Meteorologi sorpresi dall'interminabile treno di perturbazioni sull'Italia. Domenica 15 la possibile svolta

L'Italia affronta una settimana di forte dinamismo atlantico. Dopo un gennaio eccezionalmente piovoso, con accumuli superiori alla media del 57%, nuove perturbazioni colpiranno il Centro-Sud. Solo nel weekend un deciso cambio di ventilazione dai quadranti settentrionali porterà freddo e un brusco calo termico.
Il 2026 è iniziato con un quadro meteorologico estremamente vivace e, per certi versi, anomalo. Analizzando i dati pubblicati dal CNR-ISAC e aggregati dall'Osservatorio Siccità di Lab24 (Il Sole 24 Ore), aggiornati a oggi, emerge un mese di gennaio caratterizzato da una forte anomalia positiva nelle precipitazioni.
In particolare, il mese di gennaio 2026 è risultato il terzo più piovoso degli ultimi 50 anni in diverse aree del Centro-Sud, tra cui l'Abruzzo. Nelle regioni meridionali, è piovuto quasi il doppio rispetto alla norma (+95%), con punte straordinarie in Sardegna, dove l'anomalia ha toccato il +299%. Questo significa che in alcune zone dell'isola è caduta quasi quattro volte la pioggia attesa per il periodo.
Distribuzione e stato dei bacini
La distribuzione delle piogge non è stata omogenea. Secondo le mappe di severità idrica dell'ISPRA, il Nord-Ovest e i settori tirrenici hanno beneficiato degli accumuli più consistenti. In alcune stazioni di rilevamento, gli scarti positivi hanno superato i 150 mm rispetto alla norma, permettendo ai principali bacini idrografici in difficoltà, di rientrare in una condizione di operatività normale.
Al contrario, il Nord-Est e il versante adriatico sono rimasti parzialmente in ombra. Febbraio è iniziato sulla stessa falsariga, con impulsi instabili che hanno interessato il basso Tirreno e le Isole Maggiori. La situazione attuale vede un vortice polare ancora disturbato che favorisce un dinamismo atmosferico, con probabilità elevate per precipitazioni frequenti e generose, specialmente sui versanti esposti.
Evoluzione meteo: la prima parte della settimana
Entrando nel dettaglio delle previsioni, la giornata di oggi lunedì 9 febbraio vede una circolazione depressionaria in assorbimento, con un miglioramento atteso entro sera. Si tratta però di una tregua effimera poiché, già dal pomeriggio di domani martedì 10 febbraio, una nuova perturbazione porterà piogge diffuse tra la Sardegna e il Centro Tirrenico, per poi estendersi al Nord-Est durante la notte.
Mercoledì 11 vedrà un rapido miglioramento al Nord, ma il maltempo insisterà sul Lazio con fenomeni temporaleschi, spostandosi poi verso la Sicilia e le regioni del basso Tirreno nel pomeriggio. Una nuova fase perturbata è prevista tra la notte di mercoledì e la mattinata di giovedì 12 febbraio, con precipitazioni diffuse su tutto il Centro-Sud.
Venti di Foehn e richiamo mite
Un elemento importante per giovedì sarà la ventilazione. Mentre al Centro-Sud soffieranno venti tesi occidentali, sulle aree alpine centro-occidentali si farà sentire un forte vento di Foehn che favorirà ampie schiarite nelle valli, con raffiche che potrebbero superare i 60 km/h.

Nella tarda giornata di venerdì 13, il tempo tornerà a peggiorare drasticamente a partire dalla Sardegna. Sabato 14 il maltempo si estenderà a quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione del Nord-Ovest. Questa fase sarà accompagnata da temperature ancora superiori alle medie stagionali, specialmente al Meridione, a causa del richiamo di aria mite che precede il fronte freddo in arrivo.
Tendenza con possibile svolta invernale nel weekend
Il vero cambiamento di scenario, se la tendenza verrà confermata, potrebbe arrivare tra sabato sera e domenica 15 febbraio. Infatti, l'inserimento di un cuneo anticiclonico dall'Atlantico verso la Penisola Scandinava, dovrebbe produrre la rotazione dei venti dai quadranti settentrionali e innescare una generalizzata e marcata diminuzione delle temperature su tutta la Penisola.

La quota neve, che per gran parte della settimana rimarrà confinata oltre i 1500 metri, scenderà di quota durante la giornata di domenica, portando i primi fiocchi a quote di bassa montagna o collinari sul versante adriatico centrale. Questa situazione potrebbe rappresentare un svolta nella circolazione atmosferica, e sancire la fine del dominio delle correnti atlantiche miti e piovose, aprendo la strada a un contesto decisamente più invernale.
Vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti per verificare se la tendenza ipotizzata prenderà piede, o se sarà smentita e corretta.