termometro scenderà prossimo a zero. Forte escursione termica dunque, e ripresa dell’accumulo degli inquinanti nelle aree urbane e un po’ in tutte le pianure e conche industrializzate. Assente inizialmente la nebbia, complice l’aria fredda e secca iniziale, ma col trascorrere dei giorni tornerà, in banchi improvvisi ma insidiosi nelle ore notturne.

Una situazione di blocco

Giornate soleggiate anche al centro e al sud, ma complice la ventilazione, il mare ancora freddo e il tipo di ventilazione, sarà relativamente meno mite che al nord. Capita poche volte di vedere le mappe previsionali del nostro modello sull’Italia senza alcuna zona di precipitazione, e così sarà da mercoledì a venerdì. Tecnicamente, questa si chiama situazione di blocco, in quanto gli anticicloni impediscono l’arrivo delle perturbazioni.

Dominio anticiclonico: fino a quando durerà?

In molte zone del nord e del centro la pioggia manca dai primi di febbraio, e ormai è necessaria. La neve sulla Alpi c’è, ma con zero termico elevato già inizia a diventare primaverile. Dunque servono perturbazioni, che però ancora non si vedono. A medio termine peraltro potrebbe cambiare l’anticiclone, da europeo a quello delle Azzorre, qualche modello ipotizza il passaggio di una debole perturbazione atlantica a inizio marzo, ma ancora confuso dalle incertezze previsionali. Ad esperienza, non sembra una vera svolta. Quanto durerà l’alta pressione dunque non si sa, peraltro la siccità è un fenomeno subdolo, senza un inizio e una fine ben individuabili. C’è solo un modo per sapere, con affidabilità e serietà scientifica, quando ci sarà un vero cambiamento, seguite le nostre previsioni!

Pubblicità