Sbuffo freddo ad inizio settimana, venti forti e nevicate in Appennino

Un impulso di aria fredda polare marittima farà il suo ingresso sul Mediterraneo, diffuso calo termico con instabilità al centro-sud. Ecco i dettagli meteo.

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Tornerà la neve anche sull'Appennino centrale. Nella foto di archivio, il Monte Focalone.

Dopo un weekend dell’Immacolata trascorso all’insegna del tempo stabile e soleggiato un po’ su tutto il paese, eccetto qualche locale annuvolamento di passaggio sulle tirreniche, l’inizio della nuova settimana vedrà un cambiamento, causa il passaggio di una saccatura oceanica, che favorirà il veloce ingresso di masse d’aria un po’ più fredde, di stampo polare marittima, sul bacino centrale del Mediterraneo, causando un diffuso calo termico su buona parte delle nostre regioni.

Saccatura con aria fredda a seguito

Nella giornata di lunedì 9 dicembre la sopra menzionata saccatura riuscirà, attraverso la Francia, a scivolare verso latitudini più meridionali, con l’annesso sistema frontale nei bassi strati, facendo il suo ingresso sul bacino centrale del Mediterraneo.

L’abbassamento di latitudine dell’onda ciclonica sarà favorito dalla discesa, lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, attivo con massimi di oltre 1030 hPa sopra l’Atlantico portoghese, di un ramo discendente del “getto polare”, che contribuirà a gonfiare l’ampia ondulazione ciclonica, prolungandola verso latitudini più meridionali, fino alla Sicilia e al mar Ionio nella giornata di martedì.

A seguito della veloce discesa da NO del fronte freddo, nella serata di lunedì 9, l’aria più fredda, d’estrazione polare marittima, che al contempo ha già invaso il sud della Francia, dalla valle del Rodano troverà libero sfogo sul Mediterraneo centrale, attraverso l’attivazione di forti venti di “mistral”. L’afflusso di aria sempre più fredda dalla valle del Rodano determinerà, a partire dalla nottata fra lunedì e martedì, un rapido incremento della pressione atmosferica fra la Spagna e i mari ad ovest della Sardegna, favorendo un ulteriore accentuazione della ventilazione di maestrale fra Sardegna e Sicilia.

Lunedì 9 dicembre peggiora al centro-nord

Già dal pomeriggio di lunedì lo scivolamento di questo fronte freddo causerà un rapido aumento della nuvolosità sulle regioni settentrionali, che diverranno anche piuttosto compatte fra Trentino, Veneto, Friuli ed Emilia-Romagna, dove si potranno verificare delle precipitazioni, in rapida attenuazione serale. Attese nevicate, anche abbondanti, sui settori confinali delle Alpi. Le regioni di nord-ovest, eccetto la Liguria orientale, saranno saltate dal passaggio di questo fronte.

Martedì 10 il maltempo si concentrerà al centro-sud

Nella giornata di martedì l’aumento dei valori di geopotenziale in quota e del campo barico nei bassi strati inspessirà ulteriormente il “gradiente barico orizzontale” fra la Spagna e i mari italiani, rafforzando ulteriormente la ventilazione da NO e O-NO che supererà la soglia d’attenzione fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna e basso Tirreno occidentale.

Inoltre, l’aria fredda che seguirà il fronte freddo, scorrendo sopra le ancora miti acque superficiali del mar e Canale di Sardegna, e del basso Tirreno e basso Adriatico, causerà pure delle situazioni di instabilità, con rovesci e temporali, anche grandinigeni, in arrivo sulle coste del basso Tirreno.

Ma piogge e rovesci, anche temporaleschi, in giornata sono attesi pure fra Abruzzo, Molise e Puglia garganica.

In queste situazioni i forti contrasti termici che si determinano sopra la più mite superficie marina rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevola la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che spesso assumono carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti lungo la verticale.

Attese anche nevicate sull'Appennino centro-meridionale

Queste precipitazioni, dato il temporaneo abbassamento dello “zero termico”, indotto dalla stessa avvezione fredda, potranno assumere prevalente carattere nevoso su buona parte dell’Appennino centro-meridionale e sulle cime dei monti della Calabria e della Sicilia, fra Aspromonte, Sila, Madonie e Nebrodi. Nevicate abbondanti, fin sotto i 1000 metri, sono previste soprattutto lungo l’Appennino Abruzzese e Molisano.