Meteo, altro che primavera: perché a marzo l’inverno può dare il colpo di coda finale con le nevicate più spettacolari
La primavera dilaga ma marzo è un mese di estremi. Ricordate il freddo e neve di marzo 2018? Ripercorriamo la meteo storia delle nevicate tardive nel primo mese di primavera meteorologica.

La primavera meteorologica è partita decisa quest’anno, con dominio anticiclonico su tutt’Italia e temperature sopra la media, a tratti fra il mite e perfino tiepido.
Marzo però è un mese pazzerello, come dice un noto proverbio e oltre all’esci col sole e ci vuole l’ombrello non di rado ha presentato volti invernali anche gelidi e con nevicate in pianura. Il ricordo più recente va al marzo 2018, ma ci sono stati altri anni con il primo mese di primavera freddo e nevoso a bassa quota. Ripercorriamo la meteostoria di questi episodi nonché analizziamo le cause sinottiche delle irruzioni marzoline.
Marzo mese dai due volti: ecco perché
Nel mese di marzo le giornate si allungano velocemente; all’equinozio di primavera il dì ha durata uguale alla notte, e negli ultimi giorni del mese ci sono più ore di luce che di buio. Le temperature aumentano gradualmente, ma grandi sbalzi possono cambiare radicalmente la situazione e far passare dai primi capi di mezza stagione a quelli invernali in fretta.
Semplificando, il motivo è banale: il polo Nord è ancora piuttosto freddo, ma le zone tropicali sono giù calde. Aumentano così i contrasti e in occasione di scambi termici meridiani si possono avere cambiamenti repentini di massa d’aria. Si attivano di conseguenza energiche depressioni anche di provenienza retrograda.
I contrasti termici sul Mediterraneo fanno il resto, potendo così alimentare con acqua precipitabile e con fiumi atmosferici depressioni tirreniche nevose tardive.
La climatologia della neve a marzo
La neve in pianura a marzo non è molto frequente, ma nemmeno è rara come si potrebbe pensare. In pianura padana indicativamente a marzo compare ogni 4-5 anni, e ogni 10 anni circa lo fa in modo anche consistente. Privilegiato è l’inizio del mese, curiosamente più rara nella seconda decade, torna talvolta a comparire a fine mese.
Al centro i fiocchi in pianura si fanno più rari, ma ci sono vari casi documentati di nevicate anche al livello del mare, incluse Firenze e Roma.
Al sud Italia storicamente gli episodi nevosi al piano sono molto rari, ma soprattutto la Puglia, esposta alle correnti fredde continentali dai Balcani, ha visto alcune bianche sorprese in passato.
Meteo storia della neve a marzo
Come detto l’episodio freddo e nevoso più recente è quello di marzo 2018. Iniziato a fine febbraio, la neve fece la sua comparsa a Roma e a Napoli a ridosso del primo giorno di primavera meteorologica, il 27 febbraio. Il primo marzo poi nevicò diffusamente al nord ed anche in Toscana. Seguirono giorni molto freddi ed episodi di gelicidio. Una nuova irruzione portò deboli nevicate al nord il giorno 19 marzo.

Nel 2020, in pieno lockdown Covid-19, la neve imbiancò leggermente alcune città dell’Emilia Romagna, inclusa Bologna a fine mese, il giorno 26 .
Andando indietro, il primo e secondo decennio del XXI secolo hanno visto nevicate anche consistenti in pianura al nord. In particolare il 9-10 marzo 2010 si ebbe una vera tormenta in molte regioni padane.
Altra importante nevicata si ebbe il 2–3 marzo 2005, con nevicate diffuse al Nord e Centro, con accumuli anche significativi tra Piemonte, Lombardia, Emilia e Toscana, anche fino a 20–25 cm in pianura padana.
Anni 1970-80: l’episodio storico a Roma del marzo 1971
Negli anni Settanta e Ottanta vi furono vari episodi di neve in pianura a marzo. Storico fu quello del marzo 1971, quando una forte irruzione di aria artica tra il 3 e il 6 del mese portò nevicate diffuse in pianura in molte zone del nord e anche del centro.
Importanti nevicate interessarono Roma, Firenze, Napoli, e perfino alcune zone Cagliari e Sassari furono imbiancate. Negli anni successivi si registrarono vari episodi tardivi.

In particolare nel marzo 1986 nevicò diffusamente in Pianura Padana il primo marzo, con abbondanti nevicate a Milano, Torino e Bologna. A metà marzo 1987 vi fu una delle più intense ondate fredde tardive del secolo, con gelo e nevicate diffuse in varie regioni italiane soprattutto del centro sud settore Adriatico.
Il ruolo dei cambiamenti climatici
Una volta di più val la pena di ricordare che coi cambiamenti climatici la neve mediamente diminuisce ma non scompare del tutto. Anzi, fenomeni complessi come riscaldamento stratosferico e amplificazione artica possono accentuare gli scarsi meridiani e nell’ambito di un clima più caldo e meno nevoso portare perfino occasioni episodi di eventi estremi nevosi.
Ora siamo ancora in pieno anticiclone, ma tutto può succedere, dunque non abbiamo la guardia, il mese è ancora lungo, seguiteci e se arrivasse neve tardiva ve lo annunceremo per tempo!