Salvi i cieli bui delle Ande, scongiurata la minaccia di inquinamento luminoso per i telescopi dell’ESO

La minaccia di inquinamento luminoso per due dei migliori siti osservativi al mondo, nel deserto cileno delle Ande, pare sia scongiurata. La AES rinuncia a costruire il suo mega impianto industriale che avrebbe compromesso i siti del VLT e dell’ELT.

Il cerro Paranal sede del VLT con la Via Lattea di sfondo a testimonianza di quanto bui siano i cieli notturni in questa località. Credit: A. Ghizzi Panizza/ESO
Il cerro Paranal sede del VLT con la Via Lattea di sfondo a testimonianza di quanto bui siano i cieli notturni in questa località. Credit: A. Ghizzi Panizza/ESO

E’ passato un anno da quando in un nostro articolo abbiamo condiviso una notizia dai possibili risvolti drammatici per la comunità astronomica internazionale.

Si paventava il rischio concreto di perdere uno dei siti astronomici migliori al mondo, in Cile sulle Ande. Un mega progetto industriale rischia di “inquinare” con la propria luminosità i cieli notturni tra i più bui ad oggi disponibili.

Spieghiamo in cosa consiste il problema dell'inquinamento luminoso.

Il problema dei cieli sempre meno bui

Un requisito importantissimo affinché un sito astronomico, cioè lì dove vengono posizionati i telescopi, sia di alta qualità è l’assenza di inquinamento luminoso. Come da esperienza comune, le molte sorgenti luminose artificiali sia pubbliche (l’illuminazione stradale) sia private della città diffondono verso il cielo la propria luce limitando l’osservazione ad occhio nudo alle sole stelle più brillanti. Il cielo notturno cittadino assume un aspetto quasi lattiginoso e non più buio, per cui lo si definisce “inquinato”.

Ma anche con un telescopio, l’osservazione delle stelle più deboli è assolutamente preclusa.

Questo è il motivo per cui l’Europa ha realizzato il suo più grande osservatorio (l’European Southern Observatory ESO) non in territorio europeo, caratterizzato da elevato inquinamento luminoso per l’elevata urbanizzazione, ma nel deserto cileno delle Ande, uno dei luoghi più bui della Terra.

Luoghi bui sempre più minacciati

Proprio un anno fa, la AES Andes, una filiale cilena della AES Corporation, ha presentato un progetto per la realizzazione di un imponente complesso industriale, chiamato INNA. Il progetto prevede un complesso di oltre 3.000 ettari (30 km quadrati), con annessa costruzione di un porto, impianti per la produzione di ammoniaca e idrogeno e migliaia di unità di generazione di elettricità.

Veduta aerea della cupola del telescopio ELT in costruzione al cerro Armazones (Cile). Credit: ESO
Veduta aerea della cupola del telescopio ELT in costruzione al cerro Armazones (Cile). Credit: ESO

Il sito prescelto per la realizzazione di questo impianto industriale si trova a pochi chilometri di distanza in linea d’aria dal cerro Paranal, dove è posizionato il VLT, Very Large Telescope dell’ESO, uno dei migliori telescopi dell’ESO, e vicino anche al cerro Armazones dove è in fase avanzata di costruzione il ELT (Extremely Large Telescope).

L’Extremely Large Telescope con il suo specchio primario di 39 metri ed una cupola alta 80 metri sarà il più grande al mondo.

A fronte di un investimento economico enorme per la realizzazione di questi telescopi, i siti osservativi sono stati selezionati con grande cura in modo che fossero anche incontaminati sotto il profilo dell’inquinamento luminoso.

Il VLT è formato da 4 telescopi con specchio primario di 8.2 metri che osservano sia singolarmente che in modo coordinato.

Finalmente arrivano buone notizie!

Cosa è successo

Scriveva un anno fa Xavier Barcons, direttore generale dell’ESO: “La vicinanza del megaprogetto industriale AES Andes al Paranal rappresenta un rischio critico per i cieli notturni più incontaminati del pianeta. Le emissioni di polvere durante la costruzione, l’aumento della turbolenza atmosferica e soprattutto l’inquinamento luminoso avranno un impatto irreparabile sulle capacità di osservazione astronomica, che finora hanno attratto investimenti multimiliardari da parte dei governi degli Stati membri dell’ESO”.

Agli inizi di questa settimana, dopo un anno di intense trattative, la AES Andes ha annunciato che si ritirerà da questo megaprogetto. L'ESO accoglie con favore questo annuncio e si aspetta che il progetto venga presto ritirato dal Servizio di Valutazione Ambientale (SEA) del Cile, il che confermerebbe formalmente la fine di INNA.

A causa dell'Inquinamento luminoso in territorio europeo , si è scelto il deserto cileno per la realizzazione dei più moderni e grandi osservatori astronomici
A causa dell'Inquinamento luminoso in territorio europeo , si è scelto il deserto cileno per la realizzazione dei più moderni e grandi osservatori astronomici

Se con INNA l'ultima minaccia di inquinamento è scongiurata, questo non esclude che in futuro ne verranno di nuove.

"Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con le autorità locali, regionali e nazionali per proteggere i cieli bui del Cile settentrionale, un patrimonio naturale insostituibile, essenziale per far progredire la nostra comprensione dell'Universo e per consentire un'astronomia di livello mondiale a beneficio del Cile e della comunità scientifica globale", afferma Itziar de Gregorio-Monsalvo, rappresentante dell'ESO in Cile.