Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare

Dopo un sollievo termico di breve durata, con l’insidia di forti temporali, il mese di luglio rischia di tornare a proporre il gran caldo, con l’anticiclone africano pronto a riprendere il dominio incontrastato.
Siamo all'inizio di una breve fase di recupero, in cui l'Europa tornerà a respirare grazie all'avvicinamento dell'anticiclone delle Azzorre che ruberà la scena, per qualche giorno, all'omologo nordafricano.
Alta pressione che, nell'ultima decade di giugno, ha bloccato completamente la circolazione fresca e instabile oceanica, portando geopotenziali elevati su gran parte del territorio europeo e sulla nostra penisola, consentendo al gran caldo di raggiungere latitudini e altitudini eccezionalmente elevate, con svariati record termici caduti, soprattutto tra Francia e Germania.
Le temperature, localmente, potranno scendere anche di 8-9°C rispetto ai picchi di calore estremo vissuti negli ultimi giorni. Tuttavia, si tratterà di un semplice ritorno a valori meno distanti dalle medie stagionali.
L'energia accumulata e il rischio di fenomeni violenti
L'enorme quantità di calore, immagazzinato nei bassi strati dell'atmosfera e nelle acque superficiali del Mediterraneo, costituisce un vero e proprio serbatoio di energia pronto a contribuire alla generazione di fenomeni instabili particolarmente intensi. In queste ultime giornate, infatti, anche solo le prime infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota, che scorrono lungo il bordo di un anticiclone ormai in fase di indebolimento, sono state capaci di produrre un'instabilità abbastanza diffusa.
Il contrasto tra queste due masse d'aria profondamente diverse, insieme alla presenza di aria estremamente calda al suolo e alle già calde acque superficiali del mare, stanno già innescando annuvolamenti cumuliformi con associati temporali che, localmente, sono risultati, e potranno ancora risultare, molto intensi, caratterizzati da numerosissime fulminazioni e grandinate di notevole entità.

Un esempio di questa spiccata instabilità atmosferica sono i fenomeni temporaleschi che, proprio tra lunedì 29 e martedì 30 giugno, hanno interessato diversi settori del Centro-Nord Italia, con celle temporalesche molto estese (anche a supercella) che hanno scaricato ingenti quantità di pioggia in tempi brevissimi, causando allagamenti localizzati e disagi significativi.
Potrebbe non trattarsi di semplici piogge estive, ma di episodi molto intensi, con possibili nubifragi accompagnati da forti raffiche di vento.
Le proiezioni per il resto del mese e il rischio di nuove ondate
La tendenza per le prossime settimane, e quindi per il mese di luglio, secondo le proiezioni stagionali dei principali enti internazionali, come il servizio europeo Copernicus, continua ad indicare una persistente anomalia termica positiva per il bacino del Mediterraneo.

Infatti, dopo la breve tregua di inizio mese, i dati suggeriscono una probabile reiterazione di blocchi anticiclonici già verso la fine della prima decade di luglio, intorno al 10-11 del mese. Questo scenario, ovviamente, non va inteso come una certezza, ma si tratta di un segnale che i modelli stanno riproponendo con frequenza crescente.

L'estate 2026 sembra essere ormai orientata a non concedere lunghe fasi dal clima temperato, proponendo invece una prevalenza di fasi molto calde, alternate a improvvise, e a tratti anche violente, brevi "rotture temporalesche".

Attualmente, quella visione proposta timidamente dai modelli pochi giorni fa, di un possibile avvicendamento tra anticiclone nord-africano e anticiclone delle Azzorre, sembra essere un'ipotesi ormai sfumata, o comunque destinata a perdere punti. Mentre sta salendo la probabilità che l'anticiclone nord-africano possa tornare presto a riprendersi il posto, solo temporaneamente ceduto al "fratello oceanico".
La previsione di Copernicus, che vede all'80% la probabilità che l'estate 2026 possa essere nettamente più calda della norma, inizia ad assumere una concretezza, già realizzata per il mese di giugno.
Il mese di luglio, un po' sulla scia di giugno, potrebbe essere anche relativamente dinamico. Infatti, come già visto, delle infiltrazioni leggermente più fresche, sempre in agguato, potrebbero facilmente innescare fenomeni di instabilità anche violenti (break temporaleschi), in un'estate comunque dominata da un regime termico sopra media.